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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Vendetta e Castigo: ma il PD lucano dov’è?

In Uncategorized on May 11, 2016 at 2:07 pm

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Ho letto molti interventi e prese di posizione sulla vicenda del Consigliere lucano Piero Lacorazza, cui non è stato rinnovato il mandato di presidenza dell’assemblea regionale.

Non mi interessa ldifendere o attaccare Piero, come molti si sono impegnati a fare in queste ore, che è grande e (anche un po’) grosso per difendersi da solo, se lo ritiene.

Cerco solo di capire.

La vicenda, che dovrebbe essere normale in un percorso istituzionale, appare invece grave e foriera di conseguenze agli dell’esservatore meno distratto e superficiale.

Delle due l’una: o si è trattato di pura e semplice vendetta, o di un netto cambio di linea politica.

Se vendetta è stata, che il mandante sia Renzi, per punire Piero del suo impegno sul referendum antitrivelle, come suggerisce Roberto Speranza; oppure i Pittellas, per punire l’area riformista del PD di aver occupato ogni spazio possibile quando era in auge, lasciando poco o niente agli altri, a me poco me ne cale: un partito le cui dinamiche interne servono solo per stabilire effimere priorità di carriera dei suoi dirigenti, non andrebbe mai votato. Nemmeno una volta. Nemmeno per sbaglio. Figuriamoci militarci.

Se invece si é trattato di seguire una precisa linea politica, come il Governatore Pittella ha apertamente ammesso (parlando in verità di cambiamento istituzionale e non politico, ma il primo non può essere indipendente dall’altro), la cosa non è meno grave: i cambiamenti si discutono nel partito, e il fatto che in Basilicata non ce ne sia (più) uno non giustifica, quando si sta facendo di tutto per mantenere la situazione in stallo. Perfino Renzi, accusato di dirigismo e autoritarismo, discute la linea politica in scontate direzioni nazionali, sottostando comunque alla formale approvazione dell’assemblea, e consentendo libera e ampia discussione che permette ai militanti, agli elettori, ai cittadini, quantomeno di informarsi e farsi un’opinione, da spendere nella prossima occasione elettorale.

Pittella dunque, che è il più alto in grado all’interno del Partito Democratico dopo la scomparsa del segretario Luongo, convochi subito l’assemblea regionale o si attivi perché venga convocata.

Diversamente il suo sarà da considerare ammutinamento all’etica della partecipazione e della condivisione, e contrario agli stessi principi fondanti del Partito Democratico.

Un atto di guerra vero e proprio, che il resto del PD che ancora crede nel partito quale contenitore in cui affrontare, discutere e risolvere le questioni, dovrebbe finalmente decidersi a cogliere, e prepararsi a rispondere.

O dopo Potenza, dopo Matera, dopo i tanti comuni divisi e mal governati in Basilicata a causa di lotte di potere laceranti ma fini a loro stesse, domani sarà il turno dell’intera Regione.

E a guardar bene, domani è già oggi.

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