Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Posts Tagged ‘Salvatore adduce’

Matera 2019, si cambia fra mille polemiche

In #MT2015 - #MT2019, Politica lucana on February 10, 2016 at 7:46 pm

tw

Articolo di Mariano Maugeri, pubblicato su “Il Sole 24 Ore” del 10.02.2016

«Via i potentini da Matera» urlava il presidente della Camera di Commercio, Angelo Tortorelli, durante uno dei suoi infiammati comizi alla vigilia delle elezioni comunali. Critiche feroci piovevano sui colonialisti torinesi, con l’allusione per nulla occulta a Paolo Verri, l’agitatore culturale piemontese che ha costruito pagina dopo pagina il dossier che ha proiettato sul palcoscenico mondiale la città dei Sassi. Citiamo la campagna elettorale del maggio scorso perché a molti  è parso uno dei tanti capitoli di una guerra tra notabilati.

Da una parte quello piddino, frantumato per teste. L’ex sindaco bersaniano Salvatore Adduce, una carriera tra i funzionari della lega delle cooperative coronata dallo scranno a Montecitorio, aveva azzeccato una mossa su tutte: cooptare Paolo Verri e firmargli una delega in bianco per la candidatura di Matera 2019. L’altra testa, e nemica giurata di Adduce, è la senatrice Maria Antezza, sorella della consigliera comunale Nunzia e cognata dell’assessore regionale all’agricoltura. Sua Antezza è un prodotto delle conventicole di un PD lucano ormai dominato da Marcello Pittella, figlio del senatore Domenico, da due anni governatore della Regione nonché vicepresidente e socio di maggioranza della Fondazione Matera 2019 e fratello di Gianni, ex vicepresidente vicario del Parlamento Europeo. Al PD a tre teste si contrappone l’arcipelago rappresentato dal sindaco De Ruggieri, intellettuale lamalfiano di lungo corso, ex consigliere regionale e comunale nella prima Repubblica, cane da tartufo di chiese rupestri e inventore di musei affacciati sulla gravina del Sasso Barisano, che all’alba dei suoi ottant’anni ha trionfato alle comunali.

… continua a leggere

E-lettera ai giovani, eletti e non eletti.

In #MT2015 - #MT2019 on June 4, 2015 at 9:12 am

Ho letto molti post e ascoltato molte dichiarazioni, nel dopo elezione. Ringraziamenti di rito, ma anche alcuni improperi. Smaltire la delusione di un consuntivo inferiore a quanto preventivato è sempre difficile.

Com’è noto ai 4 lettori di questo blog, anche alcuni nostri amici erano candidati a sostegno del centro sinistra e del sindaco Salvatore Adduce. Non vogliamo trovare scusanti e quindi diciamo subito che il risultato complessivo è al di sotto delle nostre aspettative. Ad esempio Stefano si è piazzato “solo” 163imo su 728 candidati, in ordine di preferenze. Senza mani sul capo, tutto sommato un buon risultato, ma troppo lontano dalla zona calda.

Però aggiungendo i voti generosamente procacciati uno ad uno anche da Simona e Carlo, abbiamo portato a Salvatore Adduce oltre 160 voti. Voti strappati alla protesta, o al non voto, considerando le nostre storie personali. Ed era questo il nostro primo e minimo obiettivo.

Non eravamo infatti noi i protagonisti in campo. Già dopo il 17 ottobre scorso, abbiamo rinunciato a qualsivoglia giochino tattico per portare avanti un unica grande idea: la riconferma – per la prima volta a Matera – di un sindaco uscente, protagonista di una stagione straordinaria per la città. E con l’intenzione di aiutare questo partito, questa coalizione, questi amministratori, a fare sempre meglio e sempre di più, anche rispetto a temi qualche volta accantonati o gestiti senza la necessaria forza e decisione dimostrata per altri.

E abbiamo alla fine, quasi inaspettatamente, trovato un gruppo, un partito, o almeno un abbozzo embrionale di quello che potrebbe essere. Formato peraltro soprattutto da giovani, volenterosi e disinteressati. E’ una novità che non può passare sottobanco, travolti dal frastuono della campagna elettorale.

Ed è quindi a loro che rivolgo già adesso il mio pensiero; a Carlo, a Simona, a Stefano, certo; ma anche a Nicoletta, a Luigi, a Roberto, a Flores, ad Antonio, a Giovanna, ad Antonello, ad Anthony, a Mariarosaria, e a tutti i ragazzi che si sono impegnati per questo progetto comune: siete voi il futuro di questa città. 

Utilizzate dunque questi cinque anni per imparare. Siate vicini alla politica, in modo sano e costruttivo, chiedendovi cosa potete fare voi per lei e non cosa lei (o loro) possono fare per voi. Augurandoci anche che, chiuse le urne, ci sia ancora un partito pronto ad accogliervi ed orientarvi. Perché questa è la vera sfida che la rielezione di Salvatore Adduce ci consegnerebbe: recuperare il tempo colpevolmente perduto in questi anni, per formare e costruire la nuova classe dirigente della città, e della Regione.

Non disperdiamo allora l’energia ritrovata in questa bella battaglia. Insieme possiamo davvero cambiare le cose che non vogliono cambiare. Perché invece molte altre, stanno già cambiando.

In bocca al lupo a voi, e alla nostra grande e bella città.

La verità sul mercato a Matera, e gli scenari possibili

In #MT2015 - #MT2019 on April 18, 2015 at 8:24 am

tw2

 

Sui social in questi giorni tiene banco la vicenda del mercato a Matera.

I fatti: dopo 30 anni di disagi e imbarazzi sul tema, e dopo 4 anni di tentativi concilianti per trovare una soluzione ampiamente condivisa da consumatori e commercianti sull’individuazione di una nuova area di mercato che liberi gli abitanti di San Giacomo dal peso che da troppi anni dovevano sopportare sul groppone, finalmente si giunge all’arrivo: la nuova area viene individuata, attrezzata, vengono predisposti gli atti amministrativi necessari al trasferimento, partono le comunicazioni a cittadini e ambulanti e l’area viene infine inaugurata.

I 4 anni necessari alla preparazione al trasferimento hanno però dato i loro frutti: 190 ambulanti su 210 accettano di buon grado; solo 3 (tre) su 210 rilevano che la riallocazione dei posti nella nuova area, secondo un criterio che necessariamente dev’essere differente per la diversa morfologia del sito, potrebbe danneggiare i loro affari. La cittadinanza esprime giubilo per la soluzione trovata. Tutto sembra filare liscio.

Le critiche. La critica maggiore che i detrattori ad ogni costo evidenziano, è che lo spostamento sia stato fatto di fretta e furia sotto elezioni. Peraltro sono in genere gli stessi che nei primi quattro anni di amministrazione lamentavano che il Comune non risolvesse il problema del mercato a San Giacomo. Insomma, al solito, come la fai la sbagli. Nella disciplina del pianto greco siamo campioni internazionali, nella specialità “chiagn e futt” siamo poi praticamente imbattibili. Personalmente ritengo non ci sia nulla di male che un’amministrazione tenti di accelerare processi che partono da lontano, se sono a pochi mesi dal vedere la luce. I fatti dovrebbero parlare più e meglio delle parole, ed è chiaro che chi ha lavorato per anni ad una soluzione ormai in dirittura di arrivo, voglia scongiurare che a coglierne i risultati, senza alcun merito, sia l’amministrazione comunale successiva. Che le elezioni abbiano dunque accelerato le cose, non mi pare insomma tutto questo scandalo. Come diceva la mia maestra a scuola ai suoi alunni, non importa quanto ci mettete a risolvere un problema di matematica, l’importante è che lo risolviate. A questo si aggiungono cavilli e vincoli, interessi e rapporti di forza che complicano le cose, fattori troppo spesso ignorati dai cittadini e che la prossima amministrazione comunale dovrebbe sforzarsi di comunicare di più e meglio, per ristabilire quel minimo di fiducia tra Istituzioni e cittadini, che è il nostro primo e massimo obiettivo.

Il ricorso. Come si può leggere nel dispositivo del Tribunale del Tar di Potenza, la minoranza degli ambulanti non d’accordo sul trasferimento chiedono di sospendere la delibera che di fatto sposta il mercato del sabato. Il giudice non entra nel merito della questione, non convoca il Comune per sentire le sue ragioni (inaudita altera parte), rileva solo che i ricorrenti lamentano un possibile pregiudizio se la delibera venisse eseguita, e il giudice potentinamente decreta che dato che il mercato si fa a San Giacomo da 30 anni, qualche mese in più di attesa non ammazzerà mica nessuno. E qui dimostra di non conoscere affatto la gravità della questione del mercato materano, che invece in passato ha creato proprio diversi problemi essendo in quel giorno impossibile alle ambulanze portare soccorso agli abitanti del quartiere. In ogni caso fissa la prima udienza al 13 maggio e congela provvisoriamente il trasferimento.

tw

Casi analoghi. Ho portato in questi giorni di discussione la mia esperienza diretta. A Pisa ad esempio, il mercato è stato spostato pochi anni fa in un’apposita zona allestita alla periferia della città, ai confini con la zona industriale. La differenza è che lì il mercato non è stato spostato di poche centinaia di metri, ma di alcuni chilometri, visto che si svolgeva direttamente in centro, sui Lungarni. Ci sono state all’inizio polemiche, dubbi e mugugni, ma di buon grado il mercato è stato alla fine spostato e oggi si svolge con successo analogo se non superiore al precedente, dal momento che la zona prescelta è molto più facilmente accessibile della prima. Nessuno si è mai nemmeno lamentato del fatto che la zona di mercato è servita da un solo servizio igienico, contro i 15 installati a Matera. Immagino invece le polemiche che avrebbero lanciato per aria i soliti 4 fanatici, qui da noi. Qui sotto una mappa che riporta i luoghi citati, per farsi un’idea.

tw

Gli scenari. L’amministrazione Comunale di Matera ha ieri operato una scelta che è sì amministrativa, ma soprattutto politica: ha comunicato ai commercianti riottosi che la volontà del Comune è confermare l’investimento e la promessa ai cittadini. Pertanto o accettano il trasferimento, o Matera potrebbe non avere un mercato settimanale fino a pronuncia del TAR.

I primi a rimetterci sono gli stessi ambulanti. Dovrebbero dunque essere i 190 commercianti che hanno accettato il trasferimento a imporre le regole della democrazia, e convincere la loro minoranza interna a ritirare il ricorso. Nei prossimi giorni in ogni caso il Comune avrà modo di rispondere al TAR, pertanto è possibile, sebbene improbabile, che la sospensione venga ritirata. In questi casi il prossimo sabato il mercato sarà effettivamente trasferito al PAIP2. La vittoria di Adduce sarebbe doppia, e da amministrativa, diventerebbe politica. Dimostrando al contempo che in politica va bene conciliare ed ascoltare, ma alla fine occorre pur decidere. Peraltro a più riprese l’amministrazione ha cercato di spiegare ai rappresentanti degli ambulanti che il Comune è disposto a monitorare la situazione, ascoltare in corso d’opera le osservazioni di cittadini e lavoratori, e intervenire con gli aggiustamenti che si rendessero necessari.

Se invece il muro contro muro di commercianti e Comune proseguisse (siamo in campagna elettorale, e mi auguro che nessuno degli altri aspiranti sindaci da sotto sotto foraggiasse la protesta, magari per tenere fede il più a lungo possibile a qualche spot elettorale da gufo) difficile dire cosa accadrebbe. Il mercato potrebbe essere sospeso a lungo, oppure l’area di San Giacomo potrebbe essere temporaneamente riattrezzata fino a pronuncia del TAR.

Personalmente mi pare di rilevare che per i materani il mercato non sia un appuntamento irrinunciabile, e che a rimetterci maggiormente da una lunga situazione di stallo, sarebbero proprio i commercianti. Peraltro miopi, nel non rilevare che certamente, per la curiosità e per l’ebrezza del nuovo, almeno i primi giorni di mercato nella nuova destinazione sarebbero stati iper-partecipati ed affollati, e avrebbero costituito per loro un enorme successo commerciale.

Infine, vale sempre il vecchio adagio: chi è causa del suo mal, pianga sè stesso. Con il ricorso, a mio modesto parere, i ricorrenti si sono dati la zappa sui piedi. Chi li assiste legalmente avrebbe duvuto essere un po’ più accorto.

 

 

Close