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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Lettera ad un elettore incerto

In Uncategorized on June 12, 2015 at 11:24 am

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Truppe e tifoserie sono schierate. E’ stata una campagna elettorale dura, ma nemmeno troppo. E noi ci siamo impegnati a fondo, e anche divertiti, perché le differenze tra le due offerte politiche emergessero chiaramente e non fossero affidate solo alla pubblicità (quella di TRM ad esempio, del fenomeno che fa cuccuruccù, e dei comizi del centro-destra mandati in onda a ripetizione e senza contraddittorio in barba al rispetto della par condicio. Continuate a chiamarvi professionisti imparziali, vi prego. E non venitemi a raccontare che le trasmissioni sono a pagamento, che valeva per Berlusconi ieri e vale per Tosto oggi: pagarsi la pubblicità equivale a spostarsi i soldi dalla tasca destra alla sinistra).

Abbiamo sostenuto con calore il candidato del nostro partito, come avremmo fatto se la scelta fosse stata altra e parimenti condivisa. Il partito è una cosa seria, e non ci si può improvvisare alleati o avversari a seconda della bisogna. Le battaglie interne si fanno, ma poi si rimane tutti uniti. Ora, dunque, la parola ai cittadini.

Entrambi gli schieramenti hanno pregi e difetti, il che crea una situazione di incertezza. Certo si avverte palpabile in città il desiderio di cambiamento. E pare evidente e quasi paradossale che Salvatore Adduce sia riuscito a fiutare e a cogliere meglio dello schieramento opposto questa esigenza di cambiamento, e rispondere efficacemente. Da questo punto di vista, Adduce ha già stravinto.

Ha parlato di temi e progetti per il futuro, ha dovuto e potuto rispondere sulle scelte politiche compiute nel corso degli ultimi 5 anni, delle cose fatte e non fatte, ha indicato nomi per segnare discontinuità con le logiche del passato, compresa un giunta formata da giovani under 35, ma già capaci professionisti. Peraltro la discontinuità col passato l’aveva già segnata durante il suo mandato con la nomina di Verri e Grima, che tanto hanno dato alla città, pur non essendo materani (ma ancora a questo siamo?).

Dall’altra parte De Ruggieri ha imposto come unico claim quello del “sindaco per bene”, continuando ad attaccare l’amministrazione comunale uscente per denunciarne limiti, mancanze e zone d’ombra. Mai nascoste da nessuno, però, nemmeno da chi scrive. E le stesse peraltro che incontrerà lui dovesse diventare sindaco, perchè governare è operazione un po’ più complicata del leggere una favola ad un uditorio ben predisposto. Ha costretto quindi Adduce a scendere dai temi, per dimostrare che insomma, De Ruggieri tanto tanto bene come si auto-dipinge poi non è, e che pure lui ha fatto attività politica pluridecennale (peraltro negli anni 70-80, i più bui della storia materana), per poi ritirarsi a vita “privata” per campare della rendita accumulata. Nulla di sconveniente, per carità, se non si trovasse sconveniente la stessa cosa addebitandola all’altra parte. Il bue che dice cornuto all’asino, insomma. Infine, affidare il tutto per tutto al comizio semifinale dell’avvocato Buccico, lo stesso azzoppato cinque anni fa per le lotte di potere intestine alla stessa coalizione che ora sostiene De Ruggieri (ben arricchite da tanti gelatai arrivisti e poltronari, ciascuno portatore di un proprio diverso gusto), leader del fu Movimento Sociale, amplificato dalla riverenti casse della tv locale, è una mossa infelice che guarda al passato e non certo al futuro. Nello stesso momento Adduce annunciava la sua giunta smart, e insomma la differenza è palpabile.

Del giudizio su Adduce ho già detto, con franchezza ed onestà. Si può condividerne o meno, ma una cosa è certa: Adduce è lì, il suo operato è sotto gli occhi di tutti. Suo più grande limite – e del Partito Democratico – a mio avviso è stato non curare minimamente la comunicazione durante il suo mandato, lasciando che l’opposizione (anche interna) ne facesse carne da macello, riempendo di fango anche le decisioni più positive (l’operazione mercato lo dimostra: solo un’efficace controinformazione ha impedito che gli sciacalli scaricassero ancora una volta sul sindaco il breve stop subito a causa del ricorso lampo di chi lo voleva ancora a San Giacomo). E spalare poi in un mese 5 anni di fanghiglia, è operazione molto complicata, che però a mio avviso può dirsi sostanzialmente riuscita. Ma non può e non dovrà ripetersi, e vedremo se la misura colmata si rivelerà sufficiente.

Adduce insomma lo conosciamo. Conosciamo anche il Partito Democratico e la coalizione che sostiene il progetto, che come ha detto il segretario regionale Luongo, avrà mille difetti, ma è un palazzo del tutto trasparente: non passano 5 minuti senza che la minima fibrillazione non divenga di dominio pubblico, e il pubblico non possa farsene un’opinione.

De Ruggieri invece chi è davvero? E chi lo sostiene chi è? Quanto è efficace la narrazione di voler attaccare un sistema di potere, se poi lo si vuole solo sostituire con il proprio? Che garanzie ci sono che sia migliore, e non peggiore?

Ricordo a questo proposito la mia stessa insoddisfazione nei confronti della dirigenza PD targata Bersani. Per la smania di cambiamento ci siamo ritrovati Renzi. Per me, una perdita secca di qualità, di possibilità di confronto, di rispetto di posizioni diverse, che sono la principale ricchezza di un partito, non il suo limite.

Rischiamo di fare oggi lo stesso errore. Passare dalla padella alla pentola a pressione, che la soluzione per non bruciarsi, è toglierla dal fuoco, non cambiare contenitore.

In ogni caso, comunque vada, da lunedì Matera avrà il suo sindaco. In bocca al lupo a lui e alla città, e un sincero augurio che sappia prendere le decisioni migliori, le più condivise possibile, per i traguardi ambiziosi che ci aspettano.

A moggj’ a moggj’ all’ann c’ van. Lo spirito del 2 luglio, che è il ritrovato spirito di questa città ormai uscita dal grigiore per esplodere di colore, lo accompagni e ci accompagni, e si riveli motivo di speranza e di fiducia per tutti i materani.

  1. nel confronto di oggi l’avv.era imbarazzato ,la verità fa male

  2. Io sono tra gli indecisi, e sarò sicuramente indeciso fino a domani, ma una cosa non riesco a tollerare: buttare fango sull’operato di Deruggieri, senza il quale forse non saremmo arrivati nemmeno al titolo di capitale della cultura, perchè negli anni 60, mentre DC e PC si scannavano, lui si sporcava le mani per riportare alla luce un patrimonio culturale di immensa ricchezza. Il PD di qualche anno fa era più concreto, adesso è formato da gente molto altezzosa, che prende in giro abbondantemente la gente pensando che questa sia di bassa caratura intellettuale (ho avuto esperienze personali a riguardo, con i signori Cifarelli, Gravela ed Adduce). Avete impostato una campagna elettorale stile Berlusconi, screditando continuamente l’avversario e non apportando prove a riguardo. Di contro, però, nonostante ciò che l’avvocato ha fatto per la città, ci sono persone dietro di lui come Mastrosimone e Santochirico che hanno fatto la bella vita con i soldi dei lucani. Che bello schifo ne uscirà, nella giunta della ECOC 2019…

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