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A che ora avete detto che si fa la Vera Sinistra?

In Politica Italiana, Ritratti on December 6, 2016 at 12:23 pm

Puntuale come una replica estiva di un film a caso di Bud Spencer, appena l’aria profuma di elezione, rivà in onda la puntata delle storia infinita della ricerca della sinistra perduta.

Già vi vedo, tutti fermi ai nastri di partenza. Ognuno in tasca la ricetta perfetta della Vera e Unica Nuova Sinistra. Quella che unisce, quella che spacca, quella che cambierà la sorte dei precari, che aumenterà le garanzie lavorative e salariali della manodopera operaia, che ecciterà le casalinghe, che farà sognare gli studenti, che annichilerà il capitale e se ci va di culo pure la globalizzazione, passando per la chiusura definitiva – senza se e senza ma – del buco dell’ozono.

Vi vedo, tutti pronti sulla linea di partenza, ma nessuno si muoverà: sapete bene infatti che il primo che lo farà, sarà quello destinato ad essere tragicamente e miseramente impallinato.

Perchè tutti lo sanno: la sinistra è tridimensionale. Nel senso che per definirla puntualmente occorre esplicitarla in senso temporale (quando farla), spaziale (con chi farla) e ideale (ma che cacchio vuol dire “Vera Sinistra”?). 

E quindi cosa significhi fare la sinistra ciascuno lo sa, ma nessuno può dirlo.
Perchè lungo tutto l’inverno preelettorale, si rimanda la non urgente definizione della dimensione ideale (bisogna mostrarsi inclusivi, tanto c’è tempo), si vivacchia speculando sulla dimensione spaziale (mettendo certezze solo sul con chi con noi non ci deve avere nulla a che fare – certezze che saranno però ben presto impallinate anch’esse), si vivacchia nell’attesa dell’unica dimensione certa: quella temporale, fatta convenzionalmente coincidere con le elezioni.

Nell’attesa che qualcuno sacrifichi per primo la propria credibilità martirizzandosi sul sacro altare della sinistra, si rimanda e si rimanda, fino a quando passata o quasi la primavera, arriva il tempo non più rimandabile della data del voto. Trovandoci impreparati, si arrabatta una qualche piattaforma programmatica, risolvendo alla meglio il problema della dimensione ideale e, data l’urgenza, si affronta il tema del “con chi” lasciando cadere le barriere e raccogliendo inclusivamente quello che rimane.

Eppure compagni, amici, io disapprovo il passo. Dopo averci sbattuto personalmente il grugno per un po’ sono addivenuto alla seguente convinzione, che sfida il dogma della Trinità della dimensione della sinistra: la Vera Sinistra, in realtà, è quadrimensionale!

E non è una blasfema citazione da Ritorno al Futuro: la quarta dimensione è la spinta popolare. E questa in Italia è, per ora, saldamente nella cassaforte del Movimento 5 Stelle, che ahinoi la declina in maniera assai confusa e superficiale, ma quanto basta per tenerla in tensione e impedirle di andare altrove. 

E quindi Mi preparo ad assistere a una nuova replica del solito teatrino. 

Che è comunque interessante e coinvolgente: come per una gara di Formula 1, quando fa il botto, è uno spettacolo.

Ma il #Leicester non é di sinistra

In Politica Italiana on May 3, 2016 at 5:51 am

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Una squadra che tutti considerano mediocre e che danno per spacciata, invece vince il campionato. Com’è noto, è il miracolo Leicester.

Alla notizia dell’impresa la sinistra italiana esulta: è la prova che si-può-fare.

Dopo Podemos e Tsipras, ora il Leicester: oh, ci si attacca a tutto, pur di non perdere la speranza.

Ma basta guardarsi indietro per disilludersi: gli italiani sono diventati fascisti, democristiani e finanche berlusconiani, pur di non sbattere il grugno a sinistra.

E più mi guardo intorno, più mi rassegno al pensiero che, presto o tardi, diventeremo tutti inevitabilmente, tragicamente, convintamente e fortemente renziani.

La lezione di greco.

In Economia e Sviluppo, Idee on July 6, 2015 at 10:20 am

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E continuano le lezioni di alta politica greca.

Dopo il referendum che ha mandato in tilt i calcolatori dei finanzieri europei e dei loro politici di riferimento al suo solo annuncio.

Dopo la vittoria massiccia e schiacciante dei NO al piano di “salvataggio” (in grado di fornire lo stesso aiuto di un’altra dose di eroina ad un tossicodipendente, pagata a caro prezzo), nonostante i tentativi di ingerenza, le minacce, gli scenari catastrofisti che hanno provato a influenzare l’opinione pubblica.

Il Ministro delle finanze greco Yannis Varoufakis si dimette, perchè sia chiaro al mondo che il no dei greci è in realtà un maestoso e grande SI:

SI all’Europa dei diritti, e non solo dei doveri.
SI all’Europa della ricchezza distribuita, e non concentrata.
SI ad un’Europa del popolo, e non solo della finanza.
SI al lavoro, giusto e per tutti.
SI alla vita.

Una giornata storica per quanti amano l’Europa alla follia, ma ne sognano un’altra. Più viva, più vera.

Alla sinistra italiana non servono pellegrinaggi, non serve sventolare bandiere e conquiste altrui. Serve l’umiltà di capire che con un grande progetto, comunicando valori semplici, chiari e universali, mettendo gli obiettivi e la politica davanti a noi e non a nostro servizio per acquisire rendite di posizione, non solo si vincono elezioni, ma si può davvero cambiare verso alla Storia.

Altro che storie.
Altro che Renzi.

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