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Il PD va a destra? Zavorriamolo a sinistra.

In Politica Italiana on May 23, 2014 at 1:53 pm

ciwa

Pippo Civati scrive un bell’articolo cercando di spiegare perchè uno di sinistra dovrebbe votare PD. Questo PD, il PD di Matteo Renzi, quello che nella forma forse più che nel contenuto sembra inesorabilmente scivolare a destra.

E’ un fatto che Renzi appaia piuttosto preoccupato di dare segnali evidenti che lo spostamento della massa critica verso destra è solo una cattiveria giornalistica: siamo entrati nel PSE, sono state messe in campo politiche di redistribuzione reddituale (i famosi 80 euro), diminuito l’impegno sugli F35, rinnovate le liste con una bella iniezione di giovani e donne, e via dicendo.

Eppure molti – o moltissimi, se anche Pippo che ha certamente meglio di me il polso della situazione, incontrando migliaia di elettori, si è sentito in dovere di scriverci un post – continuano a ritenere che la scelta migliore per uno che si professi di sinistra, a questo giro, sia votare Tsipras, o manifestare il proprio dissenso votando Grillo o al limite disertando l’appuntamento elettorale.

Mi auguro che la lista Tsipras superi l’odiosa soglia di sbarramento (senza senso in una legge elettorale proporzionale). E’ un esperimento, forse riuscito a metà, di costruire qualcosa di diverso a sinistra. Le sue difficoltà sono le nostre, e quelle che incontrerebbe chi – anche tra di noi – spesso predica di realizzare i nostri obiettivi comuni cercando una via esterna, piuttosto che insistere su quella interna.

Non essendo tra questi ultimi, credo che chi tiene alla sinistra italiana, chi sogna di costruire un partito diverso da quello di carta velina che ci passa il convento, ha l’occasione di “bloccare” il PD a sinistra.

Se il PD va a destra, zavorra il PD a sinistra, questo voglio dire. Come? Utilizzando le preferenze per dar forza alla bella sinistra interna di questo partito. Praticamente ogni Circoscrizione ha candidati “civatiani”. Un progetto che continua, pur tra mille difficoltà e singhiozzi (sopratutto al Sud, dovremo darci parecchio più da fare) e che si sta rivelando come una della pagine migliori della politica italiana degli ultimi anni, forse decenni (esagero?).

Possiamo dare il segno che il PD, a noi, piacerebbe così. Come e più delle scorse primarie.

P.S.: nella circoscrizione Isole, personalmente voterei Soru. Non è un civatiano; ma quelli bravi vanno sostenuti a prescindere. E poi, non è che li abbiamo solo noi. 😉

Tutti pazzi per Don Matteo. Noi sulla Locomotiva.

In Politica Italiana on September 4, 2013 at 10:07 am

don matteo
Qualche giorno fa avevo scritto un criptico articolo a denunciare l’inutilità dei proclami contro le correnti del PD. Un paio di giorni dopo il buon Matteo fa discutere l’Italia intera della sua nuova idea: rottamare le correnti.

Sono riuscito nell’incredibile intento di confutare la boutade del nostro, prima ancora che la proferisse; non l’aveva ancora scritta, aleggiava leggera nei suoi pensieri, e già mi pareva ‘na cazzata.

Ragazzi: se non è talento questo, non so proprio cosa lo sia.

Invece il vero talento ce l’hanno i saltimbanchi della politica nostrana. Tutti pronti a saltare da un treno all’altro, pur di arrivare a destinazione. Anzi, pur di rimanere sempre in viaggio. Quei treni infatti, solitamente non arrivano mai da nessuna parte. Viaggiano, viaggiano, si fermano di tanto in tanto a caricare a bordo orde di cameramen e reggimicrofono, con il compito di sparare nell’etere il botto del messaggio del capotreno. Si fermano per caricare a bordo qualche vip, qualche capobastone locale con la sua truppa militare pronta all’azione. E se non si fermano nessun problema: in tanti sono pronti a rischiare il collo pur di saltare sul treno in corsa. Le ferite verranno amorevolmente curate una volta a bordo.

Sulla gucciniana locomotiva a vapore, invece, lenta, viaggia chi ha scelto dove andare, e si gode il viaggio. Niente Eurostar per noi. Niente “Itali”. Solo una locomotiva vecchio stampo. Una di quelle che come le FAL si ferma ad ogni stazioncina. Il capotreno scende, si intrattiene con i passeggeri che devono salire, dice cose rivoluzionarie tipo gli “uomini son tutti uguali” (e decadono dopo il terzo grado di giudizio, urla qualcuno dal finestrino, sorridendo sornione). Si riparte. Sulla locomotiva non c’è rabbia in corpo: c’è gioia, c’è la voglia di godersi il viaggio, la compagnia. Di parlare di politica, e di farla. Ad ogni stazione sempre più gente scende, discute, e poi risale. Tutti insieme verso la meta.

Sappiamo che da qualche parte c’è chi sta tramando per deviare il viaggio lungo una linea morta. Di isolare un gruppo di pragmatici sognatori, di sani visionari che si illuminano al pensiero di un’Italia giusta, libera dalla corruzione e dalla malavita. E’ possibile, ci diciamo, basta volerlo. Le cose si cambiano, cambiandole.

Guarda quanta ricchezza, guarda quante risorse, quante opportunità, dice qualcuno scrutando fuori dai finestroni. Una volta a destinazione sapremo coglierle, sapremo distribuirle equamente. I nostri ragazzi non saranno più costretti ad emigrare. I giovani sposi non dovranno più temere di mettere al mondo un figlio destinato ad una perenne e sleale competizione: il merito verrà riconosciuto e premiato. Senza sforzi, senza bisogno di farsi pubblicità ingannevoli. Basteranno i risultati del proprio vivere e del proprio lavoro.

Alla locomotiva vengono aggiunti ogni giorno nuovi vagoni; il treno si allunga, che non si riesce a tenere tutti. Ma inspiegabilmente prende sempre maggiore velocità.

Siamo diretti verso un’Italia nuova. Giunti alla meta, presto o tardi, ci saranno milioni di persone in attesa di quella locomotiva, lanciata a bomba contro l’ingiustizia.

 

Un, due, tre – La fa il PD e puzzi te…

In Politica Italiana on July 28, 2013 at 2:27 pm

puzza

Riceviamo e simpaticamente condividiamo

A volte mi tornano in mente le filastrocche di quando eravamo bambini, ci prendevamo in giro e ridevamo di gusto per quelle paroline proibite che non si potevano dire ma erano così divertenti da pronunciare (già perché in verità il ritornello sarebbe un, due, tre caco io e puzzi te).

Mi tornano in mente perché mi sembra che sia l’atteggiamento messo in essere, oggi, dai vertici nel PD: l’hanno fatta bella grossa ma a puzzare sarebbe la base che manifesta dissenso, quelli che se ne vanno, chi non ci sta e dice no.

Puzza chi chiede che venga rispettato il primo articolo del nostro statuto (Il Partito Democratico affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e di tutti i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l’indirizzo politico, l’elezione delle più importanti cariche interne, la scelta delle candidature per le principali cariche istituzionali), puzza chi, esasperato, presenta le sue dimissioni (l’ultima Rossana Lamberti, proprio oggi), puzza chi contesta una vergognosa giornata come quella di venerdì scorso (gli occupyPD armati di pericolosissimi cartelli).

Non si sono ancora puliti bene ed hanno chiari i segni del malfatto, ma a puzzare siamo noi…

Se ormai non fossi grande e non avessi i capelli bianchi riderei come ridevo tanti anni fa.

Patrizia Cini
#occupyPD Roma

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