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Materadio. Ed è subito 2019

In #MT2015 - #MT2019 on September 26, 2016 at 5:25 am

Finalmente

Dopo un anno e poco più di nulla cosmico, di (pochi) eventi localistici old style e slegati da una narrazione d’un qualche senso, rassegne musicali a caro prezzo con favori e favoritismi allegati, fiere commerciali acquistate su catalogo spacciate per eventi culturali, capodanni di massa, con Materadio si respira -di nuovo- aria pura da Matera 2019.

La brace che covava nella cenere sotto la quale si è tentato di seppellire il passato, come fosse qualcosa di cui vergognarsi e prendere le distanze, e non invece un’esperienza segnata da errori dai quali imparare e da successi dai quali farsi ispirare, è riemersa prepotente.

Per una volta, non una sola voce critica si è levata. Il consenso verso l’offerta del cartellone di Materadio è stato unanime. Eppure in passato faceva storcere il naso a tanti. “Troppo poco” o “troppo di nicchia” erano le critiche più buone. Volevano i grandi numeri. Volevano primeggiare. “Matera merita di più di un Bollani o un Capossela”. Senza avere un’idea chiara e unica di cosa fosse quel “di più”. Schifavano la piccola utilitaria radiofonica Rai della cultura, per inseguire l’evanescente ammiraglia televisiva… pensavano, e forse Diononvoglia lo pensano ancora, che la corsa verso il 2019 fosse una gara nella quale primeggiare, e non semplicemente – l’abbiamo detto in ogni salsa – un’occasione da poter cogliere, o meno.

Materadio mette adesso finalmente d’accordo tutti: la maggioranza (pur senza grande entusiasmo, si tratta pur sempre di un evento nato dal grembo dell’odiato Adduce) e l’opposizione (che torna a riannusare il profumo della cultura come l’aveva pensata e provato a portare avanti, pur tra le mille ironie, diffidenze ed ostacoli iniziali).

E a proposito di maggioranza e opposizione. Nelle stesse ore in cui le piazze e i cuori materani tornavano a riempirsi di emozioni, il consiglio comunale faceva registrare l’ennesimo pantano: ci informano infatti che ancora una volta la maggioranza non è stata in grado di assicurare il numero legale, a causa delle profonde divisioni politiche che l’hanno sin da subito caratterizzata, nemmeno per approvare un provvedimento di donazione del gettone di presenza alle vittime del terremoto di Amatrice; provvedimento che è stato comunque possibile adottare grazie al senso di responsabilità dell’opposizione, che in questa occasione ha rinunciato al suo diritto di rendere palese la profonda crisi politica nella quale è invischiato il governo De Ruggieri. Che rimane l’unico a continuare a far finta di non vederla. E forse è anche l’unico materano al quale lo scorrere del tempo non fa, evidentemente, alcun effetto…

Ma non tutto il male nuoce. Un anno di governo De Ruggieri dovrebbe averci fatto adesso ben capire qual è la strada sbagliata. E Materadio ha appena illuminato quella corretta, da (ri)percorrere.

Probabilmente però è un po’ troppo pretendere che De Ruggieri non faccia il De Ruggieri, e ammetta – anche a sè stesso – di aver sbagliato tanto, quasi tutto, e che abbia l’umiltà di farsi da parte senza più soffocare la brace che da sotto la cenere ribolle e vuole incendiare il futuro prossimo di Matera e dei materani.

E i consiglieri di maggioranza, che fine hanno fatto?

In #MT2015 - #MT2019 on July 22, 2016 at 12:21 pm

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di Nico Trombetta (consigliere comunale di Matera)

I Consiglieri Comunali di Maggioranza nascondono la testa come lo struzzo!

Ora che hanno smesso di implorare lo “scarica barile” su Adduce e la vecchia amministrazione e la città guarda ai fatti con oggettività, fuori da promesse elettorali, riconoscendo gli errori politici e gli orrori amministrativi, si tirano fuori dalle responsabilità lasciando “il cerino” nelle mani di De Ruggieri: “Decidesse lui”; “lui sa quello che deve fare”, ecc ecc… Questi i loro commenti privati.

Come se loro fossero ospiti, spettatori dell’amministrazione, per nulla sensibili alla responsabilità politica e amministrativa che il popolo materano gli ha affidato.

Su dai, uno scatto di responsabilità e di orgoglio per il “bene comune” di Matera i cittadini se lo aspettano anche da voi!

Così, per il bene di Matera, per il futuro dei nostri figli non si può continuare.

Potreste guardarvi in faccia e assumere con un gesto di responsabilità le giuste deduzioni che il popolo oggi vi chiede! Ieri un amico mi ha chiesto quali sono i numeri che occorrono per fare cadere De Ruggieri? Gli ho risposto: “con questa maggioranza serve lo 0971….”!! Naturalmente spero vivamente di essere smentito e che almeno in questo l’orgoglio e l’amore per la città prenda il sopravvento e renda questa maggioranza libera, che si appropri del destino della città senza seguire logiche di convenienza altrui!

Ci abbiamo messo anni di impegno per unire la Basilicata (andando in tutti i 130 comuni per acquisire l’adesione di tutti i Sindaci per il percorso a favore di Matera 2019), abbiamo vinto il “Titolo di Capitale europea della cultura” portando Matera ad essere “locomotiva” della regione e dell’intero mezzogiorno, abbiamo lasciato un’eredità di eventi, di prospettive, di progetti e finanziamenti per la riqualificazione della città di cui al momento non si ha più traccia o siamo in alto mare!

In un anno De Ruggieri e la sua maggioranza hanno distrutto il sogno, la speranza e l’opportunità di creare quel cambiamento che la città si aspettava dopo la conquista del titolo di “Capitale europea della cultura”.

Non ditelo al sindaco

In #MT2015 - #MT2019 on June 15, 2016 at 7:40 am

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Era giusto un anno fa. Il 15 giugno 2015, Raffaello De Ruggieri veniva eletto sindaco di Matera. Prendeva in mano una città proiettata nel futuro, piena di sogni e speranze. Unita nell’idea e nello spirito di Matera 2019.

#Materavinceancora era l’azzeccatissimo slogan del suo avversario, il sindaco Salvatore Adduce, il sindaco del miracolo, del passaggio definitivo nell’immaginario collettivo da vergogna nazionale a Capitale Europea della Cultura, da provincia anonima e un po’ cafona alla Pasquale Ametrano, a porta d’ingresso del Sud per migliaia di turisti, visitatori, cittadini temporanei.

Già, #MateraVinceAncora: slogan altezzoso, perculato e deriso dagli avversari, ma azzeccatissimo: Matera non aveva in effetti ancora vinto nulla. C’era una città da sistemare, una capitale da inventare; infrastrutture da costruire, una rete da collegare – in Basilicata, nel Sud e nell’Italia intera.
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