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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Ma a Matera c’è davvero bisogno di altri posti letto?

In #MT2015 - #MT2019 on July 1, 2016 at 12:40 am

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A mio avviso tutto è partito quando il neosindaco Raffaello De Ruggieri rilasciò una incauta dichiarazione: per far fronte alle future necessità conseguenti al previsto iperbolico aumento di presenze di turisti, a Matera occorrono tanti nuovi posti letto.

Apriti cielo! I materani non se lo sono fatti ripetere: in massa abbiamo aperto in pochi mesi case vacanze e b&b, mettendo a disposizione ogni pertugio possibile e tutta l’ospitalità della quale siamo capaci.

Non ci sono numeri ufficiali, ma l’APT materana è andata praticamente in tilt (e non solo per il vuoto al vertice colmato ieri; a questo proposito, un augurio di buon lavoro al nuovo Direttore Schiavone) e il numero di strutture presenti sul maggiore portale di prenotazioni online è praticamente raddoppiato, in meno di un anno.

Al momento risultano infatti registrate su booking.com – nella sola città di Matera – ben 468 strutture. Difficile tradurre in posti letto, dato che per struttura si intende una realtà che puo andare dal monolocale al grande albergo; ma ponendo una media – assolutamente arbitraria ma credo stimata in difetto – di 4 posti letto a struttura, Matera è già oggi in grado di accogliere in un solo giorno la bellezza di quasi 2000 turisti, ovvero ben più di mezzo milione all’anno; che è già il doppio dei 244.000 pernottamenti dichiarati dalla stessa APT lo scorso anno, e che pure crescessero a doppia cifra fino al 2019 non riuscirebbero comunque a saturare la nostra offerta attuale, che è peraltro in costante ed inarrestabile aumento.

E allora cosa diavolo va blaterando il nostro irresponsabile primo cittadino? Beh forse l’ottuagenario sindaco di Matera, con tutti i suoi dichiarati limiti tecnologici, non poteva certo immaginare una risposta così repentina e diffusa alle sue parole, e all’entusiasmo umorale post nomina 2019.

Perchè nel XIX secolo, più posti letto poteva voler dire solo una cosa: bisogna costruire nuovi alberghi.

Nel XXI, invece, significa affittare il proprio divano su airbnb. Ma il nostro buon primo cittadino, non può certo sapere cosa sia airbnb, o blablacar, essendo rimasto fermo ai blabla coi quale riempie i suoi pomposi e boriosi comunicati stampa.

Le azioni programmatiche intraprese in questi mesi sembrano ignorare colpevolemente qualunque analisi di buon senso e di realtà. Che suggerirebbero invece di intervenire in maniera diametralmente opposta, per evitare da un lato che la concorrenza feroce si traduca in una guerra di prezzi al ribasso a discapito della qualità (finora fiore all’occhiello della nostra offerta turistica), dall’altro che i flussi si concentrino in alcuni giorni dell’anno (Capodanno, Pasqua, i ponti primaverili e autunnali e Ferragosto) nei quali effettivamente la città è sold-out (ma una struttura per quanto familiare per sopravvivere e generare un reddito maggiore di una semplice rendita, deve lavorare almeno 150-200 giorni l’anno!) e comunque per cercare per quanto in nostro potere di aumentare costantemente e sostenibilmente il numero di visitatori o di pernottamenti; il che si traduce, in concreto, certamente in un calendario di eventi nei periodi meno attrattivi; ma anche in un serio investimento in infrastrutture, e non ultimo nella creazione di una articolata rete di opportunità con i territori circostanti della Puglia più vicina e della Basilicata interna.

E invece niente di tutto questo: a parte la stupida guerra dichiarata alla Puglia, nell’ultimo Consiglio comunale De Ruggieri fa approvare in pompa (ma soprattutto, in prospettiva) magna, un provvedimento che consentirà a ignoti imprenditori di trasformare alcuni palazzi del centro in grandi alberghi.

La domanda sorge, o dovrebbe sorgere, spontanea: se ne sentiva davvero effettivamente così tanto il bisogno? Non è che stiamo credendo ciecamente ad una favola, e ci stiamo raccontando una città che (ancora) non esiste?

Matera finora aveva puntato nettamente (per quanto disordinatamente) sulla ospitalità diffusa. E pareva cosa buona: certamente in continuazione culturale con la sua millenaria storia di ospitalità e condivisione; ha consentito di recuperare e conservare luoghi pubblici e privati altrimenti destinati all’abbandono; costituisce entrata supplementare e in molti casi principale se non proprio unica di tanti nuclei familiari, che proprio per questo dedicano all’ospitalità cuore e passione, permettendo alla città di raggiungere vette qualitative altissime (vedi il recente secondo posto di Matera NEL MONDO come reputazione online, basato sui giudizi degli ospiti delle nostre strutture).

Il nostro sindaco vintage sbarca invece direttamente dai grigi anni cinquanta per dirci che no, va bene tutto, ma qui servono grandi alberghi. Come una Abano Terme qualunque.

E però caro sindaco, la situazione è questa, per quanto la foto che le scatto sia un’istantanea veloce e parziale. Ma almeno, ci proviamo per una volta a ragionare?

Simulando una prenotazione per 4 persone su booking.com per lunedi 4 luglio (fra 3 giorni), risultano occupate solo il 43% delle strutture, con 272 ancora disponibili.

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Per una coppia va anche meglio: risulta occupato solo un terzo degli alloggi disponibili, con oltre 300 strutture vuote.

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Per avere un’idea, nella stessa giornata a Firenze sono già occupate oltre il 70% delle strutture disponibili, ricercando alloggio per 4 o per 2 persone. Le strutture vuote sono ovviamente di più in assoluto, ma Firenze conta su ben 2368 fra hotel, appartamenti, case vacanze e b&b iscritte al portale!

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Non ci risulta essere sotto la cupola del Brunelleschi la febbre ad aprire nuove strutture ricettive, nè tanto meno nuovi grandi alberghi. Perchè a Matera sì? Può la sola prospettiva ingolosire così tanto?

Peraltro siamo già a luglio: cosa ne sarà di noi a novembre, visto che gli arrivi per poco intelligente e comunque scarsa programmazione, sono concentrati e affatto destagionalizzati?

All’analisi e alla programmazione portata avanti, checchè se ne dica, fino a poco tempo fa, oggi si sostituisce solo propaganda e speculazione.

Ma non è nemmeno la cosa peggiore: l’errore imperdonabile di questa “nuova” amministrazione, perchè nuova non lo è affatto, è di aver pensato, e di continuare a pensare, di aver messo le mani su un giovane albero da frutto, da poter tranquillamente saccheggiare per poi distribuire pomi d’oro a piacimento.

Non si rende affatto conto, invece (o dove se ne rendesse conto, evidentemente se ne frega), di ricevuto in eredità una promettente, ma delicata piantina. Che ha bisogno di essere ancora curata, sulla quale occorre investire ancora, e ancora, e che ha bisogno di molti anni di lavoro e sacrificio per crescere e dare frutti buoni e duraturi.

Continuando così, invece, il rischio sempre più evidente è che la piantina secchi, lasciando ancora una volta i materani con il cuore pieno di speranze, e le tasche più vuote di prima.

E con una città irrimediabilmente sfregiata da politiche scellerate e da scelte irresponsabili che stanno avvenendo oggi, sotto i nostri occhi.

Sarebbe ora di riaprirli.

O no?

[Nella foto in copertina, l’archeologia industriale di Argentiera, Sardegna]

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