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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

E la pagina Facebook del Comune di trasformò in organo di partito.

In #MT2015 - #MT2019 on July 12, 2016 at 1:23 pm

I social network sono mezzi potentissimi per avvicinare le istituzioni ai cittadini, la politica alla vita reale, e viceversa. Il dibattito tuttavia è acceso, tra detrattori e sostenitori della disintermediazione. In ogni caso il mezzo è neutro, e dipende da come lo si usa. Ottimo ad esempio per aggiornare i cittadini su nuovi servizi o opportunità, o per divulgare i principali provvedimenti sui quali dovremmo essere informati; pessimo, se diventa solo lo strumento della propaganda unilaterale della maggioranza provvisoriamente al governo.

A Matera, in proposito, hanno le idee piuttosto chiare. Basta leggere i post sulla pagina ufficiale del Comune di Matera degli ultimi giorni. Da quando, cioè, la sentenza del TAR ha bocciato l’aumento delle tasse locali fortemente voluto dal sindaco De Ruggieri, e si sono moltiplicate le voci di dissenso delle opposizioni, di pezzi della maggioranza, di sempre più cittarini stanchi e delusi. Mandando in tilt il già traballante equilibrio dell’amministrazione comunale.

Negli ultimi 5 giorni la pagina è stata il ricettacolo unilaterale  delle discutibili pezze a colori sugli ultimi errori-orrori della maggioranza. In particolare i post pubblicati sono stati:

  • 7 luglio: “Questa amministrazione comunale parla con i fatti. Il Comune non ha perso un euro e lavora.” Il sindaco interviene alla conferenza stampa sulla ztl. Excusatio non petita, accusatio manifesta, si direbbe. E infatti:
  • 8 luglio: giorno dei commenti alla sentenza del TAR. Ben sei post, nei quali la giunta comunale conferma caparbiamente la sua volontà di tartassare i materani, ricorrendo al Consiglio di Stato, e dichiara che comunque le somme riscosse in più sono state prudenzialmente (quanta prudenza in questo Comune!) accantonate. Scatenando la reazione dell’opposizione, che rileva che non si possono chiedere soldi in più ai cittadini e poi metterli da parte, ma solo quel che è necessario a pagare i servizi che le tasse sono dirette a coprire! Se non servivano, dicono, semplicemente non si dovevano chiedere. Ma del dibattito in corso non c’è traccia. Nè dovrebbe essercene proprio. In ogni caso, non proprio un esempio brillante di comunicazione ai cittadini. Complimenti al social manager del Comune, un esempio di capacità e competenze invidiabili.
  • 9 luglio, sulla nota vicenda della lettera che annuncia la sospensione del servizio di trasporto ai disabili, la pagina ufficiale del Comune pubblica la nota dell’assessore al ramo che, pur arrampicandosi evidentemente sugli specchi, almeno si impegna a reperire le risorse entro il 30 luglio per assicurare il servizio.

Ma ora i cittadini reagiscono. Su quest’ultimo post i commenti contro, adesso si sprecano (e sarà un po’ più difficile per il sindaco sostenere che sono solo cittadini rancorosi per aver perso le elezioni, come per ogni critica mossa dall’opposizione, inclusa quella in cui si avvisava come l’aumento delle tasse fosse illegittimo).

Luigi: “L’assessore e il dirigente vanno rimossi per incapacità e offesa alla dignità e diritti  dei cittadini”; Rosy: “Con questa Amministrazione Matera rischia di ritornare all’età delle caverne”; Irina: “Dalle mie parti si dice: Piú brutta la pezza dello sbrego”; Raffaello: “Questa amministrazione è stata in grado di distruggere tutto quello che si era conquistato negli anni precedenti. La città e la qualità della vita e retrocessa a livelli a dir poco preistorici”; Domenico: “Arrampicata sugli specchi senza precedenti. L’odore della rabbia della gente vi ha fatto tornare sui vostri vergognosi passi.” Rocco: “L’ipocrisia di chi ci amministra oggi nella Città di Matera, capitale della Cultura 2019, non ha limiti tanto ad esagerarsi nella veemenza di una menzogna per coprire la propria trascuratezza del mancato servizio”

Utilizzare la pagina Facebook di un’Istituzione come fosse un organo di partito, che pubblica solo le “veline” propagandistiche del Palazzo, non è mai una buona idea. Per quello ci sono le pagine personali dei politici, o dei loro partiti.

Ma ci rendiamo conto che è solo un piccolo neo, in un’amministrazione in totale confusione, incapace di avanzare qualunque processo partecipativo, preoccupata soltanto di autoassolversi e autolegittimarsi.

E in fondo, anche una semplice pagina Facebook può raccontare tanto del fallimento, ormai conclamato e definitivo, di un progetto che doveva far fare un balzo alla città, e che invece la sta portando un passo indietro ogni giorno che passa.

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