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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

E se sulla locomotiva di Guccini ci fosse stato un eroe musulmano?

In Idee on July 15, 2016 at 8:04 am

Non ci sono parole per descrivere l’orrore, e anche queste nostre sono parole inutili quanto e forse più di altre. Per altri saranno unghie che graffiano vetri, o indifferenti come aerei che ci sorpassano alti sulla testa. Ma le nostre parole sono nostre, per quanto limitate e insufficienti, o ingiuste o sbagliate. E si possono sempre contestare, o ignorare. Ma servono certamente a chi le scrive, qualche volta più raramente a chi le legge.

Siamo dunque in guerra? Forse, sì. O invece, se pensiamo che un criminale esaltato lanciato contro una folla innocente sia un atto di guerra, forse la guerra non l’abbiamo mai vista.

Nel 1972 Francesco Guccini scriveva “La Locomotiva“. Narra la storia di un “eroe”, giovane e bello come tutti gli eroi, un italianissimo macchinista ferroviere, stanco di ingiustizie e soprusi che un bel giorno, ubriaco di rabbia e ideologia, con in testa parole che dicevano: gli uomini son tutti uguali!, decide di montare sulla sua locomotiva e scagliarsi contro un treno di altezzosi “signori”, colpevoli di essere ricchi e spensierati, senza alcuna apparente rabbia in corpo, almeno non grande e nobile quanto la sua, per tentare una strage. Che sarà fortunatamente evitata per un pelo.

Ma l’impresa tentata dall’eroe gucciniano, consegnata per sempre all’arte dalla felice penna di Guccini, vibrerà all’infinito nell’aria delle nostre schitarrate estive e delle più nostalgiche tra le Feste dell’Unità, uscirà dagli altoparlanti delle nostre automobili per strozzarci in gola il grido che sì, la società e così ingiusta che ci vorrebbe davvero un treno lanciato a bomba contro l’ingiustizia.

E se invece fosse un Tir?

Com’è noto il poeta di Pàvana canta ed esalta le gesta reali dell’anarchico Pietro Rigosi, classe 1864, che a meno di vent’anni tentò realmente un attacco suicida con una locomotiva.

Cosa c’entra questo con Nizza? 

Non so, forse nulla. Ma dopo questa ennesima strage, compiuta a quanto pare da un giovane musulmano, certamente l’eroe giovane e bello di qualcuno da qualche altra parte, questa canzone, che forse spiega inconsapevolmente tante cose, più e meglio delle complesse analisi geopolitiche di queste ore, non riesco più a togliermela dalla testa. 

E pur non essendo cambiata affatto dal 1972 ad oggi, adesso non è più la stessa.

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