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La politica #ciriguarda

In #MT2015 - #MT2019, Politica lucana on September 28, 2015 at 11:50 am

Lascio la Leopolda materana, come è stata subito etichettata (ma impropriamente, perchè al contrario della kermesse fiorentina, qui non c’erano leader da incensare, piuttosto energie da raccogliere e rinnovare), con la domanda emersa dal tavolo di confronto su politica e comunicazione, coordinato dalla direttrice di (fu) YouDem Chiara Geloni: si possono vincere le elezioni dicendo la verità?

La risposta immediata da parte di tutti è stata “vogliamo credere che sia possibile“. Ma gli sguardi non erano convintissimi, ripensando alla nostra storia recente, al berlusconismo, al renzismo e a caricature locali più o meno vicine ai modelli originari. Però è forse la risposta naturale, e certo l’unica possibile, per un gruppo di ragazzi e di ragazze che si rifanno a ideali e valori democratici. Di sinistra, se proprio vogliamo osare una bestemmia.

Poi il pensiero va alla Grecia, e a Tsipras, che per non correre il rischio di governare piantando i piedi sopra una menzogna, a quel “Syriza non firmerà mai il memorandum dell’Europa” quando poi ha dovuto farlo, ha però sciolto il Parlamento ed è tornato alle urne, raccontando al popolo la verità: che è stato fregato, in buona sostanza, e che non se l’è sentita di correre il concreto rischio che un pensionato greco si ritrovasse con un pugno di dracme avvizzite dalla svalutazione, tre giorni dopo aver riscosso la pensione. E il popolo gli ha ridato fiducia. Se è successo in Grecia, allora sì, forse è possibile non rassegnarsi a vivere la politica come una bugia.

Anche a Matera abbiamo di recente affrontato una campagna elettorale, correndo l’insano rischio di dire la verità alla gente. E però l’abbiamo persa. Forse perchè abbiamo detto che non era tutto da buttare via, in pieno clima generale da rottamazione (fasulla, peraltro). Abbiamo detto che sì, alcuni aspetti della gestione cittadina andavano curati meglio, alcuni problemi affrontati, alcune questioni risolte definitivamente; ma che la vittoria di Matera2019, ci offriva adesso spazio e soprattutto risorse per farlo. Abbiamo detto che avremmo potuto sfruttare questa occasione per attirare investimenti su cultura e turismo certo, ma anche per attività manifatturiere, servizi, e soprattutto infrastrutture, continuando l’infaticabile opera di apertura e coinvolgimento nel nostro progetto dell’intera regione, ed estendendo ora l’abbraccio al Mezzogiorno, e all’Italia intera, della quale saremo ambasciatori in Europa tra quattro anni. E niente, i cittadini non ci hanno creduto. E così adesso corriamo il rischio di vivere l’appuntamento solo come un grande evento, che certo aumenterà per un po’ la luce dei riflettori sulla nostra città, ma soprattutto consentirà agli amministratori di distribuire a pioggia un po’ di soldi per ingraziare o ringraziare. Il rischio c’è, lo vediamo già oggi.

Ma i cittadini non ci hanno creduto. Forse non siamo stati bravi a comunicare. Forse non siamo stati pienamente credibili. O forse eravamo deboli politicamente, e avremmo perso comunque.

Ma ieri si è ripartiti col piede giusto (apertura, condivisione, partecipazione, confronto) da dove ci eravamo lasciati. Da quella foto colorata della giunta promessa, fatta da giovani capaci e preparati. Abbiamo detto la verità anche su questo, che sarebbe stato un grande cambiamento, e oggi quel cambiamento proviamo comunque a costruirlo.

La comunicazione politica di oggi produce e racconta storie. Alla fine, votando, non scegliamo tra visioni e valori diversi, ma solo la storia raccontata meglio, o più vicina al nostro sentire.

Ecco, credo sia ora che una nuova generazione smetta di chiedersi quale storia scegliere, e prenda invece carta e penna, e la propria storia cominci a scriversela da sola.

Per questo, e per tanto altro che verrà, il futuro, la politica, tutto #ciriguarda.

E-lettera ai giovani, eletti e non eletti.

In #MT2015 - #MT2019 on June 4, 2015 at 9:12 am

Ho letto molti post e ascoltato molte dichiarazioni, nel dopo elezione. Ringraziamenti di rito, ma anche alcuni improperi. Smaltire la delusione di un consuntivo inferiore a quanto preventivato è sempre difficile.

Com’è noto ai 4 lettori di questo blog, anche alcuni nostri amici erano candidati a sostegno del centro sinistra e del sindaco Salvatore Adduce. Non vogliamo trovare scusanti e quindi diciamo subito che il risultato complessivo è al di sotto delle nostre aspettative. Ad esempio Stefano si è piazzato “solo” 163imo su 728 candidati, in ordine di preferenze. Senza mani sul capo, tutto sommato un buon risultato, ma troppo lontano dalla zona calda.

Però aggiungendo i voti generosamente procacciati uno ad uno anche da Simona e Carlo, abbiamo portato a Salvatore Adduce oltre 160 voti. Voti strappati alla protesta, o al non voto, considerando le nostre storie personali. Ed era questo il nostro primo e minimo obiettivo.

Non eravamo infatti noi i protagonisti in campo. Già dopo il 17 ottobre scorso, abbiamo rinunciato a qualsivoglia giochino tattico per portare avanti un unica grande idea: la riconferma – per la prima volta a Matera – di un sindaco uscente, protagonista di una stagione straordinaria per la città. E con l’intenzione di aiutare questo partito, questa coalizione, questi amministratori, a fare sempre meglio e sempre di più, anche rispetto a temi qualche volta accantonati o gestiti senza la necessaria forza e decisione dimostrata per altri.

E abbiamo alla fine, quasi inaspettatamente, trovato un gruppo, un partito, o almeno un abbozzo embrionale di quello che potrebbe essere. Formato peraltro soprattutto da giovani, volenterosi e disinteressati. E’ una novità che non può passare sottobanco, travolti dal frastuono della campagna elettorale.

Ed è quindi a loro che rivolgo già adesso il mio pensiero; a Carlo, a Simona, a Stefano, certo; ma anche a Nicoletta, a Luigi, a Roberto, a Flores, ad Antonio, a Giovanna, ad Antonello, ad Anthony, a Mariarosaria, e a tutti i ragazzi che si sono impegnati per questo progetto comune: siete voi il futuro di questa città. 

Utilizzate dunque questi cinque anni per imparare. Siate vicini alla politica, in modo sano e costruttivo, chiedendovi cosa potete fare voi per lei e non cosa lei (o loro) possono fare per voi. Augurandoci anche che, chiuse le urne, ci sia ancora un partito pronto ad accogliervi ed orientarvi. Perché questa è la vera sfida che la rielezione di Salvatore Adduce ci consegnerebbe: recuperare il tempo colpevolmente perduto in questi anni, per formare e costruire la nuova classe dirigente della città, e della Regione.

Non disperdiamo allora l’energia ritrovata in questa bella battaglia. Insieme possiamo davvero cambiare le cose che non vogliono cambiare. Perché invece molte altre, stanno già cambiando.

In bocca al lupo a voi, e alla nostra grande e bella città.

La vera dichiarazione di De Ruggieri dopo il primo turno.

In #MT2015 - #MT2019, Politica lucana on June 2, 2015 at 1:25 am

Siamo venuti in possesso della nota completa di appunti e note a margine che il candidato sindaco Raffaello De Ruggieri ha inviato alla stampa a commento del risultato ottenuto al primo turno delle elezioni comunali di Matera. Diretta ad una ignota collaboratrice di nome Rossella, l’abbiamo intercettata prima che la trascrizione in bella copia la modificasse del tutto, snaturandola. Le parti in grassetto sono quindi quelle eliminate nella versione definitiva, così come le note di commento a margine…

Titolo: “Ottimo risultato che premia la nostra capacità di unire”. [Scusa Rossella, ma di meglio non mi veniva, sto incazzato come una iena!]

“Sento il dovere di ringraziare gli uomini e le donne della città di Matera che hanno premiato il nostro impegno politico civico, portando i livelli della loro adesione a oltre il 36% dei voti. Certo potevate pure fare un po’ di sforzo un più, abbiamo speso un botto solo per il camion di Romaniello’s e questo è tutto quello che sapete fare? Un risultato comunque straordinario, soprattutto se si tiene conto che la nostra associazione ha mosso i primi passi nel marzo del 2015 [dici che suona credibile, anche se ne abbiamo aperte diverse altre, e anche qualche Fondazione, già quarant’anni fa?] e in soli tre mesi, ha raggiunto un traguardo così ambizioso e gratificante. In verità i sondaggi giusto proprio tre mesi fa ci davano in netto vantaggio, dicevano che Adduce stava sul cazzo a tutti ma il sondaggista lo aveva ingaggiato Tosto e la qualità dei suoi fornitori di servizi sappiamo quanto lasci a desiderare. Quando vinceremo miglioreremo anche questo. [Giordano tieniti pronto a fare le valigie, che ti sopporto solo perchè stai dalla mia parte, se no da mo’ che t’avevo mandato a fare video ai matrimoni!]

Ora si riparte per l’ultima tappa. Dopo, se mi danno la Presidenza della Fondazione, mi ritiro [e vi mando tutti affxxxxlo!]. E’ quella più importante, che noi abbiamo la certezza di conquistare perché, una volta avuta la rappresentanza amministrativa della città, dovremo ricostruire l’unità dei cittadini e delle cittadine: quelli che non la penserano come noi, saranno infatti deportati sulla Murgia e nutriti a giorni alterni con pane secco di Altamura e acqua dello Jesce non depurata. Sarà poi, per pubblico decoro, emessa un’ordinanza che vieti di andare in giro a fotografare monnezza e cessi chiusi. Ordine e disciplina, si diceva quando sono nato, e ottanta anni dopo ho concluso che avessero un po’ ragione anche loro: dobbiamo infatti ricostruire Un’armonia lacerata negli anni del dopoguerra, e da una campagna elettorale che ha visto fenomeni di divisioni e anche di dure contrapposizioni all’interno di famiglie, di associazioni e di partiti. E però si sono divisi male, se il 65% degli elettori non ci ha votati. [X Rossella: credo a questo proposito che la colpa sia stata di Giordano, che è andato dicendo che avremo preso il 55%, e non il 35 come poi è stato. Non è bello secondo me prendere in giro la gente, che poi s’incazza, vedi un po’ se gli puoi bucare sto feisbuc].

Quello che ci attende, quindi, è un compito fondamentale per il destino della città e dei suoi cittadini che avvertono l’esigenza di ritrovare uno spirito unitario che li faccia sentire parte di una comunità coesa. Ma sarà coesa solo se voteranno unitariamente per me, perché se votassero unitariamente Adduce non sarebbe la stessa cosa. Il problema non è tanto l’unità in sè, ma chi ne beneficia, e se ne beneficio io, sono vantaggi per tutti.

Per questo l’adesione al nostro progetto registra una progressione vincente che cresce ogni giorno di più (giusto ieri ad esempio un cinese mi ha detto che al ballottaggio ci vota, o almeno così mi è sembrato di capire quando mi ha portato il conto del suo ristorante), e ci rende fiduciosi di poter ricomporre la città per renderla europea [Ross, io però sta frase la toglierei, perché in effetti in Europa ci ha già portati Adduce, non vorrei che poi fosse un boomerang, valuta tu].

Una dimensione internazionale che troverà nel lavoro la sua massima espressione di sviluppo [questa non vuol dire un cazzo ma fa sempre la sua porca figura!], perché l’unità politica civica e l’occupazione delle poltrone dei suoi abitanti saranno centrali nel nostro impegno di governo.

Contrariamente al sindaco Adduce che ha avuto la capacità di dividere il proprio partito per non avere fatto le primarie, [Ros, certo che ci ha lasciato il peggio del PD a noi, eh?] di dividere il consiglio comunale di partenza per non avere rispettato alcuni patti [dovevo fare il Presidente della Fondazione, cribbio!] e di dividere persino il Comitato 2019, la cui maggior parte si è schierata contro di lui, che se avessimo potuto decidere di fare come volevamo noi, avremmo diversamente vinto, noi siamo uomini di pace, di governo e di unità.” [ Rossè, credo che una chiusura umoristica dopo aver parlato male di Adduce qui ci stia bene, tanto ‘sta battuta è troppo sottile e non la capisce nessuno! 😉 ]

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