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Lo strabismo di ven(d)ere: le bugie dell’assessore Selvaggi

In #MT2015 - #MT2019 on February 9, 2016 at 3:35 pm

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L’assessore al turismo al Comune di Matera Anna Selvaggi prende carta e penna e spiega alla stampa che la Festa del Cioccolato in Piazza Vittorio Veneto è stata a costo zero e, dati i pochi fondi a disposizione, altre iniziative pur meritevoli, come il Carnevale a Cavallo, non si sono potute fare perchè rappresentavano un costo per le casse Comunali.

Chissà perchè l’assessore si è sentita in dovere di dare spiegazioni. Excusatio non petita, accusatio manifesta? Beh in effetti qualche accusatio è stata comunque sollevata:

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Ma che ci fa Zetema a Taranto?

In #MT2015 - #MT2019, Politica lucana on November 6, 2015 at 3:01 pm

Giunge in redazione (!) la segnalazione di una vicenda alquanto singolare che riguarda la strana commistione tra pubblico e privato, tra fondazioni e fatturazioni, tra dossier e collaborazioni esterne che riguardano la “nostra” (si fa per dire) fondazione Zetema, già nota ai lettori di questo blog, e certamente a tutti i cittadini materani, essendo la fondazione “di famiglia” del nostro sindaco Raffaello De Ruggieri.

Sul Quotidiano di Puglia di oggi, venerdì 6 novembre, il vicepresidente del Consiglio Comunale di Taranto, Adriano Tribbia, denuncia che il dossier preparato per la candidatura al titolo di Taranto quale “Capitale Italiana della cultura 2016” (titolo vinto poi da Mantova qualche giorno fa) riporta uno stralcio di un articolo del tutto contrario allo spirito del dossier stesso.

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Una bella gaffe, insomma. Come se uno studente universitario scrivesse una tesi citando un articolo che la smentisce, addirittura la ridicolizza, e lo facesse senza rendersene conto, pensando che invece la sostenga. Il professore lo boccerebbe, e addio laurea.

L’articolo citato e copiaincollato nel dossier tarantino è questo, pubblicato inizialmente sul Venerdì di Repubblica dell’11/09, dal titolo non proprio edificante: “il supermercato del passato tra Disneyland e folklore”. Nell’articolo, in sostanza, si denuncia appunto l’uso folkloristico della storia a fini turistici e di cassa. E nel caso di “Taranto città Spartana” si critica anche il Ministro Franceschini, che invece questa visione la incoraggia. Visione che però è alla base del dossier di candidatura di Taranto a capitale italiana della Cultura…

Ma cosa c’entra la materana Fondazione Zetema in tutto questo? E’ presto detto. Nell’articolo di oggi del Quotidiano di Puglia l’assessore tarantina Vozza, tentando di giustificarsi e ripondere alla critiche a lei rivolte, dice che “l’elaborazione del dossier, non avendo risposto nessuno al bando, è stata affidata alla Zètema di Matera, che ha elaborato anche il progetto per Matera Capitale europea della Cultura per il 2019“.

COME COME? Zetema ha elaborato il dossier per Matera 2019? Ma se De Ruggieri è stato tra i più accaniti critici del dossier, arrivando a rassegnare le dimissioni dal comitato scientifico della Fondazione Matera-Basilicata 2019, in aperta polemica con il percorso pur vincente del “nostro” dossier, e aprendo di fatto la campagna elettorale tutta giocata contro la passata amministrazione! I materani avranno infatti ancora nelle orecchie l’eco delle parole di fuoco pronunciate dall’allora candidato De Ruggieri contro i promotori di quel percorso, ex sindaco Adduce in testa, quando sembrava che fosse stato tutto sbagliato e Matera avesse vinto solo grazie ai Sassi e ad una bizzarra e irripetibile congiunzione astrale… Ora il sindaco si vanta, fuori dalle mura cittadine, di esserne stato l’autore, per mezzo della “sua” Fondazione? No scusate, qui c’è qualcosa che non quadra. Sarà il caso di approfondire. E le sorprese infatti non finiscono qui.

Il dossier di candidatura di Taranto – scaricabile qui – a Capitale Italiana della cultura 2016 (concorso che assegnava oltre al titolo, anche un milione di euro da parte del Ministero, mica bruscolini) riporta la collaborazione con la Fondazione Zetema, che quindi presumibilmente (stando alle dichiarazioni dell’assessore alla cultura di Taranto) lo ha materialmente redatto, errore di citazione compreso. Ma l’errore è comunque scusabile. lo stesso dossier riporta infatti la lettera di offerta di collaborazione della Fondazione Zetema al Comune di Taranto, firmata da De Ruggieri in veste di presidente:

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La cosa strana è che la lettera è datata 14/09. Il dossier è del 15/09. Zetema ha dunque redatto in meno di 24 ore il dossier tarantino? Beh se è così lo ha fatto davvero in fretta e furia. Non poteva certo badare troppo alla bontà e qualità delle fonti. Errore giustificato.

Ma come nasce la collaborazione tra Zetema e Taranto? Non lo sappiamo. Sappiamo però che il Comitato promotore di Taranto capitale della cultura, che ha redatto il primo dossier di candidatura, quello che permise a Taranto di entrare tra le 10 città finaliste, viene ad un certo punto escluso dal continuare il percorso, quando si trattò di stilare il secondo e decisivo dossier. Ad agosto scorso, infatti, il Comune di Taranto, secondo quanto riportato in questa nota polemica dello stesso comitato promotore, indisse un bando, andato deserto. Bando deserto di cui, ricorderete, parla anche l’assessore alla cultura, rivelando che successivamente l’incarico fu affidato a Zetema, definito nel dossier (redatto dalla stessa Zetema) “braccio operativo” delle iniziative connesse a Matera Capitale della Cultura in Europa per l’anno 2019. Il che non è nemmeno vero, perché qui a Matera – fortunatamente, c’è da dire, visti gli opposti esiti delle due candidature, Matera e Taranto – il braccio operativo è proprio la Fondazione, che ad un certo punto sembrava invece dovesse essere smantellata sotto la scura punitrice dell’amministrazione De Ruggieri, dopo essere stata pesantemente messa sotto accusa. Non si capisce bene di cosa, avendo vinto il concorso Ecoc, permettendo a Matera di incassare tanti dindini insperati…

Ma De Ruggieri non arriva mica impreparato alla sfida di preparare un dossier per Taranto in 24 ore: il 10 settembre, ricorderete, il Comune di Matera e il Comune di Taranto firmano un protocollo con il quale di fatto La Capitale Europea della Cultura 2019 “sponsorizza” Taranto nella corsa a Capitale italiana. Il dossier tarantino riporta il protocollo, a firma, ovviamente, dello stesso De Ruggieri, questa volta però in veste di Sindaco e non di Presidente della Fondazione Zetema (veste con la quale ha firmato invece la collaborazione per la redazione del dossier).

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Al sesto piano di via Aldo Moro dev’esserci uno stanzino nel quale il sindaco può, a seconda della bisogna, indossare i panni di sindaco, di presidente di Zetema, di sfasciatore di Capitali, eccetera eccetera…

Insomma un gran bel casotto, con commistione di ruoli pubblici e semi-pubblici (ma che noi sappiamo essere abbastanza privati, visto che il ruolo di componente del CDA di Zetema viene tramandato per successione agli eredi della famiglia De Ruggieri, e gli altri membri sono in maggioranza di associazioni culturali a lui vicine), ancora più inquietanti se si riflette sul fatto che il bando andato poi deserto staccava un assegno di 90.000 euro a chi se lo fosse aggiudicato. Quanto ha incassato invece Zetema con procedura (immaginiamo) di affidamento diretto? E solo quattro giorni dopo che il sindaco di Matera ha “casualmente” “abbracciato” la causa tarantina?

All’uscita della notizia dell’abbraccio tra Matera e Taranto, commentai subito che fosse quantomeno inopportuna. Non potevo certo sapere cosa c’era dietro. In verità non lo so nemmeno adesso, ma tracciando una linea tra date e fatti, posso effettivamente immaginarlo. E non ne viene fuori una bella immagine, diciamo, per la nostra città.

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La mia riflessione finale è che c’è comunque solo da rallegrarsi che DR e company siano stati tagliati fuori dalla redazione del dossier di Matera Capitale della Cultura (in verità si sono messi da parte da soli): visto l’esito infausto del concorso tarantino, che ha visto la partecipazione attiva e “illuminata” della Fondazione Zetema, che a Matera millantava di sapere bene cosa andava fatto e cosa invece no, mentre Adduce, Verri, il Comitato 2019 e il web team stavano sbagliando tutto, magari oggi De Ruggieri sarebbe lo stesso sindaco. Ma di una cittadina di provincia del Sud Italia. Non certo di una capitale europea.

P.S.: il nostro blog è come sempre aperto e disponibile ad ospitare repliche e precisazioni.

AGGIORNAMENTO: Prendiamo atto della nota del sindaco che in verità pur precisando che l’incarico assunto dalla Fondazione Zetema avrebbe avuto carattere gratuito, rivela un palese conflitto di interesse nella parte in cui il sindaco di Matera arriva a minacciare l’incrinatura dei rapporti tra la città di Matera con la città di Taranto in virtù degli scazzi privati tra l’assessore alla cultura di Taranto e la Fondazione Zetema. La vicenda conserva dunque intatta la sua (negativa) valenza politica.

De Ruggieri e la Fondazione fondata coi soldi nostri

In #MT2015 - #MT2019 on May 11, 2015 at 10:37 pm

Alla Conferenza stampa sul Duni il candidato sindaco del centrodestra Raffaello De Ruggieri propone che a guidare il nuovo Duni sia una Fondazione. Toh, che combinazione. Non meraviglia affatto: lui di fondazioni se ne intende. Sopratutto se fondata con soldi altrui…

E’ il gestore infatti di una potente fondazione materana, che si occupa della diffusione dell’arte e della cultura. Ma credo che in pochi sappiano come è nata. E vale forse la pena di raccontarlo: siamo venuti in possesso di una testimonianza diretta e di un documento eccezionale, ormai quasi perduto: lo statuto dell’associazione Zetema, prima che fosse trasformata in fondazione. Raccontiamo questa storia come ci è stata illustrata, disponibili ad approfondirla con i diretti interessati, perché crediamo che sia interesse generale, alla vigilia di uno snodo importante della nostra storia, fare quanta più chiarezza possibile sull’offerta in campo. Ma procediamo con ordine.

Siamo nel 1988, quando nasce un’associazione culturale. La chiamano Zétema e si prefigge di tutelare e rendere fruibile il patrimonio culturale della città di Matera.

Fin qui nulla di male. Ma non è la solita associazione fondata da 4 amici al bar.

L’associazione nasce per legge regionale (la n. 4 del 23.07.87, in quel periodo Raffaello De Ruggieri era casualmente consigliere regionale) e i soci fondatori sono soggetti pubblici: la Regione Basilicata, la Provincia di Matera, il Comune di Matera e il Formez (un’associazione governativa che si occupa di formazione nella pubblica amministrazione). Viene casualmente nominato Presidente proprio il consigliere regionale Raffaello De Ruggieri.

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L’associazione si presenta dunque come singolare strumento per la valorizzazione dei nostri beni culturali. Il punto è che per non fare solo filosofia, questi soggetti si impegnano da subito a versare una pesante quota associativa: 250 milioni di lire. A testa. All’anno. Bei soldoni già oggi, figuriamoci all’epoca. Stando agli indici ufficiali, l’equivalente di quasi 280 mila euro (rivalutati per tener conto del costo della vita). A testa. E all’anno.

Una tessera piuttosto costosa: in 4 fanno un miliardo di lire (1,1 milioni di euro di oggi, rivalutati) tondo tondo. All’anno, appunto.

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Un bel patrimonio, insomma.

Peraltro, furbamente, l’articolo 1 dello statuto dell’allora associazione Zétema, dopo aver quantificato il dazio, prevede pure che i soci inadempienti saranno immediatamente e senza appello dichiarati decaduti, se non versano nelle casse quanto promesso (vedi immagine sopra).

Cosa che infatti avviene dopo qualche anno. Non sappiamo perché (qualcuno sussurra che l’associazione Zétema, guidata dal giovane cinquantenne avvocato De Ruggieri, a parte acquistare BOT e CCT con i soldi incassati, stenti a fare attività di rilievo), ad un certo punto gli Enti fondatori cessano di versare le quote. Decadendo quindi automaticamente da soci, e lasciando il solo De Ruggieri a gestire il qualche miliardo di lire (qualche milione di oggi, sempre rivalutato) nel frattempo raccolto e che non può essere restituito. Quanto, esattamente, non sappiamo dire; dal momento che, tradendo i principi della trasparenza, sul sito della fondazione non c’è traccia di bilanci pubblicati per desumerne l’esatto ammontare del patrimonio della Fondazione

Ma il colpo di genio arriva nel 1998, a dieci anni dalla costituzione. Con i conti correnti zeppi di milioni, e con una semplice delibera dei soci sopravvissuti dopo la decadenza dei soggetti pubblici, si trasforma nottetempo l’associazione in fondazione. E Zétema comincia finalmente e magicamente a vivere. Solo che, nel frattempo, i soggetti che la guidano sono ovviamente molto cambiati.

Il nuovo Statuto prevede infatti che i membri del consiglio di amministrazione sono 5: il sindaco di Matera, e un delegato del Ministero dei Beni Culturali; e poi 3 membri (la maggioranza, quindi) che sono: un membro designato dall’associazione “Amici di Ortega”, un membro designato dal circolo “La Scaletta” e il sig. Raffaello De Ruggieri.

Qualcuno potrebbe obiettare che insomma, i tre membri di maggioranza siano molti vicini a De Ruggieri. Ma per togliere ogni dubbio, lo statuto indica direttamente lui come membro a vita. E peraltro, come si può leggere sullo statuto nel sito della fondazione, al momento della successione potrà ereditare la carica qualcuno indicato nel testamento di De Ruggieri. Quindi anche un membro della sua famiglia, non essendo quella poltrona occupata in rappresentanza di nulla, se non di sé stesso.

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Insomma, una vicenda piuttosto strana, sulla quale attendiamo chiarimenti.

Stando alla lettera, sembrerebbe leggere di una Fondazione “di famiglia” messa su con soldi pubblici. Storie della prima Repubblica, si dirà, morte e sepolte in un passato ormai lontano.
Un passato che però si sta risvegliando, e bussa ancora alla nostra porta.

Il nostro blog è aperto per ospitare eventuali repliche.

AGGIORNAMENTO DEL 09.06.2015
Oggi viene pubblicata una nota che vi riportiamo integralmente. Una nota che però a nostro avviso gira intorno al cuore dell’argomento, che riguarda la trasparenza della gestione. Le nostre domande, pertanto, rimangono le stesse:

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