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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Archive for the ‘Marketing e Società’ Category

Gli Scanzi vostri: togliamo il diritto di voto

In Marketing e Società, Politica Italiana on April 20, 2016 at 8:22 am

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Il sempre molto seguìto tuttologo Andrea Scanzi stamane pubblica un post che affronta la questione del quorum. Troppo alto, dice lui, e non tiene più conto del progressivo disinteresse della gente per la politica e la gestione del condominio Italia. Una marea di gente converge: sì, è vero! il livello medio della cultura italiana si è paurosamente abbassato, siamo un popolo di ebeti rincoglioniti, ora basta, ci vuole la patente per votare, non-posso-più-tollerare-che-il-mio-voto-valga-quanto-quello-zoticone-che-mi-fuma-di-fianco-indifferente-dei-problemi-del-mondo! Peraltro esistono già da tempo pagine tipo “Aboliamo il suffragio universale” che ironizzano sulla questione, e va a finire che qualcuno finisce per prendere pure sul serio. Tipo Scanzi.

E quindi via con le proposte: devi conoscere almeno il nome di tre Presidenti della Repubblica, il significato di cc, cp, cpc, cpp, i colori della bandiera nell’ordine corretto o almeno sapere che si attraversa sulle strisce. Se no niente da fare, il tuo voto non vale quanto il mio, quindi stattene a casa non per scelta tua ma per scelta mia.

Ora io non ce l’ho manco col povero Scanzi, il cui mestiere è, in maniera del tutto evidente, solo provocare per farmi scrivere questo articolo. Ma ‘sta storia la sento dire da un po’ e mi ha abbastanza frantumato gli zebedei.

Quanta arroganza nel pensare che un ignorante, per il solo fatto di esserlo, non debba avere diritto di voto! Che non abbia comunque interessi da tutelare, preferenze da esprimere, opinioni in cui rispecchiarsi. Quanta superbia nel pensare che il nostro voto debba essere superiore al suo, perché frutto di sapienza saccenza!

Per fortuna la Costituzione fu fatta in un periodo in cui gli Scanzi non esistevano, e la democrazia della quale ci riempiamo oggi la bocca, non è dipesa da noi. E sì, caro Scanzi, la maggior parte del popolo italiano era ignorante e semianalfabeta, preda di superstizioni e in mano a stregoni della politica e della religione; ma nessuno si è sognato di negare loro il diritto di voto. Magari qualcuno ne ha approfittato per metter su fabbriche di consenso col quale camparci qualche generazione di familiari. Ma è il solito abuso delle cose belle fino a rovinarle, arte in cui in Italia siamo tristemente primi al mondo. Il problema sono i truffatori, in genere, non i truffati. Anche se all’ennesima truffa subita verrebbe voglia di prenderli a sberle e scuoterli imprecando “ma non impari mai!!!”.

Sai quanti danni avremmo fatto, noi, con la nostra boria dell’io ho ragione e tu hai torto perché io so’ io e tu invece sei un povero ignorante di merda? Vuoi costruire un’oligarchia saccente che guarda tutti dall’alto in basso e decide per il meglio sempre d’accordo con sè stessa? Beh io no. Io voglio democrazia e partecipazione, e uno Stato e dei rappresentanti dello Stato che si attivino per attuarle e stimolarle.

Infine, se la cultura generale si è abbassata, e non possiamo che essere d’accordo con te, piuttosto bisognerebbe far qualcosa per alzarla, invece di limitarsi a prenderne atto e continuare così, perché in fondo uno sveglio come me (o come te, ok) in qualche modo in mezzo a una massa di imbecilli emergono quel tanto che basta.

E allora altro che patentino: occorre investire sulla scuola, ad esempio, magari dare 500 euro a chi entra in società per incentivarlo ad informarsi e acculturarsi (ops), o promuovere i contenitori culturali o magari anche far venire voglia alla gente di leggere libri che non siano solo il portafoto del giornalista figo che va di moda da esibire in libreria o peggio in un selfie su facebook.

Sono messaggi come questi, invece, caro Scanzi, lanciati sui social, per radio, dalle tv o dalle tribune politiche, a renderci tutti così coglioni e contenti.

E non va bene no. Ma io non mi rassegno, e di essere il migliore dei mediocri, non mi accontento.

Spero nemmeno tu.

NC

Vecchi dentro

In Marketing e Società on February 10, 2016 at 7:52 am

Il noto cantante/animatore/dj/imprenditore Francesco Facchinetti alias Capitan Uncino, ha commentato ieri la serata del festival di San Remo, nella quale alcune cantanti hanno esibito un nastro arcobaleno per testimoniare l’adesione alla battaglia in corso per l’estensione dei diritti civili delle coppie omosessuali, con un tweet alquanto discutibile:

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Immediatamente “rimproverato” da Alessandro Gassmann e criticato da molti @utenti, il figlio dei Pooh ha subito cancellato il tweet.

Chissà, avrà pensato che in fondo anche i gay comprano cellulari alla moda. Anche se ostentare la difesa dei diritti civili non è cosa tanto tanto bene.

Inutile insomma riempirsi di tatuaggi, calarsi in pantaloni col cavallo basso, usare slang adolescenziale e fare le corna alle telecamere, se poi si è vecchi dentro.

E basta un tweet per farsi sgamare.

Paolo Verri diffida il Quotidiano di Basilicata sull'uso del Logo di #Matera2019

In #MT2015 - #MT2019, Economia e Sviluppo, Marketing e Società on January 18, 2016 at 10:19 am

Dopo l’appello lanciato dal nostro blog e raccolto e condiviso da centinaia di lucani, Paolo Verri, direttore della Fondazione Matera 2019 ci comunica su facebook di aver diffidato il Quotidiano di Basilicata dall’usare il logo sulla testata del giornale.

Com’è noto l’editore ha messo in liquidazione il giornale, chiudendo dalla sera alla mattina le redazioni di Potenza e Matera, e continuando a stampare il giornale dalla Campania o dalla Calabria. Forse per assicurarsi di intascare i contributi alla stampa, come la tranche di 900.000 euro appena incassata.

E’ evidente che questo (forse, ma non disperiamo) non cambierà le sorti del Quotidiano, ma segna il primo atto concreto (dopo tante parole spese, dovute ma vuote) nella direzione della condanna di un’imprenditoria che pretende di fare della Basilicata terra di razzìa, alla “prendi i soldi e scappa”; uno scenario già visto mille volte in passato e che con Matera 2019 rischia di ripetersi.

Ci complimentiamo quindi con Paolo Verri, scusandoci di averlo tirato per la giacchetta con pedante insistenza. Ma il futuro per essere davvero “open” per tutti, e non per pochi, necessita che la Fondazione abbia peso “politico”, indirizzando per quanto possibile le azioni dei cittadini, delle imprese e delle Istituzioni verso il nostro comune scopo: fare del 2019 l’orizzonte a partire dal quale lo sviluppo della Basilicata non sia più solo un vuoto obiettivo, sempre troppo in là da raggiunto.

Ce la possiamo fare, grazie Paolo per non averci fatto perdere la speranza!