Close

Democrazia e Sviluppo - Il Blog

[1] Perchè SI: premessa

In Uncategorized on May 26, 2016 at 7:42 am

image

Mi prendo la briga di scrivere nero su bianco i motivi per i quali a ottobre (penso che) voterò SI alla Riforma costituzionale. Perchè me lo avete chiesto in molti nelle  discussioni reali e virtuali, e perchè così mi sarà più semplice in futuro virare nel merito rimandando a queste righe. Già, il merito: il grande assente di questa prima parte di campagna elettorale. Entrambi gli schieramenti, per il Si e per il No, hanno ben pensato di utilizzare per i loro scopi tecniche pubblicitarie obsolete, tentando di condizionare pavlovianamente gli elettori, come fossero una massa di scodinzolanti minus habens. Magari è così, in fin dei conti gli esperti sono loro e i loro spin doctor; mi piacerebbe però che non facessimo proprio di tutto per confermarlo.

Così, se il fronte del NO sbandiera il NO dei partigiani, il fronte del SI va alla ricerca del partigiano che dice SI; se il fronte del SI esibisce documenti di esimi costituzionalisti che dicono SI, il fronte del NO contesta sia l’esimio che il costituzionalista, contrapponendo la propria lista di esperti che invece dicono NO; se quelli del NO diffondono il video dello studente ribelle che gliene canta alla ministra e viene censurato dal rettore, quelli del SI rispondono col video integrale de “la Boschi asfalta lo studentello arrogante” giustificando il rimprovero dell’autorità per aver sforato i tempi concessi al singolo intervento e denunciando loro stessi la censura del web per aver proposto un video monco. Tutti poi evocano scenari apocalittici dovesse prevalere il fronte opposto, in un eterno “al lupo! al lupo!” nel quale caschiamo sempre come pecore terrorizzate con tutte e quatto le zampe.

Ma in questo modo la Riforma rimane sullo sfondo e non viene nemmeno discussa. Di cosa parla? Quali articoli della nostra amata Costituzione si cambiano? Si cambia in meglio o in peggio? Domande la cui risposta viene lasciata al tifo partigiano (mi scuseranno i partigiani veri per averli tirati in ballo, che sono morti per qualcosa per la quale valeva un po’ più la pena di una sponsorizzazione) e ancora non ho trovato uno dico uno che è andato a leggersi le carte. Preferendo il sunto bignami scritto da qualcuno già orientato, che disegna foschi o paradisiaci futuri. Al solito, si cercano conferme alle nostre opinioni e pregiudizi, piuttosto che cercare di capire. E rischiare, magari, di cambiare idea, o di vedere alla fine il nero meno nero, il bianco meno bianco.

Perchè, mi pare, siamo tutti d’accordo che la parte organizzativa dello Stato vada adeguata ai tempi; e nonostante i numerosi tentativi fin qui profusi solo negli ultimi 20 anni (bicamerali, commissioni di saggi, riforme a colpi di maggioranza da una parte e dall’altra), non capita troppo spesso di essere al cospetto di una Riforma costituzionale da approvare o rigettare. La cosa andrebbe quindi presa un po’ più

image

sul serio, almeno da chi si dichiara appassionato di politica (e ai miei ex compagni civatiani che ora dicono “non è questa la priorità del Paese, e comunque è tutto sbagliato”, dico andatevi a rileggere la “nostra” mozione), senza scorciatoie dialettiche nè seghe mentali:

Al solito si valutano invece solo i titoli (dei giornali, e di chi esprime questa o quella opinione da prendere in prestito) e si inquina il dibattito offuscandolo fino a perdere di vista l’oggetto di tutto questo movimento: e cioè che alla fine tocca a noi decidere. E occorre decidere informati. Non per simpatia o antipatia, non per vicinanza ideale o ideologica qui o lì, nemmeno perchè in questo modo otterremo una qualche vittoria o soddisfazione politica (prima di tutto, visto che sul piatto ce l’ha messa lui, la caduta del Governo Renzi): lo so, l

image

a tentazione è forte; ma vale la pena barattare una Riforma con una (ipotetica) rivalsa politica? Secondo Alessandri Gilioli no: Renzi durerebbe al massimo qualche altro anno, la nuova Costituzione ce la terremo, verosimilmente, molto di più.

Quindi mi piacerebbe che per una volta si decidesse in questo modo: votiamo SI se pensiamo che complessivamente le cose potranno migliorare con la Riforma; votiamo NO se pensiamo che peggioreranno. Se invece siamo così disillusi e incazzati da essere ormai convinti che tanto non cambierà comunque nulla, beh, magari una chance al SI gliela darei. Che a fare le stesse cose e pensare che i risultati a un certo punti cambino, si fa la figura degli idioti.

E siccome questo blog nasce da necessità personali e collettive di urgente cambiamento, perchè il presente non vale troppo la pena di essere difeso ma va attaccato a testa bassa per produrre un nuovo e migliore futuro (lo studentello osannato dal web ha definito più volte questa Riforma “rischiosa”; io dico che nel Paese del gattopardo ogni cambiamento più che rischioso è coraggioso), vale la pena questa estate approfondire un po’ di diritto costituzionale sotto l’ombrellone, discutere di Riforme col vicino mentre la sera ci spolpiamo il panino col polpo pasteggiando a Peroni, valutare conseguenze e possibilità del nostro voto ammirando il romantico tramonto al mare. Già questo, l’ho riconosciuto più volte, comunque un piccolo miracolo di Renzi, in un Paese abituato al massimo a discutere delle donnine di Silvio su Novella3000.
Male, quindi, non ci farà; purchè lo facciamo nel modo giusto.

E quindi: al momento sono orientato a votare SI perchè ritengo che complessivamente la situazione attuale migliorerà. È “solo” la mia opinione; non sono esperto, né titolato. Sono solo un elettore. Ma visto che viene chiesto a me di decidere, e non ad altri, leggo, mi informo, discuto (possibilmente con chi la pensa all’opposto, che darsi a ragione a vicenda è terribilmente noioso), pondero le cose, mi faccio un’opinione e infine decido. Potrebbe capitare che all’ultimo articolo possa cambiare idea. Sono aperto al dubbio e al confronto, se questo non si riduce a stampare etichette da appicicarci in fronte (“renziano”, “antitenziano”, fascista, conservatore, piduista ecc.). Sta roba la fanno già i grillini, dico che non è il caso di inseguirli su questo terreno. Sul quale ti battono sempre, per cocciutaggine e pluriennale esperienza.

Comincerò quindi con le cose che mi convincono di più. Finirò con quelle che mi convincono meno. Nel prossimo articolo spiegherò perchè credo che la Riforma premierà la partecipazione e la democrazia diretta. Rispetto all’oggi, non ad un astratto ideale che ciascuno di noi può avere.

Poi potremo discutere del merito, fuori dal tifo e dal pregiudizio. E magari queste righe potranno tornare utili a qualcuno per orientarsi nel mare magnum della italica diversa e uguale contrapposta propaganda, sulla quale io ancora, scioccamente, romanticamente, caparbiamente, ancora mi rifiuto di accomodarmi.

P.S.: trovate qui i documenti ufficiali con i testi della Riforma.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *