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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

La campagna muta. Se a Venusio si soffoca, in Comune non si respirerà aria pulita.

In #MT2015 - #MT2019 on June 2, 2015 at 6:00 pm

di COSIMO GAUDIANO
militante PD e blogger di D&S

Un fantasma si aggira per Matera e la Basilicata, il fantasma dell’Ambiente. Le votazioni appena concluse sono state distratte da tutti i temi importanti per la città. Se il Lavoro non è un tema che le amministrazioni cittadine possono affrontare “legalmente”, poiché ormai svuotate di tutti gli strumenti organizzativi e regolamentari adatti, e il governo delle necessità essenziali (trasporti, abitazioni e case, etc) è ormai appaltato alle imprese private (con tutti i rischi del caso), l’unico tema che poteva essere affrontato è stato dimenticato o stravolto.
Nella città che viviamo la salubrità dell’Ambiente è diventata una necessità, così come tutte le sue interconnessioni come inquinamento e la valorizzazione della Natura.
Le coalizioni che si sono confrontate hanno distratto il pubblico votante usando slogan, foto di denuncia e telecamere compiacenti. Non solo armi di distrazioni di massa, peggio: la rinuncia deliberata ad affrontare l’unico tema rimasto alle amministrazioni comunali per rispondere alle esigenze di tutta la città, o almeno di pezzi consistenti.
Il futuro delle poche industrie di materiali da costruzione non è forse nell’interesse di tutti? La ristrutturazione dei trasporti pubblici e parcheggi?
Neanche la salute è un tema simbolico degno per il 2019. Non vogliamo neanche aggiungerne altri alla discussione. Bastano questi.
Prendiamo atto di una campagna elettorale di basso livello, in cui la famiglia di appartenenza era l’unica bandiera e motore delle decisioni. La sovramoltiplicazione di liste e candidati ha importato un metodo napoletano di scelta. Le discussioni e i confronti sono stati castrati da questo metodo, il familismo amorale non ha più contrappesi e dilaga. Con esso muore la salute collettiva e la coscienza del valore della discussione.
Se a Venusio si rischia di soffocare di petcoke o in via Dante di smog lo si deve anche alla campagna elettorale muta, sterile. Le telecamere che filmano o denunciano non hanno voluto approfondire. Basta la superficialità per avere pubblicità.
La scelta industriale fatta da Ila Valdadige, quella di avere le mani libere per bruciare indifferentemente metano o sottoprodotti petroliferi, ci mette davanti alla scelta: queste industrie possono ancora avere un futuro a Matera o in altri pezzi della Basilicata?
Se negli uffici regionali la questione è stata decisa (a favore della libertà di impresa e inquinamento), nella campagna elettorale non è neanche entrata. La parola d’ordine è stata: le decisioni che non portano voti non entrano.
Se a Venusio si soffoca (regolarmente), in Comune non si respirerà aria pulita.

Neanche con le promesse tardive dei prossimi 15 giorni.

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