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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

​SI E’ SPENTO IL SOLE. E CHI L’HA SPENTO?

In #MT2015 - #MT2019 on July 11, 2016 at 4:26 pm

di ‘Anonimo Materano
Il nostro articolo sulla situazione preoccupante del turismo a Matera, e sulla (inesistente) gestione del tema, dopo gli enormi passi avanti compiuti negli ultimi anni – un cammino che doveva proseguire con decisione e che invece pare essersi fermato del tutto – ha stimolato un ampio dibattito in città e sui principali social network. Abbiamo ricevuto questo ulteriore contributo, che volentieri pubblichiamo.

In assenza di risultati ufficiali (l’APT sembra che non raccolga  più i dati complessivi sulle presenze) non resta che arrangiarsi da soli e affidarsi all’unico strumento consentito, che è quello del maggior portale di prenotazioni on line, booking.com


In data 11 luglio ho fotografato questa situazione riguardante la città di Matera
, simulando di voler prenotare una stanza per due persone per una notte,  in modo da avere i risultati di tutte le 475 strutture presenti sul portale. 

PRENOTAZIONE PER LUNDEI 11 LUGLIO:  32% prenotate; offerte last minute fino al 52% in meno, anche da parte di strutture extra lusso di tipo alberghiero e non (un esempio: da 220€ a 105 €); Superaffare (così chiama booking i ribassi più clamorosi) in gran numero. 

PRENOTAZIONE PER SABATO 23 LUGLIO: 38% prenotate; offerte del 32% in meno e forse anche più (non ho aperto tutte le 19 pagine del portale); con generale tendenza al ribasso dei prezzi; 


PRENOTAZIONE PER LUNEDI 8 AGOSTO:
 46% prenotate, con sconti anche del 50% rispetto ai prezzi normalmente praticati. Tendenza marcata al ribasso dei prezzi .


PRENOTAZIONE PER VENERDI 12 AGOSTO
: 55% prenotate, ancora offerte in gran numero (possibile dormire nei Sassi a 52 € nella settimana di ferragosto!).

E’ solo un piccolo spaccato della situazione attuale relativo al mercato turistico nella città dei Sassi. Non ha la pretesa di avere alcuna validità scientifica, statistica o economica. E’ solo una fotografia, che ciascuno è libero di guardare come gli pare. 

Personalmente, l’impressione che ne ricavo è che vi sia una stagnazione delle presenze turistiche, se non una lieve diminuzione. 

Il 2015 sembra essere stato un caso isolato, dovuto al gran clamore mediatico che si è fatto circa la nomina a capitale della cultura; o la conseguenza di notorietà dovuta al film di Mel Gibson; e anche, diciamolo, alla unicità del luogo: una puntatina per verificare di persona la bellezza raccontata in mille articoli e servizi tv è sempre possibile per il turista straniero o italiano che attraversa la penisola…

Poi il faro, o il sole, sulla città dei Sassi si è un po’ appannato, ma appena appena. Ciò che è invece aumentato è il numero delle strutture turistiche, costituite in prevalenza da B&B, da case vacanza e da appartamenti adibiti a tale uso, in gran numero regolari, ma qualcuna con qualche difetto di regolarità, o totalmente irregolare. 

Ovvio e scontato che se la torta è della stessa misura dell’anno precedente e i commensali sono invece aumentati, a ciascuno toccherà una fetta più piccola. Ed è quello che sembra stia accadendo. 

Ecco allora insorgere le prime grida di protesta contro lo spropositato numero di strutture presenti, che non sembra voglia subire rallentamenti: via Casalnuovo e via Santo Stefano sono ormai alberghi diffusi, e antichi lamioni che prima nessuno voleva oggi sono lussuose case vacanze, e altri se ne stanno allestendo. Contemporaneamente e conseguentemente, langue il mercato delle case in locazione ordinaria: chiunque oggi possegga un buco, lo destina a struttura para-alberghiera, a volte indebitandosi per trarne magari un profitto e sconfiggere la carenza di lavoro. Saranno i primi a far scoppiare la bolla clamorosa, e qualche cenno di stanchezza già viene avvertito. 

Che fare? 

Vecchie e neo associazioni di categoria vogliono imporre strumenti di limitazione sconfitti dalla storia, assumendo tra l’altro vesti contraddittorie con la cultura liberista che vorrebbe un mercato aperto. Ma è sempre stato così, anche quando si trattava di limitare il numero di alimentari, negozi di abbigliamento, macellerie, bar e ristoranti, o supermercati. Battaglie di retroguardia, destinate a essere perdenti. Sarà il mercato a fare la selezione, se la situazione resterà quella fotografata. 

Oppure, tocca a chi ha il potere di proporre, creare e gestire eventi fare in modo che sia Matera ad avere potere di attrazione e non la vicina Puglia, che invece nei propri pacchetti, in maniera intelligente, include la visita mordi e fuggi nella città dei Sassi, ma con soggiorno rigorosamente in Puglia. Città vicine come Altamura, che dopo averci fregato il pane, venduto nel mondo come fosse una propria invenzione, ora prova a fregarci i turisti recitando il ritornello “a soli 15 km da Matera”.

Occorre dunque rimettersi presto al lavoro, chiamando le menti migliori, reperendo le risorse necessarie per evitare che ancora una volta i Sassi diventino luogo da fotografare, invece che essere vissuto. 

Qualcuno negli anni ’80 del secolo scorso, propose al Consiglio Comunale la creazione lungo via  Fiorentini di un Centro Commerciale Naturale, utilizzando l’unica spina decente nei Sassi per quel tipo di ubicazione. Nella proposta si suggeriva di contattare le grandi firme della moda ed offrire loro una vetrina unica per i loro prodotti. Per evitare che i Sassi diventassero luogo buono solo per negozietti di souvenir e pizzerie e ristoranti, vissuti intensamente solo per alcune ore e in alcuni periodi. Il Centro Commerciale avrebbe consentito invece, con l’accesso da Piazza Vittorio Veneto, di integrare completamente i Sassi al resto della città, soprattutto di quella subito a ridosso, offrendo così un motivo di richiamo permanente e giustificando la eventuale presenza di un giorno in più a Matera. 

Ma come sempre accade, dare del visionario è piu facile che studiare un progetto. 

E magari rischiare di attuarlo. 

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