Close

Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Uccidiamo il PD

In Politica Italiana on December 13, 2016 at 12:03 pm

tw

Il Partito Democratico, a meno di tre anni dall’ultimo, si avvia a celebrare un nuovo Congresso.

Il precedente sembrava essere l’occasione per ribaltare il rapporto di forza interno, togliendo il comando alla “Ditta” che, ridipingendo solo facciate ad ogni avvisaglia di cedimento, cambiando nomi dall’interno di una ristretta cerchia, aveva garantito per 20 anni l’egemonia di una precisa classe dirigente e, cosa ben più grave, l’accumulo di un discreto numero di errori e clamorosi insuccessi.

Questo Congresso sembra essere al contrario l’ultima occasione per confermare la leadership di chi ha avuto troppa fretta di arrivare in alto, mostrando tutta la propria (comprensibile, se ci si ferma un attimo a pensare, e quindi ancora più imperdonabile) immaturità e impreparazione, oltre che limiti caratteriali e opacità di azione oltre la soglia del tollerabile.

E non è un caso infatti che il Congresso 2013 sia stato concesso con mesi e mesi di imbarazzato ritardo, mentre questo sarò organizzato in modo fulmineo.

Al di là di questa differenza di impostazione, anche questo Congresso si avvia ad essere teatro della solita lotta interna per la conquista del carro. Sempre appassionante e divertente, per chi ama il genere; e io sono fra questi. Ognuno d’altronde ha i vizi suoi.

Mi chiedo però: ha senso assaltare la diligenza, quando pare ormai portare con sé solo zavorra? Ha senso assumere il fardello di arrivare in cima ad una montagna esposti al fuoco incrociato in arrivo da ogni fronte? Ha senso continuare a difendere un simbolo che ormai divide più di quanto sia in grado di unire?

Se fossi candidato alla segretaria Nazionale del Partito Democratico, al di là di una scontata piattaforma programmatica che tanto nessuno discuterà, la mia proposta politica di rottura sarebbe proprio questa, semplice e diretta: mi candido a Segretario del PD, solo per uccidere il PD. E occorre uccidere il PD, per permettergli di rinascere più forte di prima. Nessuna difesa del passato, ma una scommessa sul futuro. Da #OccupyPd a #UccidiPD, potrei dire. Che da occupare c’è rimasto ben poco.

Perchè lasciare a Pisapia o chi per lui l’onere di unire il frastagliato ma sempre più nutrito fronte a sinistra del Partito Democratico? Perchè lasciare ai 5 stelle altro grasso e immeritato consenso residuale? Perchè non dev’essere proprio il principale partito del centro sinistra a mettersi in discussione, puntando sul piatto tutto sè stesso, le proprie certezze, le proprie piccole, meschine e talvolta imbarazzanti rendite di posizione, per aprire la sfida di unire e mettere ordine, dopo anni di caos?

Se si obietta che c’è ormai poco tempo per la rifondazione, in vista di elezioni imminenti, si può sempre partire da un patto federativo, che di quella rifondazione sia la premessa e la promessa.

Non sarebbe forse questa la sola possibilità di uscire dal tunnel nel quale ci siamo tutti infilati (fuori e dentro dal PD), scavando un’altra uscita, evitando quindi quella al termine della quale ci si ritroverebbe unicamente ad affrontare elezioni dall’esito già scritto?

Siamo davvero certi di voler affidare ogni chances di  cambiamento e quindi di vittoria, nelle mani di uno solo, confidando ingenuamente nelle sue quasi sovrumane capacità? O non sarebbe finalmente il momento di puntare su una capacità più diffusa e collettiva?

Distruggere, per rifondare. 

Un’operazione di palazzo, certo, ma che partirebbe dalle piazze, dai circoli, dai gazebo, quindi con la necessaria spinta popolare per un mandato di reale unità e cambiamento, e per offrire a tutti l’occasione di tornare a sentirsi fieramente rappresentati, finalmente uniti da un simbolo e da un obiettivo che, ora più che mai, fatico a capire quale sia diventato.

E francamente non credo che, nemmeno stavolta, il Congresso che ci avviamo a celebrare, riuscirà ad indicare chiaramente la strada, e il rischio di ritrovarsi più dispersi di prima, in ancora meno di prima, mi pare davvero molto, troppo elevato.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *