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Non ditelo al sindaco

In #MT2015 - #MT2019 on June 15, 2016 at 7:40 am

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Era giusto un anno fa. Il 15 giugno 2015, Raffaello De Ruggieri veniva eletto sindaco di Matera. Prendeva in mano una città proiettata nel futuro, piena di sogni e speranze. Unita nell’idea e nello spirito di Matera 2019.

#Materavinceancora era l’azzeccatissimo slogan del suo avversario, il sindaco Salvatore Adduce, il sindaco del miracolo, del passaggio definitivo nell’immaginario collettivo da vergogna nazionale a Capitale Europea della Cultura, da provincia anonima e un po’ cafona alla Pasquale Ametrano, a porta d’ingresso del Sud per migliaia di turisti, visitatori, cittadini temporanei.

Già, #MateraVinceAncora: slogan altezzoso, perculato e deriso dagli avversari, ma azzeccatissimo: Matera non aveva in effetti ancora vinto nulla. C’era una città da sistemare, una capitale da inventare; infrastrutture da costruire, una rete da collegare – in Basilicata, nel Sud e nell’Italia intera.
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Matera 2015 e il sindaco bulletto.

In #MT2015 - #MT2019 on June 6, 2015 at 12:49 am

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Dopo qualche giorno di pausa, gli avversari di Salvatore Adduce alle Comunali materane riprendono la comunicazione. Sono rimasti un po’ in silenzio, forse per fiutare l’aria. E devono aver fiutato aria pesante perché ieri hanno cominciato ad attaccare. E si sa: solitamente attacca chi insegue.

Prima De Ruggieri manda ai giornali un comunicato stampa nel quale elenca una serie di mancanze – a suo dire – dell’amministrazione precedente. Ma a leggerle bene si nota già un certo nervosismo, una certa violenza verbale. E su tutto stona poi quel considerare Matera 2019 una foglia di fico, un obiettivo effimero, un circo vuoto, un eventificio fine a sé stesso. Non è la prima volta che il candidato sindaco di centrodestra esterna questa idea. E però suona parecchio strano che colui che si autoincensa padre della cultura materana, sputi nel piatto della celebrazione della cultura materana. E suona anche parecchio strano che chi siedeva ai piani alti del Comitato Matera 2019, sputi ora addosso a Matera 2019.
Nervosismo, dicevamo. Non rende lucidi. E si vede.

In ogni caso il sindaco uscente risponde invitando l’avversario ad un confronto pubblico, che a scrivere o farsi scrivere comunicati stampa, e  insomma, e so’ buoni tutti.

Ma DR non la prende bene. Manda ai giornali un altro comunicato stampa più nervoso del primo, un #epicfail che rimarrà scolpito nella All of Fame degli #epicfail.

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  1. “Non rispondo tramite staff ma direttamente”. Una inutile precisazione rivelatrice di un solo indizio: che evidentemente lo ha scritto qualcun altro. Perché specificarlo se no? Chi è stato allora a mettere in bocca a DR, mite ottantenne e riconosciuto uomo di buona educazione e cultura, le dichiarazioni che seguono? Mah, un’ideina ce l’abbiamo…
  2. “Se fossimo entrambi materani”. Eccolo qua. Torna il mito della materanità. Colpa di Adduce è infatti di essere nato a Ferrandina, comune alle porte di Matera. Ma abbastanza fuori dalle mura medievali (per loro siamo ancora nell’AD 1019) per essere considerato “un invasore”. Chissà quante ironie devono aver fatto alla corte fiorentina su quel provinciale di Leonardo da Vinci (hai dipinto la Gioconda, ma non sarai mai un Leonardo da Firenze)!
  3. “L’incontro sarebbe facile farlo sul castello”. Bah, e questa frase che vuol dire? Ci raccontano che il Castello di Matera è luogo in cui i bulletti una volta si davano appuntamento dopo la scuola per darsele. Ma che, De Ruggieri vuole picchiare Adduce?! L’immagine fa sorridere, ma la scivolata pare grave, per uno che si candida a sindaco nella Capitale della Cultura. Per fortuna dichiara subito che, non essendo Adduce un purosangue (“manca il requisito della materanità”), le botte stavolta Salvatore se le salva. Pericolo scampato.

Ci fermiamo qui per carità di patria. Ma si potrebbero analizzare molti altri segnali di un evidente e del tutto fuori luogo nervosismo: il tono da bulletto di periferia, la paura che a fare le domande sia un giornalista superpartes (meglio piuttosto sceglierlo a sorteggio in una rosa di nomi di parte), l’inutile e sprezzante indicazione del responsabile elettorale (praticamente un “parla con la mia segretaria, che non ho tempo da perdere”).

La cosa che più di tutte rattrista, è che non avendo argomenti per affrontare il confronto (non si sono infatti sentite finora nè grandi proposte, nè grandi idee, ma solo attacchi e slogan) il comitato Matera2020 ha deciso di giocarsela tutta sulla materanità. Di nuovo. Difatti questo è il manifesto del loro prossimo comizio:

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La materanità. Ma che razza di argomento è? Meno male che le “primarie” del centrodestra le ha vinte il materano De Ruggieri: se le avesse vinte la italo-finlandese Venanzia Rizzi (che fortunatamente ha già preso le distanze da questa pseudo-civica-marmellata) sarebbe da loro stessi stata accusata di aver tradito la materanità per fuggire al Nord Europa! Imperdonabile. L’abruzzese Marchionne, appreso della nota di De Ruggieri, sta in queste ore rassegnando le dimissioni dalla sabauda Fiat. Battendosi, con vergogna, il petto tre volte.

Uomini del centrodestra, siate seri: tirate fuori le idee, se ne avete qualcuna. 

Matera merita di meglio di questa nervosa, confusa, insulsa sceneggiata che state mandando in onda.

La vera dichiarazione di De Ruggieri dopo il primo turno.

In #MT2015 - #MT2019, Politica lucana on June 2, 2015 at 1:25 am

Siamo venuti in possesso della nota completa di appunti e note a margine che il candidato sindaco Raffaello De Ruggieri ha inviato alla stampa a commento del risultato ottenuto al primo turno delle elezioni comunali di Matera. Diretta ad una ignota collaboratrice di nome Rossella, l’abbiamo intercettata prima che la trascrizione in bella copia la modificasse del tutto, snaturandola. Le parti in grassetto sono quindi quelle eliminate nella versione definitiva, così come le note di commento a margine…

Titolo: “Ottimo risultato che premia la nostra capacità di unire”. [Scusa Rossella, ma di meglio non mi veniva, sto incazzato come una iena!]

“Sento il dovere di ringraziare gli uomini e le donne della città di Matera che hanno premiato il nostro impegno politico civico, portando i livelli della loro adesione a oltre il 36% dei voti. Certo potevate pure fare un po’ di sforzo un più, abbiamo speso un botto solo per il camion di Romaniello’s e questo è tutto quello che sapete fare? Un risultato comunque straordinario, soprattutto se si tiene conto che la nostra associazione ha mosso i primi passi nel marzo del 2015 [dici che suona credibile, anche se ne abbiamo aperte diverse altre, e anche qualche Fondazione, già quarant’anni fa?] e in soli tre mesi, ha raggiunto un traguardo così ambizioso e gratificante. In verità i sondaggi giusto proprio tre mesi fa ci davano in netto vantaggio, dicevano che Adduce stava sul cazzo a tutti ma il sondaggista lo aveva ingaggiato Tosto e la qualità dei suoi fornitori di servizi sappiamo quanto lasci a desiderare. Quando vinceremo miglioreremo anche questo. [Giordano tieniti pronto a fare le valigie, che ti sopporto solo perchè stai dalla mia parte, se no da mo’ che t’avevo mandato a fare video ai matrimoni!]

Ora si riparte per l’ultima tappa. Dopo, se mi danno la Presidenza della Fondazione, mi ritiro [e vi mando tutti affxxxxlo!]. E’ quella più importante, che noi abbiamo la certezza di conquistare perché, una volta avuta la rappresentanza amministrativa della città, dovremo ricostruire l’unità dei cittadini e delle cittadine: quelli che non la penserano come noi, saranno infatti deportati sulla Murgia e nutriti a giorni alterni con pane secco di Altamura e acqua dello Jesce non depurata. Sarà poi, per pubblico decoro, emessa un’ordinanza che vieti di andare in giro a fotografare monnezza e cessi chiusi. Ordine e disciplina, si diceva quando sono nato, e ottanta anni dopo ho concluso che avessero un po’ ragione anche loro: dobbiamo infatti ricostruire Un’armonia lacerata negli anni del dopoguerra, e da una campagna elettorale che ha visto fenomeni di divisioni e anche di dure contrapposizioni all’interno di famiglie, di associazioni e di partiti. E però si sono divisi male, se il 65% degli elettori non ci ha votati. [X Rossella: credo a questo proposito che la colpa sia stata di Giordano, che è andato dicendo che avremo preso il 55%, e non il 35 come poi è stato. Non è bello secondo me prendere in giro la gente, che poi s’incazza, vedi un po’ se gli puoi bucare sto feisbuc].

Quello che ci attende, quindi, è un compito fondamentale per il destino della città e dei suoi cittadini che avvertono l’esigenza di ritrovare uno spirito unitario che li faccia sentire parte di una comunità coesa. Ma sarà coesa solo se voteranno unitariamente per me, perché se votassero unitariamente Adduce non sarebbe la stessa cosa. Il problema non è tanto l’unità in sè, ma chi ne beneficia, e se ne beneficio io, sono vantaggi per tutti.

Per questo l’adesione al nostro progetto registra una progressione vincente che cresce ogni giorno di più (giusto ieri ad esempio un cinese mi ha detto che al ballottaggio ci vota, o almeno così mi è sembrato di capire quando mi ha portato il conto del suo ristorante), e ci rende fiduciosi di poter ricomporre la città per renderla europea [Ross, io però sta frase la toglierei, perché in effetti in Europa ci ha già portati Adduce, non vorrei che poi fosse un boomerang, valuta tu].

Una dimensione internazionale che troverà nel lavoro la sua massima espressione di sviluppo [questa non vuol dire un cazzo ma fa sempre la sua porca figura!], perché l’unità politica civica e l’occupazione delle poltrone dei suoi abitanti saranno centrali nel nostro impegno di governo.

Contrariamente al sindaco Adduce che ha avuto la capacità di dividere il proprio partito per non avere fatto le primarie, [Ros, certo che ci ha lasciato il peggio del PD a noi, eh?] di dividere il consiglio comunale di partenza per non avere rispettato alcuni patti [dovevo fare il Presidente della Fondazione, cribbio!] e di dividere persino il Comitato 2019, la cui maggior parte si è schierata contro di lui, che se avessimo potuto decidere di fare come volevamo noi, avremmo diversamente vinto, noi siamo uomini di pace, di governo e di unità.” [ Rossè, credo che una chiusura umoristica dopo aver parlato male di Adduce qui ci stia bene, tanto ‘sta battuta è troppo sottile e non la capisce nessuno! 😉 ]

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