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L'intervista possibile.

In Idee, Politica lucana on August 4, 2014 at 1:53 am

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Il blog Materatown lamenta di non essere riuscito a ricevere risposte ad alcune loro domande sul Congresso PD di Basilicata dal più giovane dei candidati, il “civatiano” Dino Paradiso.

Qualche amico, scherzando, o forse no, mi ha invitato a rispondere io per lui. Ho immaginato quindi cosa avrei risposto io, posto che il confronto e la trasparenza sono due imperativi che un politico del terzo millennio, civatiano o meno, non dovrebbe mai trascurare. E io non sono manco un politico, per dire.

Con i nostri potenti mezzi, abbiamo quindi ricreato le condizioni per un esperimento di “ultracorporeità”: attraverso dei fluidi catalizzatori (sulla cui natura nulla dirò, per evitare possano essere utilizzati per scopi meno nobili dei nostri) abbiamo stabilito un contatto con il candidato irreperibile e ottenuto per catarsi (o catalessi?) il risultato richiesto. Vabbè.

Queste, quindi, le risposte che ne ho ricavato. Tutte serissime, ovviamente, eh.

1) Sig Carella, le confesso che non la invidio. Lei si trova di fronte alla scelta se far eleggere Luongo o Braia. E’ un po’ come chiedere ad un condannato a morte se preferisce la sedia elettrica o la camera a gas. Dica la verità in questi giorni si sta domandando “ma chi diavolo me l’ha fatto fare?”

Chi me l’ha fatto fare? La voglia di mettersi in gioco e combattere in prima persona un sistema che non riesce più a rappresentare larga parte delle istanze che partono dai territori e dalle persone. Luongo e Braia sono stati indicati entrambi da oltre il 40% degli elettori alle primarie, che corrispondono a migliaia di voti a loro favore. Le primarie sono uno strumento perfettibile (peraltro anche altri partiti e movimenti sono alle prese con il perfezionamento di sistemi di rappresentatività che premi la partecipazione reale e non la quantità senza qualità); ma se la democrazia conta ancora qualcosa, occorre prendere atto dei risultati anche quando non ci piacciono (io avrei preferito un Carella segretario, che ve lo dico a fare?), e fare i conti con la realtà, impegnandosi per cambiare in meglio tutto ciò che si può cambiare. La politica, vista da sinistra, dev’essere questa, per me.

2) E adesso però ce lo dica: Lei alla fine chi sosterrà? Antonio Luongo che era in politica sin da quando mia nonna andava a scuola o Luca Braia bersaniano o renziano a seconda degli umori della cognata?

La decisione sarà il risultato della discussione in atto nell’area, in cui il confronto non è mai cessato dal giorno dopo le primarie regionali. Siamo diversi anche per questo; o almeno, ci proviamo. Ovviamente, fosse il partito guidato da Carella sottintenderemmo a logiche profondamente diverse; ma oggi l’ambito nel quale ci troviamo a lottare e a confrontarci è questo, e stiamo lavorando per cambiarlo. Fermo restando che ciascuno ha la propria storia, e gli elettori giudicano anche quella (o dovrebbero farlo, perlomeno hanno la possibilità di farlo), e non ha senso mettersi a litigare nel tentativo di dimostrare di essere più realisti del re, o più puri del purè. 

3) Lei ha definito la sua candidatura come “di rottura” al fine di creare un PD nuovo e lontano da certe logiche clientelari. E’ per questo motivo che si è imbarcato nella sua lista Piero Lacorazza ex presidente della Provincia di Potenza? O la sua era solo una bellissima battuta per il suo nuovo spettacolo?

Piero si è staccato dalle logiche che lei indica, e ha accettato un confronto alla pari sul tema del rinnovamento a tutti i livelli. Il percorso è certo ancora lungo, ma la nostra testardaggine alla fine conquisterà tutto il partito e servirà, speriamo, da modello e da esempio positivo e propositivo per capire che continuando così, lo zoccolo duro sul quale ci appoggiamo e contiamo ogni volta, presto non basterà più: sempre più elettori rimangono a casa perchè sfiduciati o perchè ritengono che nessuna delle offerte politiche in campo li rappresenti. Occorreranno quindi nuove basi di consenso, e per farlo occorrerà cambiare, nelle Istituzioni che si è chiamati a governare, le risposte che diamo. O, quantomeno, cominciare a darne, di risposte. Come queste, alle vostre domande.

4) Vincenzo Santochirico, ex assessore regionale del PD ed altro suo strenuo sostenitore, ha definito la sua candidatura come “fiaccola di speranza di passione e di idee”. Il grande sindacalista Giuseppe Di Vittorio un giorno disse: “quando un padrone mi fa i complimenti mi chiedo sempre dove ho sbagliato!” Ecco, Sig. Carella, Lei dove ha sbagliato?

A concedere quest’intervista! 😉 Più seriamente: l’impegno non ha padroni, e io non ne ho. Questo costa caro, ma se vogliamo cambiare davvero, è il prezzo da pagare. La coerenza e la trasparenza sono merce rara e dovremmo cominciare a misurarci e confrontarci su variabili positive. Non solo in campagna elettorale. Anzi…

5) Ultima domanda che è più una curiosità: durante queste ore di febbrili trattative lei si è trovato di fronte i “Pittella Brothers”, Vito De Filippo, Vincenzo Folino e Roberto Speranza e, pare, ne sia uscito indenne dal punto di vista psico-fisico. Qual è il suo segreto? Tecniche di respirazione Zen o “svagonate” di malox?

Li immagino in bagno, ignudi, seduti sul water. Funziona. E’ la versione tangibile della “livella” di Totò, in quanto ci rende istantaneamente tutti uguali: nobili e poveracci, simpatici e antipatici, belli e brutti, bianchi e neri. Possiamo pensare cose diverse, perfino mangiare cose diverse, ma alla fine produciamo tutti la stessa roba, e siamo più uguali di quanto qualcuno (si) crede.

L’uguaglianza è una conquista bellissima. E fondamentale, in democrazia.

Non svendiamola per quattro spiccioli di speranza; peraltro, ormai, monete fuori corso.

 

Oggi è un altro giorno. #primariePD

In Politica Italiana, Politica lucana on December 9, 2013 at 9:46 am

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Impressioni a caldo su questa campagna congressuale al fianco di Pippo Civati.

DATI NAZIONALI

C’è poco da dire: Renzi ha stravinto, ha raccolto consensi in una proporzione che non credevo possibile, e ha quindi il diritto di dettare la linea del Partito. Il che mi preoccupa non poco, soprattutto dal punto di vista del contenuto politico e della struttura interna del partito. Tuttavia ritengo che Renzi sia di passaggio in segreteria, e che miri altrove. Raccolgo con favore le prime parole sul ricambio della classe dirigente (immagino si riferisca agli sconfitti, ma anche nelle sue file dovrebbe fare un po’ della pulizia promessa) e il quasi ultimatum al Governo, rafforzato dalla considerazione che con un governo che tira a campare all’indefinito, anche la sua posizione di premier in pectore si indebolirà. Complessivamente si potrebbero quindi osservare sostanziali novità nella linea del PD, e nella direzione che auspichiamo: governo di breve durata per fare 2-3 cose importanti, ricambio della classe dirigente. Non credo avrà voglia e tempo per rimettere mani alla riforma del partito: il progetto di Barca resterà in un cassetto, ed è peccato. Vale però la pena attendere gli sviluppo di questa fase di transizione, e vedere come va a finire.

Non lo nascondo: il dato di Civati è complessivamente deludente, e l’ha ammesso lui stesso, con l’onestà intellettuale che tutti gli riconoscono (ricordate i politici che vincono sempre? Scordateveli). E’ vero che il terzo incomodo non ha mai raccolto consensi così alti in un’Italia ormai bipolare (anche clinicamente). Ma è una magra consolazione. Puntavamo almeno al 20%, puntavamo a superare Cuperlo. Ma mentre Cuperlo raccoglie quel che doveva, ci ha penalizzato il risultato straordinario del sindaco di Firenze. Nulla di grave, per carità, e pesa a mio avviso (mi sorprende che nessuno lo abbia detto) il calo dell’affluenza: a caldo posso azzardare che siano rimasti a casa quei delusi bersaniani che invece contavo saremmo riusciti a convincere e muovere all’azione. Quasi cinquecentomila persone che avrebbero potuto definitivamente mandare in soffitta una vecchia politica e mandare il partito verso il futuro. Posso solo immaginare che abbiano pensato di star fermi un giro, e vedere cosa il Partito sarà in grado di combinare, dopo tante delusioni (ormai consegnato alla storia il motto “Pippo, se diventi segretario voto il PD. Ma alle primarie non ci vengo, non ce la faccio”).

Un risultato buono ma deludente, diciamo così, e di certo l’idea di spostare a sinistra il partito, di renderlo solido, con una chiara identità, per il momento è rimandato. Qualcuno sarà tentato di mollare gli ormeggi, lo capisco, e abbandonare l’impegno. Ma, come detto sopra, a mio avviso vale la pena attendere qualche mese: abbiamo aspettato anni, non è la fine del mondo, e in politica i risultati si conquistano conquistandoli (ora basta con questo slogan però!)…

BASILICATA

In Basilicata siamo andati bene, date le premesse (è la regione di #Pittellachi). Dove abbiamo costruito un gruppo, anche piccolo, dove qualcuno si è preso la briga di portare il messaggio e spiegare cosa volevamo fare, raccogliamo consensi. Certo la Basilicata è grande e poco popolosa (siamo l’Australia d’Italia, per renderci conto…), e i nostri mezzi limitati. Abbiamo iniziati due mesi fa, e solo sei mesi fa ero il solo a volere Civati in Basilicata, dopo l’esperienza di #occupypd. Abbiamo raccolto amici, vecchi e nuovi strada facendo, e confido che tanti continueranno a contattarci, magari incuriositi da questo strano fenomeno. Troppo bello per essere vero, forse, troppo pulito per essere credibile, probabilmente. Ma tant’è. Noi stiamo qua, e le cose le faremo, facendole (ma non dovevamo smetterla con ‘sto slogan?)

Nel Materano spiccano il dato di Tursi (quasi il 32%) e Bernalda (26%). Nel Potentino Savoia di Lucania (33%) e Pignola (25%) sono tra i comuni più “Civatiani” della Regione. Nei due capoluoghi siamo sopra il 10% ed è una conquista incredibile. Partendo dal dato di bandiera dei congressi locali, schiacciati dal peso del tesseramento a pacchetto e delle corazzate in campo (parlamentari, europarlamentari, sindaci, assessori, consiglieri regionali e comunali :-0 – gente che vive di politica da una vita e ha incredibili mezzi a disposizione, anche economici), nel voto più “libero” dimostriamo che una Basilicata diversa esiste. Anche il dato straordinario di Renzi dev’essere letto in quest’ottica: il consenso raccolto supera abbondantemente il peso relativo degli endorsement locali che l’hanno sostenuto. Credo quindi che stavolta sia stato premiato il messaggio di rinnovamento del Sindaco, il che consegna ai depositari di questo messaggio qui da noi una diretta responsabilità. Su questo piano, ci sono certamente ampi margini per collaborare e portare decisamente il partito su un’altra rotta, anche in Basilicata. Soprattutto, in Basilicata.

Ultimo dato: poco ufficialmente dovremmo aver eletto il nostro capolista Andrea Casarano all’Assemblea Nazionale del Partito Democratico. Se fosse, diventerà il nostro riferimento. Intorno alla sua azione, all’agenda nazionale, costruiremo nel nostro piccolo, quel partito che abbiamo in testa. Magari utilizzeremo Facebook invece che pompose assemblee nelle Sale Convegni di prestigiosi alberghi. Ma è il contenuto che conta, non il contenitore.

Attendiamo l’ufficialità, ma anche se non dovesse scattare il seggio, la nostra azione non si fermerà. Ci guarderemo intorno, dialogheremo, come avevo proposto già sabato, nel post che apre questo articolo: collaborando e discutendo con chiunque abbia la nostra stessa premura: riportare il partito vicino alla gente, senza avere la pretesa che sia la gente a inseguire il partito ovunque decida di andare. Non siamo civatiani, siamo Democratici. Abbiamo idee diverse, forse, anzi certamente. Ma il bello è proprio questo, e chi ci ha votati lo fa fatto proprio per questo.

Una nuova stagione sta per aprirsi. Gli ingredienti sono diversi da quelli che avevamo in mente, ma i bravi chef sanno tirar fuori ricette straordinarie anche dagli avanzi del frigo. Ce n’è abbastanza per essere ottimisti, ma non a sufficienza per non essere concentrati.

Andiamo avanti. Oggi è già un altro giorno.

 

P.S.: ringraziare dopo il voto mi è sempre sembrato un po’ da cafoni. Ma non ce la faccio: grazie a chi ci ha votato, ma soprattutto a chi si è impegnato dedicando tempo e anche soldi alla causa, producendo bile in quantità industriale, non arrendendosi nemmeno quando qualche “potente” faceva chiaramente capire che la strada scelta si sarebbe rivelata infausta per la sua giovane vita e la sua prospettiva di carriera.

Un grazie a voi, ragazzi. E un vaffanculo a loro: se lo meritano tutto.

 

Basilicata per Civati, @Civati a Matera.

In Politica Italiana, Politica lucana on December 6, 2013 at 10:41 am

Nella giornata di ieri si è tenuto l’incontro previsto con il candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico Pippo Civati. 

Per comprensibili problemi logistici, provenendo da un impegno a Bruxelles e impegnato in serata a Roma per la trasmissione “Servizio Pubblico” di Michele Santoro, siamo stati avvisati in mattinata che l’incontro non poteva avere luogo; ma Civati stesso, determinato a incontrare in qualche modo i cittadini di Matera, città che frequenta da tempi non sospetti 

tweet civati

ci ha dato disponibilità ad organizzare una diretta in videoconferenza mettendosi a disposizione per domande e curiosità degli elettori.

Grazie alla fattiva collaborazione dei gestori del Cinema Piccolo che in mezza mattinata hanno approntato l’attrezzatura per rendere possibile l’evento, siamo riusciti a organizzarlo. D’altronde: i problemi si risolvono risolvendoli, no?

E siamo rimasti piacevolmente stupiti di constatare che nonostante la mancanza fisica di Pippo Civati, e l’orario lavorativo, una nutrita folla ha seguito per due ore attenta e divertita la serata, per certi versi improvvisata, per una campagna elettorale finanziata soltanto dall’impegno volontario del gruppo “Basilicata per Civati”.

Civati con una battuta si è scusato per non essere potuto intervenire di persona, ritenendo fosse meglio visitare la Basilicata da Segretario…

In realtà con questa presenza, in definitiva, Civati è stato l’unico dei candidati del PD a incontrare, se pur virtualmente, i cittadini lucani. Per la verità, altri hanno inviato loro emissari: ad esempio nei giorni scorsi ci riportano che D’Alema abbia portato il suo “nuovo” progetto per l’Italia in alcuni territori del potentino; non abbiamo però capito se fosse stato mandato in rappresentanza di Renzi o di Cuperlo, dal momento che i dalemiani sono spalmati piuttosto equamente nelle liste di entrambi. Tant’è.

Noi abbiamo presentato ufficialmente al pubblico la nostra lista, fatta di giovani militanti, preparati ed in gamba. L’Assemblea Nazionale è un’ottima palestra politica, quale occasione migliore per mandare i nostri ragazzi a farsi “le ossa”, invece che i soliti mufloni? Sono scelte, per carità, noi le abbiamo fatte in coerenza con i principi della nostra mozione. Peraltro le cose si fanno facendole, come si sa. 

Pippo Civati ha risposto alle domande poste dal pubblico, toccando gli argomenti più diversi: dal fragile equilibrio sul quale regge e pare destinato a durare all’indefinito il Governo, alla dilagante disoccupazione giovanile, alla necessaria attenzione all’ambiente e all’utilizzo del suolo (abbiamo anche toccato la questione della recente alluvione nel Metapontino e della frana a Montescaglioso, e Pippo si è mostrato al corrente dei fatti, nonostante il sostanziale silenzio dei media nazionali), alla legge elettorale, al suo progetto per un nuovo partito e un nuovo spirito di ricostruzione collettiva non soltanto dell’identità del PD, ma dell’intero Paese.

Dare forza alla candidatura di Civati significa infatti dare forza ad una candidatura collettiva: il Civati è diventato #Civoti, l’io è diventato “noi”, e il PD sarà costretto ad affrontare finalmente i latenti (ma neanche troppo) conflitti interni che si porta dietro dal giorno della fondazione, e mai fino in fondo affrontati per timore di “rompere” il giocattolo. Crediamo che con una nuova generazione di nativi democratici, che non sono ex di nulla, ma che nel progetto di un partito unico del centrosinistra italiano ci sono nati, possiamo trovare linfa vitale per ridare serietà ed equilibrio alla politica italiana, finora sbilanciata sull’agenda e sui temi del centrodestra, anche quando è capitato che a governare sia toccato al centrosinistra.

 

Comunque la si pensi, l’importante è che la partecipazione alle primarie PD dell’8 dicembre sia la più libera possibile. Qui non ci sono regole che tengano: dipende da noi. Votiamo per il candidato o per il progetto che ci sembra migliore, senza costrizioni o “consigli” interessati. Nel segreto della cabina elettorale, si è da soli con la propria coscienza e con il proprio futuro. Il futuro nostro, e di chi ci è caro, e magari oggi è in difficoltà a causa di un sistema politico ed economico blindato ed autoreferenziale.

#Cambiamo. Con Civati si può fare. Finalmente, anche in Basilicata.

 

P.S: Venerdì 6 e Sabato 7 dicembre a Matera, in piazza Vittorio Veneto allestiremo un banchetto informativo per spiegare ai cittadini interessati i contenuti della mozione Civati e le modalità di partecipazione alle primarie.

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