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Lezione di Opposizione n. 1 – "Il Pesce Morto"

In Politica Italiana, Politica lucana on April 17, 2015 at 1:27 pm

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Il consiglio Comunale di Matera, nel suo piccolo, offre spunti notevoli per comprendere la politica e l’esercizio (spesso ahimè vuoto) della democrazia.

Ecco quindi la prima puntata di un breve videocorso che vi svelerà i segreti per una perfetta opposizione: quella che con una mano protesta, con l’altra chiede e spesso e volentieri ottiene. Per sé, non per tutti.

Quindi: se le avete provate tutte, ma proprio tutte, e non siete riusciti a combinare nulla nella vita, non disperatevi: c’è sempre l’opposizione.

Posto sicuro, reddito garantito, alta posizione sociale, e zero responsabilità.

Che poi, dovete solo fare finta.

Che mica davvero davvero.

P.S.: si ringrazia VideoUno per la concessione delle immagini del Consiglio Comunale. Il video dell’intera seduta del 14.04.2014 è qui.

Il punto sul Petrolio.

In Politica lucana on November 27, 2014 at 11:01 pm

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E insomma la montagna ha partorito il topolino. Dopo l’Assemblea PD di Potenza che doveva dettare la linea regionale sul tema, il Consiglio comunale della Capitale (della Cultura) era chiamato a deliberare sul tema.
Un atto meramente simbolico, di intende, non vincolante. Vincolante era la discussione nel Partito regionale, che dell’odg materano era anche la ovvia matrice.

Eppure, singolarmente, dall’opposizione, e dopo non essere riusciti ad imporre il tema da posizione di maggioranza nell’Assemblea, alcuni consiglieri PD, nell’evidente tentativo di cavalcare il malcontento, le manifestazioni di piazza, la paura diffusa a causa di una gestione lacunosa del tema, ma soprattutto di segnare il solco (ancora una volta) con il sindaco della città in vista dell’ormai prossima campagna elettorale, hanno proposto una mozione per impugnare l’art. 38, senza se e senza ma. A differenza dunque dell’indirizzo (questo sì vincolante) dell’Assemblea Regionale che subordina l’impugnazione alla non modifica dell’articolo stesso in sede di approvazione della legge di stabilità, e che è stata invece accettata e subìta anche dagli intransigenti di oggi.

Insomma l’impegno che è mancato nella finale di Champions, lo si è messo tutto in un’amichevole, sebbene di lusso.

Un mezzo pasticcio, quindi, al solito fatto a beneficio di telecamere e titoli di giornale, per mettere in scena il consueto teatrino inconcludente, e per regolare i conti in sospeso nel partito di maggioranza. In ogni caso la città incassa il generico impegno a tutelare la salute dei cittadini e l’ecosistema, prima di qualunque discorso sulle risorse. Dalla Capitale della Cultura, il minimo che ci si possa aspettare.

La mia posizione è nota. Non sono contro l’articolo 38. Credo sia corretto che alcune funzioni siano in capo del governo centrale e non delle periferie. Varrebbe anche per molti centri di spesa, a cominciare dalla sanità; ma questo è un altro discorso.

Allora perchè sono sceso in piazza contro l’articolo 38? Perchè ho firmato per la sua impugnativa? Semplice: perchè il governo ha già deciso che in Basilicata verranno scavati nuovi pozzi. Non ci sono discussioni che tengano, Renzi l’ha già dichiarato: sa che qui c’è l’oro nero, e viene a prenderselo; punto.

E questo è inaccettabile. Dice: perchè,  sei contro il petrolio? No. Quale folle potrebbe essere aprioristicamente contro lo sfruttamento di una risorsa economica della propria terra? Io no di certo.

E allora qual è il problema? Il problema è che in Basilicata il petrolio viene già estratto da venti anni. Occorre affrontare i problemi che questo ha comportato, prima di aggiungerne di nuovi. Sono segnalati episodi di inquinamento diffuso; ci sono timori di un effetto diretto sulla salute dei cittadini in prossimità dei pozzi; le ricadute economiche prospettate, sono rimaste in gran parte nel libro dei sogni.

E dunque: il mio NO al petrolio è da intendersi come no a discussioni su nuove estrazioni, prima che non si sia fatto il punto su quello che lo sfruttamento di questa risorsa ha significato per la nostra regione finora; prima che non si sia cercato di stabilire una verità scientifica sull’inquinamento provocato dalle attività di estrazione; prima che non si sia individuato nel mondo una best practice da importare e imporre alle compagnie come modello da seguire per limitare e governare l’impatto delle loro attività sul nostro territorio; prima che non si sia data la priorità ad altri settori economici, nei quali abbiamo molto da dire: agricoltura, turismo, cultura, energia verde, manifattura.

E sopratto, prima di aver stabilito come principio scolpito nel marmo che la tutela di salute e ambiente vengono prima di qualunque discorso possibile sulle tanto agognate e sbandierate contropartite economiche.

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