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Ciao, Gianclaudio

In Politica Italiana, Ritratti on November 28, 2016 at 11:36 am

L’ultima volta, ci siamo sentiti qualche mese fa. Era forse agosto.

Leggersi e scriversi può essere spesso troppo limitante, così aveva preso il telefono e mi aveva chiamato: voleva capire perchè cominciavo a dire di avere intenzione di votare sì al referendum costituzionale. Parlammo a lungo, i toni erano accesi, ma il rispetto reciproco vero e profondo.

Nessuno dei due convinse l’altro, ovviamente. Ma Gianclaudio era così. Gianclaudio non aveva solo passione per la politica, lui era la passione per la politica. Sincera, senza altro interesse che per la passione stessa. Totalizzante. 

Da oggi la buona politica, la politica come dovrebbe essere, sempre e comunque, avrà una voce in meno.

Mi mancherai.

N.C.


Matera 2015 e il sindaco bulletto.

In #MT2015 - #MT2019 on June 6, 2015 at 12:49 am

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Dopo qualche giorno di pausa, gli avversari di Salvatore Adduce alle Comunali materane riprendono la comunicazione. Sono rimasti un po’ in silenzio, forse per fiutare l’aria. E devono aver fiutato aria pesante perché ieri hanno cominciato ad attaccare. E si sa: solitamente attacca chi insegue.

Prima De Ruggieri manda ai giornali un comunicato stampa nel quale elenca una serie di mancanze – a suo dire – dell’amministrazione precedente. Ma a leggerle bene si nota già un certo nervosismo, una certa violenza verbale. E su tutto stona poi quel considerare Matera 2019 una foglia di fico, un obiettivo effimero, un circo vuoto, un eventificio fine a sé stesso. Non è la prima volta che il candidato sindaco di centrodestra esterna questa idea. E però suona parecchio strano che colui che si autoincensa padre della cultura materana, sputi nel piatto della celebrazione della cultura materana. E suona anche parecchio strano che chi siedeva ai piani alti del Comitato Matera 2019, sputi ora addosso a Matera 2019.
Nervosismo, dicevamo. Non rende lucidi. E si vede.

In ogni caso il sindaco uscente risponde invitando l’avversario ad un confronto pubblico, che a scrivere o farsi scrivere comunicati stampa, e  insomma, e so’ buoni tutti.

Ma DR non la prende bene. Manda ai giornali un altro comunicato stampa più nervoso del primo, un #epicfail che rimarrà scolpito nella All of Fame degli #epicfail.

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  1. “Non rispondo tramite staff ma direttamente”. Una inutile precisazione rivelatrice di un solo indizio: che evidentemente lo ha scritto qualcun altro. Perché specificarlo se no? Chi è stato allora a mettere in bocca a DR, mite ottantenne e riconosciuto uomo di buona educazione e cultura, le dichiarazioni che seguono? Mah, un’ideina ce l’abbiamo…
  2. “Se fossimo entrambi materani”. Eccolo qua. Torna il mito della materanità. Colpa di Adduce è infatti di essere nato a Ferrandina, comune alle porte di Matera. Ma abbastanza fuori dalle mura medievali (per loro siamo ancora nell’AD 1019) per essere considerato “un invasore”. Chissà quante ironie devono aver fatto alla corte fiorentina su quel provinciale di Leonardo da Vinci (hai dipinto la Gioconda, ma non sarai mai un Leonardo da Firenze)!
  3. “L’incontro sarebbe facile farlo sul castello”. Bah, e questa frase che vuol dire? Ci raccontano che il Castello di Matera è luogo in cui i bulletti una volta si davano appuntamento dopo la scuola per darsele. Ma che, De Ruggieri vuole picchiare Adduce?! L’immagine fa sorridere, ma la scivolata pare grave, per uno che si candida a sindaco nella Capitale della Cultura. Per fortuna dichiara subito che, non essendo Adduce un purosangue (“manca il requisito della materanità”), le botte stavolta Salvatore se le salva. Pericolo scampato.

Ci fermiamo qui per carità di patria. Ma si potrebbero analizzare molti altri segnali di un evidente e del tutto fuori luogo nervosismo: il tono da bulletto di periferia, la paura che a fare le domande sia un giornalista superpartes (meglio piuttosto sceglierlo a sorteggio in una rosa di nomi di parte), l’inutile e sprezzante indicazione del responsabile elettorale (praticamente un “parla con la mia segretaria, che non ho tempo da perdere”).

La cosa che più di tutte rattrista, è che non avendo argomenti per affrontare il confronto (non si sono infatti sentite finora nè grandi proposte, nè grandi idee, ma solo attacchi e slogan) il comitato Matera2020 ha deciso di giocarsela tutta sulla materanità. Di nuovo. Difatti questo è il manifesto del loro prossimo comizio:

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La materanità. Ma che razza di argomento è? Meno male che le “primarie” del centrodestra le ha vinte il materano De Ruggieri: se le avesse vinte la italo-finlandese Venanzia Rizzi (che fortunatamente ha già preso le distanze da questa pseudo-civica-marmellata) sarebbe da loro stessi stata accusata di aver tradito la materanità per fuggire al Nord Europa! Imperdonabile. L’abruzzese Marchionne, appreso della nota di De Ruggieri, sta in queste ore rassegnando le dimissioni dalla sabauda Fiat. Battendosi, con vergogna, il petto tre volte.

Uomini del centrodestra, siate seri: tirate fuori le idee, se ne avete qualcuna. 

Matera merita di meglio di questa nervosa, confusa, insulsa sceneggiata che state mandando in onda.

E-lettera ai giovani, eletti e non eletti.

In #MT2015 - #MT2019 on June 4, 2015 at 9:12 am

Ho letto molti post e ascoltato molte dichiarazioni, nel dopo elezione. Ringraziamenti di rito, ma anche alcuni improperi. Smaltire la delusione di un consuntivo inferiore a quanto preventivato è sempre difficile.

Com’è noto ai 4 lettori di questo blog, anche alcuni nostri amici erano candidati a sostegno del centro sinistra e del sindaco Salvatore Adduce. Non vogliamo trovare scusanti e quindi diciamo subito che il risultato complessivo è al di sotto delle nostre aspettative. Ad esempio Stefano si è piazzato “solo” 163imo su 728 candidati, in ordine di preferenze. Senza mani sul capo, tutto sommato un buon risultato, ma troppo lontano dalla zona calda.

Però aggiungendo i voti generosamente procacciati uno ad uno anche da Simona e Carlo, abbiamo portato a Salvatore Adduce oltre 160 voti. Voti strappati alla protesta, o al non voto, considerando le nostre storie personali. Ed era questo il nostro primo e minimo obiettivo.

Non eravamo infatti noi i protagonisti in campo. Già dopo il 17 ottobre scorso, abbiamo rinunciato a qualsivoglia giochino tattico per portare avanti un unica grande idea: la riconferma – per la prima volta a Matera – di un sindaco uscente, protagonista di una stagione straordinaria per la città. E con l’intenzione di aiutare questo partito, questa coalizione, questi amministratori, a fare sempre meglio e sempre di più, anche rispetto a temi qualche volta accantonati o gestiti senza la necessaria forza e decisione dimostrata per altri.

E abbiamo alla fine, quasi inaspettatamente, trovato un gruppo, un partito, o almeno un abbozzo embrionale di quello che potrebbe essere. Formato peraltro soprattutto da giovani, volenterosi e disinteressati. E’ una novità che non può passare sottobanco, travolti dal frastuono della campagna elettorale.

Ed è quindi a loro che rivolgo già adesso il mio pensiero; a Carlo, a Simona, a Stefano, certo; ma anche a Nicoletta, a Luigi, a Roberto, a Flores, ad Antonio, a Giovanna, ad Antonello, ad Anthony, a Mariarosaria, e a tutti i ragazzi che si sono impegnati per questo progetto comune: siete voi il futuro di questa città. 

Utilizzate dunque questi cinque anni per imparare. Siate vicini alla politica, in modo sano e costruttivo, chiedendovi cosa potete fare voi per lei e non cosa lei (o loro) possono fare per voi. Augurandoci anche che, chiuse le urne, ci sia ancora un partito pronto ad accogliervi ed orientarvi. Perché questa è la vera sfida che la rielezione di Salvatore Adduce ci consegnerebbe: recuperare il tempo colpevolmente perduto in questi anni, per formare e costruire la nuova classe dirigente della città, e della Regione.

Non disperdiamo allora l’energia ritrovata in questa bella battaglia. Insieme possiamo davvero cambiare le cose che non vogliono cambiare. Perché invece molte altre, stanno già cambiando.

In bocca al lupo a voi, e alla nostra grande e bella città.

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