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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Capodanno Rai, Presepe Vivente, Lumen, CatalystPiano: diamo i voti

In #MT2015 - #MT2019 on January 4, 2016 at 9:54 am

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Diverse manifestazioni si sono intrecciate in questi giorni a Matera. Hanno origini e obiettivi diversi, ma proviamo a fare il punto.

LUMEN – VOTO 4
Il primo evento del Dossier di candidatura a Capitale della Cultura realizzato dopo la nomina ha deluso. Prometteva un corale e partecipato intervento di tutti i materani nel costruire luminarie fai-da-te che avrebbero rallegrato le vie cittadine (per il resto piuttosto scialbamente addobbate a festa per quanto di competenza dell’amministrazione comunale). Eravamo piuttosto scettici ma curiosi su come la pur condivisibile idea si sarebbe concretizzata. Possiamo dire a consuntivo che sia risultata del tutto impalpabile. Crediamo quindi che una registrata alla capacità della Fondazione di tradurre praticamente le pur condivisibili velleità enunciate nel Dossier si renda necessaria. Rimandati a settembre (ma speriamo prima!).

PRESEPE VIVENTE  – VOTO 6
Solo fino ad un anno fa era l’evento principale della città del periodo natalizio. Praticamente eclissato dal Capodanno Rai, ha comunque continuato a far registrare un buon afflusso, rimodulando anche la formula. Tuttavia continuiamo a mantenere le nostre perplessità sul fatto che un evento che consente ad un privato di lucrare (facendo pagare un biglietto al visitatore) sequestrando un pezzo della città vecchia per intere giornate, necessiti di un bando pubblico o della guida di una Fondazione con bilanci e metodologie di gestione trasparenti. E’ una questione etica prima che, probabilmente, legale. Inoltre, un salto di qualità anche nella stessa proposizione dell’evento è possibile e auspicabile; ad esempio prevedendo laboratori che durante l’anno coinvolgano cittadini attivi e maestranze locali per la rappresentazione e l’allestimento dell’evento; o organizzando l’evento in periodi in cui la pressione turistica è minima (ad esempio la settimana prima di Natale, che all’Immacolata e a Capodanno Matera è comunque sold out a prescindere dal Presepe vivente): avrebbe anche maggiore senso giustificare i contributi pubblici versati all’organizzazione. Non si può chiaramente non riconoscere il ruolo di chi l’evento l’ha avviato quando in città non c’era praticamente altro, ma si può migliorare, anzi si deve già a partire dalla prossima edizione. E magari la nuova amministrazione bene farebbe a pensarci subito, prima di dover alzare le mani, come ha già fatto quest’anno, a causa dei suoi balbettìi, ritardi e divisioni.

CAPODANNO RAI IN PIAZZA – VOTO 8
Le numerose critiche rivolte allo show erano prevedibili e si seguono uguali ogni anno; proprio per questo le numerose critiche rivolte alla Regione e al Comune sulla scelta stonata rispetto all’obiettivo culturale che ci siamo dati, erano altrettanto prevedibili e prevenibili. Arrivano però troppo tardi. Dov’erano un mese fa tutti questi cervelloni che ora si stracciano le vesti e si spellano le mani sui quotidiani nazionali e sui social? Avevamo messo agli atti il nostro dissenso al momento dell’annuncio, quasi da soli: n pochissimi rilevarono allora l’evidente stonatura. Ma occorre oggi separare i piani: chi ha investito sul Capodanno Rai (d’accordo, c’erano mille modi diversi e forse migliori per promuovere anche più efficacemente il nostro territorio), Pittella in testa, si è affrettato a tranquillizzare che il Capodanno Rai è solo una vetrina per Matera e tutta la Basilicata, e che si aggiungerà e non sostituirà i traguardi da tagliare sulla strada del 2019. E noi vogliamo credere che sia così. Anche perché pubblicizzare un prodotto che ancora di fatto non esiste, se non nelle nostre aspirazioni collettive e – ci vorremmo augurare – nelle menti della classe dirigente lucana e materana, rischia di essere un boomerang. Spiego: abbiamo visto tutti i servizi di Silvia Salemi decantare la bellezza degli scavi di Metaponto; peccato siano chiusi molti mesi all’anno a causa della cronica mancanza di fondi. Che li facciamo venire a fare i turisti? Per mostrargli un cancello chiuso? Ancora. abbiamo sentito tutti parlare del futuro della Basilicata con toni trionfanti e ammirati circa la capacità della nostra regione di capitalizzare gli investimenti industriali. Manco fossimo la Lombardia. E basta guardarsi intorno. Insomma la luce potente dei riflettori può essere ulteriore elemento catalizzante in grado di accelerare l’auspicabile processo di creazione di infrastrutture, di reti tra realtà locali, di valorizzazione dei tanti siti di interesse storico e culturale già presenti. Quindi non mi dispiace affatto. A patto di non raccontare ogni anno una regione che non esiste. Mi auguro quindi che vista da questa angolazione – l’unica a mio avviso corretta, perché non strumentale – il Capodanno Rai possa diventare invece il racconto annuale dei progressi e del cammino verso Matera 2019. Provando magari, da main sponsor, a influenzare il format per il futuro. Sostituendo magari le imitazioni alla Gigi Sabani con momenti più riflessivi; o prevedendo che i fondi raccolti coi messaggini (pare 150.000 a 50 cent l’uno per un incasso “indebito” – visto che il servizio non è nemmeno garantito – di ben 75.000 euro) vadano in beneficenza; e si potrebbe allora anche pagarli un euro. Che poi, diciamoci la verità: tra lenticchie, cotechino e spumante, ma chi diavolo lo segue davvero ‘sto show (lucani a parte, si intende)? E’ chiaro che nasce per fare solo da sottofondo fino al count-down di mezzanotte. A proposito, la prossina ediIone ricordiamoci di sfarlo un minuto dopo per recuperare quello di anticipo di quest’anno. Non vorremmo proprio che si provocasse un paradosso temporale, il cui risultato potrebbe provocare una reazione a catena che scomporrebbe la tessitura del continuum tempo-spazio distruggendo l’intero Universo! Proprio da Matera poi. Che figura di merda ci faremmo con l’intero universo???

Tornando seri (più o meno), che l’attenzione sia alta e che si debbano evitare figuracce (ben più gravi degli spoiler e delle bestemmie in sovraimpressione) è quindi interesse nostro e di tutti i lucani che dal 17 ottobre 2014 vogliono scommettere sulla loro terra e vogliono credere che il sogno dello sviluppo sia possibile e non più rimandabile. Ma perché si compia, non smetteremo mai di ricordarlo, è necessario anche allargare il raggio d’azione oltre il turismo, oltre l’eventificio, oltre le politiche di branding: occorre cioè costruire oggi quello che rimarrà dopo il 2019, quando le luci dei riflettori si affievoliranno, e l’attenzione inevitabilmente si sposterà altrove. Nel frattempo, godiamocela questa attenzione. Che non capita da tanto tempo, e certamente non durerà per sempre. Anzi magari di tanto in tanto ricordiamoci di ringraziare chi ci ha permesso di arrivare fin qui, pretendendo adesso di continuare ad andare ancora avanti, e non più indietro.

CATALYSTPIANO – VOTO 10

E’ a nostro avviso l’evento che meglio di tutti incarna l’anima di #Matera2019. Costato pochissimo (praticamente zero, se gli abitanti culturali prendessero il sano vizio di evitare di vandalizzare ogni cosa trovano davanti priva dell’etichetta di proprietà privata), ha prodotto decine di migliaia di condivisioni, status, hashtag, sfruttando appieno la potenza dei social. Ha reso plasticamente l’idea che a Matera succederanno cose, e molte delle cose che succederanno, succederanno a Matera. Una molla motivazionale fortissima per venire a vedere cosa diavolo sta capitando da queste parti, e perchè se ne parla così tanto, e così insistentemente (Capodanno compreso)… Ma soprattutto #CatalystPiano ha prodotto decine, centinaia di esperienze individuali e collettive, spostando in alto l’asticella del concetto di cultura, che da erudizione e conoscenza si fa proprio esperienza. A portata di chiunque. Anche di un abitante temporaneo distratto. E scusate se è poco.

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