Close

Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Se Grillo piange, il PD non deve ridere

In Uncategorized on January 8, 2016 at 3:38 pm

image

Diciamoci la verità: vedere quelli del PD che fanno i grillini è uno spasso. A Quarto vengono fatti buttare fuori dall’aula del consiglio comunale dal servizio d’ordine, perchè esponevano il cartello “Dimissioni”… Ahahah! Ma dai, proprio loro! Che su quei cartelli ci mangiano e dormono (a favore di telecamera).

È troppo divertente vedere dietro a quanti distinguo e difese d’ufficio, a quanti “ma” e “però” si nascondano i paladini dell’onestà sputata in faccia ai cittadini come ne fossero gli unici detentori, un marchio col copyright da difendere col pugnale fra i denti. Ora che ad inciampare sulla strada del potere disseminata di buche pericolose sono proprio loro. E di strada ne hanno pure fatta (e fatta fare) ben poca…

È impagabile vedere quanto soffrano, perchè non si può mettere in discussione che (come avranno realizzato i lettori di questo blog) il modello pentastellato sia sbagliato, faccia acqua da ogni parte, non garantisca assolutamente quel che dovrebbe garantire, ovvero la selezione di una classe dirigente onesta e competente. Onesta, forse (!?). Competente, ma quando mai…

E’ consolante vedere grillini che sui social difendono “la Ditta” – ohibò – chiosando che è noto che la mafia salga sempre sul carro dei vincitori. È quindi è normale trovarsela di fianco, se vincono loro. Eh, ma allora questo non varrebbe per tutti? E no, la presunzione d’innocenza vale solo se voti il comico nazionale. Se no sei un corrotto. A prescindere, come diceva Totò.

È davvero troppo appagante rivolgere loro, per una volta, le accuse, gli sfottò, finanche gli insulti che quotidianamente ogni onesto militante del Partito Democratico deve subire. Quasi vergognandosi di quella tessera in tasca, fatta col sogno di cambiare se non il mondo, perlomeno il pianerottolo davanti al portone di casa. Pur sentendola insufficiente, inadeguata, e soffrendo ogni santo giorno per quanto cambiare qualcosa in questo Paese sia così tremendamente difficile. Ma sentendo che ogni altra strada possibile, è un vicolo cieco.

E’ bello, impagabile, consolante, appagante. Per una volta. Poi basta.

Perché nella sfida al ribasso tra gli sbandieratori della legalità e i difensori del principio “avete visto che alla fine siamo tutti uguali”, vincono loro. Loro, che governano dieci Comuni, nessuna Regione. Loro che salgono sui tetti, che in Parlamento non ci sanno stare. Loro che parlano da un blog. Loro che votano le espulsioni, ma non gli indirizzi politici. Loro che alla fine dei conti, non contano un cazzo, e s’illudono di valere uno. E magari! Uno sarebbe già tanto.

A buttarla in cagnara vincono loro. Perché significa che abbiamo rinunciato a guidare la società, e ci fermiamo per prendere a ceffoni quello m che strombazza col clacson da dietro, perchè vuole passare avanti, non riuscendo a vedere che il Paese è ridotto a una sola corsia da eterni lavoro in corso, e siamo tutti in fila a passo di lumaca.

Perchè quelli che devono dimostrare di essere costantemente al di sopra di ogni sospetto siamo noi. Anche quando il sospetto, come nel caso Banca Etruria, è solo farneticazione urlata dal web.

A buttarla in cagnara, vincono loro. Perchè non hanno nulla da dimostrare. Nulla da perdere. Nulla da farsi perdonare.

Che poi l’ultimo che ha provato a dire: siamo tutti uguali; bisogna prenderne atto, così fan tutti; è morto solo, in esilio.

L’onestà è già qui, nella pratica di centinaia di amministratori, dirigenti, militanti che vogliono un’Italia diversa. Che non si vuole vedere. Tiriamo invece fuori il loro esempio, e allora sì, l’onestà tornerà di moda.

Che non è mica una T-shirt figa da indossare in discoteca. Ma un costume anonimo da indossare ogni giorno. Tutti.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *