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La #Brexit è la vittoria della speranza

In Economia e Sviluppo, Politica Italiana on June 24, 2016 at 7:40 am

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Ieri sera commentavo così i sondaggi che davano in vantaggio il remain. Trasudava evidente  un po’ di sorpresa; lo ammetto: anche di delusione.

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Stamane mi sveglio e la GB dice di voler andare fuori. Non ci sono caroselli da fare, segni di vittoria da mostrare. Chi ha voluto uscire, la maggioranza, ha votato per avere la possibilità di sperare in un mondo migliore. Chi ha votato per rimanere, lo ha fatto per paura di un mondo peggiore.

Come non ci sono analisi numeriche da fare, bilancini di convenienza da mostrare.

La vittoria dell’out è la vittoria della speranza, contro la paura. Una speranza che, ci dicono gli esperti, verrà certamente delusa, e giorni terribili attendono i fratelli inglesi; Giorni di disoccupazione e povertà diffusa, in attesa delle locuste, secondo i meglio informati.

La vittoria dell’out è la vittoria della speranza, perchè quando non ti rimane più nulla, a quella puoi sempre e comunque aggrapparti. Sarebbe ora che lo si capisse, questo umanissimo, perverso meccanismo. O ci saranno altre exit, altre sconfitte, altre rivoluzioni di pancia, altri vaffanculo a indicarci la strada. E le strade che iniziano così, di solito non portano lontano.

Infine, la vittoria dell’exit è la vittoria di un’altra speranza. La nostra. La speranza di chi rimane, di vedere finalmente realizzata l’Europa dei popoli, dei servizi, dei diritti. Che era poi certamente quella che si sognava insieme, prima che classi dirigenti inette, incapaci, inadeguate, forse anche corrotte da soldi e potere, la trasformassero in un fantasma, un incubo dal quale la maggioranza dei cittadini, oggi, non chiede altro che di svegliarsi.

Gli Scanzi vostri: togliamo il diritto di voto

In Marketing e Società, Politica Italiana on April 20, 2016 at 8:22 am

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Il sempre molto seguìto tuttologo Andrea Scanzi stamane pubblica un post che affronta la questione del quorum. Troppo alto, dice lui, e non tiene più conto del progressivo disinteresse della gente per la politica e la gestione del condominio Italia. Una marea di gente converge: sì, è vero! il livello medio della cultura italiana si è paurosamente abbassato, siamo un popolo di ebeti rincoglioniti, ora basta, ci vuole la patente per votare, non-posso-più-tollerare-che-il-mio-voto-valga-quanto-quello-zoticone-che-mi-fuma-di-fianco-indifferente-dei-problemi-del-mondo! Peraltro esistono già da tempo pagine tipo “Aboliamo il suffragio universale” che ironizzano sulla questione, e va a finire che qualcuno finisce per prendere pure sul serio. Tipo Scanzi.

E quindi via con le proposte: devi conoscere almeno il nome di tre Presidenti della Repubblica, il significato di cc, cp, cpc, cpp, i colori della bandiera nell’ordine corretto o almeno sapere che si attraversa sulle strisce. Se no niente da fare, il tuo voto non vale quanto il mio, quindi stattene a casa non per scelta tua ma per scelta mia.

Ora io non ce l’ho manco col povero Scanzi, il cui mestiere è, in maniera del tutto evidente, solo provocare per farmi scrivere questo articolo. Ma ‘sta storia la sento dire da un po’ e mi ha abbastanza frantumato gli zebedei.

Quanta arroganza nel pensare che un ignorante, per il solo fatto di esserlo, non debba avere diritto di voto! Che non abbia comunque interessi da tutelare, preferenze da esprimere, opinioni in cui rispecchiarsi. Quanta superbia nel pensare che il nostro voto debba essere superiore al suo, perché frutto di sapienza saccenza!

Per fortuna la Costituzione fu fatta in un periodo in cui gli Scanzi non esistevano, e la democrazia della quale ci riempiamo oggi la bocca, non è dipesa da noi. E sì, caro Scanzi, la maggior parte del popolo italiano era ignorante e semianalfabeta, preda di superstizioni e in mano a stregoni della politica e della religione; ma nessuno si è sognato di negare loro il diritto di voto. Magari qualcuno ne ha approfittato per metter su fabbriche di consenso col quale camparci qualche generazione di familiari. Ma è il solito abuso delle cose belle fino a rovinarle, arte in cui in Italia siamo tristemente primi al mondo. Il problema sono i truffatori, in genere, non i truffati. Anche se all’ennesima truffa subita verrebbe voglia di prenderli a sberle e scuoterli imprecando “ma non impari mai!!!”.

Sai quanti danni avremmo fatto, noi, con la nostra boria dell’io ho ragione e tu hai torto perché io so’ io e tu invece sei un povero ignorante di merda? Vuoi costruire un’oligarchia saccente che guarda tutti dall’alto in basso e decide per il meglio sempre d’accordo con sè stessa? Beh io no. Io voglio democrazia e partecipazione, e uno Stato e dei rappresentanti dello Stato che si attivino per attuarle e stimolarle.

Infine, se la cultura generale si è abbassata, e non possiamo che essere d’accordo con te, piuttosto bisognerebbe far qualcosa per alzarla, invece di limitarsi a prenderne atto e continuare così, perché in fondo uno sveglio come me (o come te, ok) in qualche modo in mezzo a una massa di imbecilli emergono quel tanto che basta.

E allora altro che patentino: occorre investire sulla scuola, ad esempio, magari dare 500 euro a chi entra in società per incentivarlo ad informarsi e acculturarsi (ops), o promuovere i contenitori culturali o magari anche far venire voglia alla gente di leggere libri che non siano solo il portafoto del giornalista figo che va di moda da esibire in libreria o peggio in un selfie su facebook.

Sono messaggi come questi, invece, caro Scanzi, lanciati sui social, per radio, dalle tv o dalle tribune politiche, a renderci tutti così coglioni e contenti.

E non va bene no. Ma io non mi rassegno, e di essere il migliore dei mediocri, non mi accontento.

Spero nemmeno tu.

NC

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