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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Perchè sta montando silenziosamente il #JeSuisMarino

In Uncategorized on October 10, 2015 at 4:47 pm

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Esiste in Italia un personaggio pubblico, un politico nientemeno, che gode di una certa popolarità, ed è avversato da tutti i partiti tradizionali, nessuno escluso. Un caso più unico che raro, e già per questo interessante.

No, non è Beppe Grillo. Che anzi è pure lui ormai sullo sfondo dei “partiti tradizionali” che a chiacchiere dice di voler contrastare, senza mai cogliere però l’occasione per farlo, e non gliene sono mancate. Difendendosi, senza lottare, solo con lo scudo di un consenso non maggioritario che non gli permette di far nulla. Comodo. Ma sostanzialmente inutile.

Il personaggio in questione è invece Ignazio Marino. Che nonostante limiti oggettivi e imbarazzanti ciondolature, riesce a tenere banco nel dibattito pubblico. Basta guardare un qualunque TG, sfogliare un qualunque giornale, per accorgersi che non gli viene risparmiato nulla. L’obiettivo evidente è metterlo alla gogna, dalla panda rossa a questa parte. Eppure, nonostante lo schiacciante spiegamento di forze a suo sfavore, sia politiche che comunicative, l’uomo ormai praticamente solo, resiste.

Non ha più alleati, mentre non si contano i nemici: dalla destra alemanna, al partito della nazione renziano-verdiniano, alla sinistra piddina e vendolana. Perfino i grillini, che non riescono a distinguere un batterio nocivo da un antibiotico, e fanno di ogni scia chimica un fascio. E nemmeno Possibile di Civati, che pure un minimo appiglio poteva trovarlo, ritiene di poterlo salvare, utilizzando solo l’occasione per lamentare per l’ennesima volta i limiti di un PD dal quale sono fuoriusciti ma dal quale sembra proprio non riescano a prescindere.

Per chi vuole mandare a quel paese in un colpo solo tutta la classe dirigente italiana, l’occasione si fa ghiotta, e Marino potrebbe trovarsi in mano strumenti e argomenti più pericolosi delle presunte agende rosse coi nomi di chi gli ha chiesto favori e raccomandazioni. Perchè se i nemici di Marino sono questi, forse vale la pena fermarsi “ha” riflettere.

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Si avverte poi, ed è forse la novità più interessante, anche un certo superamento della retorica del concetto dell’onestà formale, ruffiana, sbandierata e a tratti perfino volgare. Se la politica è marketing, e lo è, quel tipo di prodotto non vende più, svalutato dalla sua violenta applicazione pratica quando riguarda un avversario, mentre risulta lasciva, permissiva e dalle mille attenuanti quando è rivolta a sè stessi. E vale per la sinistra, quanto per i grillini, che lì dove amministrano e si siano dimostrati onesti e integerrimi, non si sono rivelati automaticamente amministratori efficaci.

Non sappiamo se Marino sia onesto come dice, e come ancora dicono in tanti. Ma se ha tutti contro, e chi gli è contro rappresenta (già) il vecchio, l’italiano drizza le antenne. “Qualcosa qui non quadra”.

Non sappiamo se Marino sia onesto. Ma in fondo cosa si è dimostrato? Che è forse al limite un po’ scroccone. Ma se paga con la carta di credito comunale il conto al ristorante, sarà perchè non ha le tasche piene di “mazzette” di banconote in contanti? L’italiano drizza le antenne: qualcosa non quadra, spiegatemela meglio…

E siamo sicuri che sia in fondo questo il metro per giudicare un politico, un amministratore? No, sembra dire adesso parte (votante) dell’opinione pubblica: tenere lontano la mafia dal comune, val bene una bottiglia di vino bianco. Se il prezzo da pagare per il cambiamento nella Capitale è di 20.000 euro, siamo disposi a pagarlo. E insomma, se Marino infine deve cadere, non deve certo cadere per questo (e peraltro pare che ci sia una spiegazionepiù razionale al “fattaccio”).

Marino quindi esiste ancora, e resiste. Comunque vada a finire la vicenda romana, potrebbe avere risvolti interessanti, sulla strada di quel cambiaverso che gli italiani attendono da anni, e che hanno assegnato ora a destra ora a sinistra, a chiunque si proponesse come la discontinuità. Oggi il cambiamento, reale, fattivo, evidente e imprevedibile come ogni cambiamento dovrebbe essere, sembra passare da una stanza del Campidoglio.

Sarà in grado Marino di sfruttarlo? A giudicare dai polsi tremanti della politica romana, sembrerebbe di sì.

Staremo a vedere.

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