Close

Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Il fallimento di Mt19 di cui non si può parlare

In Uncategorized on February 28, 2016 at 8:15 am

Chi ha provato a sollevare dubbi e questioni lo sa. Tempo dieci minuti e si viene assaliti da un’orda di piccoli samurai che ti accusano di essere fan di questo o quel politico, e di criticare quindi per partito preso. Peggio ancora: di gufare. E gufare contro la tua città non è tanto bene. Quindi dovresti provare un moto interno misto tra castigo e vergogna.

Sulla piazza virtuale e quella reale c’è un argomento tabù: del (possibile) fallimento di Matera 2019 non si può parlare. Se hai dubbi, fatteli passare. O almeno, non raccontarli in giro. Lo dice apertamente il nostro sindaco, Raffaello De Ruggieri, che ha risposto alle manifestazioni di piazza di domenica scorsa incolpando Adduce e il suo presunto rancore per aver perso le elezioni. E liquidando la protesta come manifestazione politica. Una miopia imperdonabile, quella del primo cittadino, che non si è nemmeno accorto che la protesta era stata organizzata anche da consiglieri comunali della sua maggioranza. Loro sì, con evidente forzatura, hanno tentato di piegare la rabbia crescente dei materani e la delusione per il cammino fin qui tutt’altro che trionfante, indirizzandola verso il capro espiatorio Paolo Verri, paradossalmente proprio nei giorni in cui un’ardita e sforse illegittima modifica statutaria punta a diminuirne il ruolo e l’azione.

Lo dicono apertamente quelli dell’Associazione Matera 2019.

image

Da cui l’idea di candidare la città al concorso Ecoc nacque, ma che rimase appesa al nulla per tutta la giunta Buccico, per poi partire a razzo con l’amministrazione successiva. Ma nel frattempo alcuni dell’Associazione erano stati fatti fuori. L’altro giorno invece il sindaco ha pubblicamente dichiarato di voler farli rimontare in sella. Giusto per capire chi è vicino a chi, quando si parla. Chi è veramente libero e chi no, quando pensa. Chi ha interessi di qualche tipo quando agisce. E chi no.

Ma tranquillo sindaco. Tranquilli amici. State sereni, davvero. A nessuno di noi (parlo per me ma anche per moltissimi amici che conosco) girano le palle per la sconfitta elettorale. Si fa politica per passione, e per la convinzione di essere dalla parte giusta a compiere le scelte migliori, bontà della quale si cerca di convincere la maggioranza delle persone. A volte ci si riesce, a volte no. Altre volte si finisce per cambiare idea noi. Tutto qui.

Le palle girano invece per altri motivi, che amministratori attenti e sensibili dovrebbero ormai riuscire a cogliere: girano perchè si avvicina inesorabilmente il punto di non ritorno, la data nella quale tutte le aspettative, tutti gli obiettivi che ci eravamo dati, tutti i sogni che avevamo fatto, cadranno miseramente. E ci trovereno come prima, ma ancora più disillusi e frustrati.

Non significa essere apocalittici: Matera 2019 si farà comunque. Ma tra una fiera anonima e un’occasione di sviluppo c’è una differenza abissale. Oggi ci avviamo stancamente verso la prima. Ieri sognavavo la seconda.

Peraltro non si può avere la memoria corta: tutto questo è già successo. È successo ad Expo, a Milano, quando in molti denunciavano la lentezza dei cantieri e l’allegra gestione della politica: ma chi si azzardava a dire qualcosa, era contro l’Italia. Poi si scoprì un gigantesco giro di mazzette, e il governo dovette varare misure straordinarie per una corsa contro il tempo.

Potrebbe succedere lo stesso a Matera?

Non lo so, spero proprio di no. Fatto è che i millemila cantieri che si sarebbero già dovuti aprire non sono stati nemmeno progettati. Ed è quindi inutile che il sindaco vada a piangere in giro per chiedere l’autostrada Matera-Gioia del Colle. In tre anni con le nostre procedure burocratiche, lentezze amministrative e incapacità politiche non si riesce a costruire nemmeno un vicoletto. Figuriamoci un’autostrada.

Non essere (ancora) riusciti ad avviare un tavolo con il Governo per dotare ad esempio Matera delle infrastrutture necessarie all’evento, è la cifra dell’incapacità politica di questa amministrazione comunale. Che finora è riuscita ad andare a braccetto solo con il Governatore Pittella. Per far bene cosa, poi, non è nemmeno chiaro.

Quindi tranquillo sindaco, puoi dire ai tuoi cani da guardia nelle piazze e sui social di stare tranquilli. A nessuno qui girano le palle. Siamo preoccupati, sì. Per la città, però, mica per noi. Noi, che da quel punto di vista, abbiamo la serafica certezza che la malapolitica sarà al più tardi spazzata via fra qualche anno, quando sarà chiaro ed evidente a tutti, continuando in questo modo e senza più il timore di essere additati a gufi, il fallimento della più grande occasione che questa comunità è riuscita a costruirsi negli ultimi venti anni.

Nel frattempo, però, continueremo a sollevare dubbi, a stimolare il percorso, a tentare di farlo rimanere dentro i binari giusti. Fuori e dentro il Palazzo. Perchè vedi mai che poi alla fine magari serve. Perchè è chiaro ed evidente a tutti, meno che a voi, ancora con le tossine della campagna elettorale da smaltire, che qualcosa deve cambiare, e in fretta. Che il percorso va riaperto, che si deve tornare ad essere trasparenti ed inclusivi. O presto o tardi arriverà il commissario, che deciderà per tutti.

Come a Expo. 
Più che a Expo.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *