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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Il Massimo dell’ipocrisia

In Politica Italiana on March 11, 2016 at 2:07 pm

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In una molto condivisa e fin troppo osannata intervista al Corriere oggi Massimo d’Alema distrattamente dice la sua sulla situazione politica italiana in generale e del PD in particolare. Lanciando bordate che manco prossimamente in Libia.

Balza evidente agli occhi la dura reprimenda antirenziana, subito ripresa scondinzolante da molti fuoriusciti passati, presenti e futuri del Partito della Nazione.

D’Alema addebita al capo di partito e di governo ogni tipo di male.

Non che abbia tutti i torti, eh. Però.

Però si racconta che D’Alema accoltellò Prodi per diventare egli stesso Presidente del Consiglio (ehm, ricorda qualcuno?). Vabbè, almeno non gli disse “stai sereno”, ma non mi pare una gran differenza.

Lo stesso D’Alema che dopo averlo rimesso in pista fu tra quelli che non levò la gamba facendolo inciampare e ruzzolare di nuovo, e disintegrando definitivamente l’Ulivo, proprio mentre aveva bisogno di radicare. E il tutto per amoreggiare, mai corrisposto, con Berlusconi, che com’è noto lo vedeva più come un amico, diciamo.

E quando Nanni Moretti urlava dal palco “con questi dirigenti non vinceremo mai!”, a quali dirigenti si riferiva? Se lo ricorda Massimo? Quali pecche politiche imputava all’allora classe dirigente?

E i 101? Ce li siamo dimenticati i 101! che hanno aperto le quinte dell’attuale stagione politica? Con Prodi al Quirinale le cose potevano andare molto diversamente. Ma, si racconta, che i d’alemiani allora all’apice del potere e del controllo interno, non fossero affatto d’accordo.

Questo in sintesi il CV di D’Alema. Che patente vanta il nostro per criticare da cotanto pulpito il “buon” Renzi?

Renzi che, a conti fatti e a ben vedere, può tutt’al più considerarsi la sua più fedele copia, il più astuto tra i d’Alemiani. Pur non essendolo. Uno che ha sfruttato un’occasione, e si è solo accomodato ad una tavola imbandita e apparecchiata in questi anni da d’Alema e i suoi compari. Che oggi fanno le verginelle, ma che le truppe cammellate  le conoscono bene, avendole guidate in più di un’occasione. Con più classe ripetto ad oggi, non c’è da negarlo, ma quando con #OccupyPD contestavamo l’andazzo, non era certo per questioni di etichetta o di bon ton.

Renzi ha dunque trovato tutto pronto, struttura, regole e precedenti storici compresi.

Si è seduto al tavolo apparecchiato con gli amici suoi. Senza usare la cortesia di lasciare qualche posto ad altri. Atteggiamento arrogante, certo, e alla lunga anche poco lungimirante.

Che presto gli italiani dimenticano, e finiscono, magari, per chiamare a risolvere i problemi, giusto uno di quelli che li aveva causati.

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