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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

De Ruggieri e la Fondazione fondata coi soldi nostri

In #MT2015 - #MT2019 on May 11, 2015 at 10:37 pm

Alla Conferenza stampa sul Duni il candidato sindaco del centrodestra Raffaello De Ruggieri propone che a guidare il nuovo Duni sia una Fondazione. Toh, che combinazione. Non meraviglia affatto: lui di fondazioni se ne intende. Sopratutto se fondata con soldi altrui…

E’ il gestore infatti di una potente fondazione materana, che si occupa della diffusione dell’arte e della cultura. Ma credo che in pochi sappiano come è nata. E vale forse la pena di raccontarlo: siamo venuti in possesso di una testimonianza diretta e di un documento eccezionale, ormai quasi perduto: lo statuto dell’associazione Zetema, prima che fosse trasformata in fondazione. Raccontiamo questa storia come ci è stata illustrata, disponibili ad approfondirla con i diretti interessati, perché crediamo che sia interesse generale, alla vigilia di uno snodo importante della nostra storia, fare quanta più chiarezza possibile sull’offerta in campo. Ma procediamo con ordine.

Siamo nel 1988, quando nasce un’associazione culturale. La chiamano Zétema e si prefigge di tutelare e rendere fruibile il patrimonio culturale della città di Matera.

Fin qui nulla di male. Ma non è la solita associazione fondata da 4 amici al bar.

L’associazione nasce per legge regionale (la n. 4 del 23.07.87, in quel periodo Raffaello De Ruggieri era casualmente consigliere regionale) e i soci fondatori sono soggetti pubblici: la Regione Basilicata, la Provincia di Matera, il Comune di Matera e il Formez (un’associazione governativa che si occupa di formazione nella pubblica amministrazione). Viene casualmente nominato Presidente proprio il consigliere regionale Raffaello De Ruggieri.

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L’associazione si presenta dunque come singolare strumento per la valorizzazione dei nostri beni culturali. Il punto è che per non fare solo filosofia, questi soggetti si impegnano da subito a versare una pesante quota associativa: 250 milioni di lire. A testa. All’anno. Bei soldoni già oggi, figuriamoci all’epoca. Stando agli indici ufficiali, l’equivalente di quasi 280 mila euro (rivalutati per tener conto del costo della vita). A testa. E all’anno.

Una tessera piuttosto costosa: in 4 fanno un miliardo di lire (1,1 milioni di euro di oggi, rivalutati) tondo tondo. All’anno, appunto.

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Un bel patrimonio, insomma.

Peraltro, furbamente, l’articolo 1 dello statuto dell’allora associazione Zétema, dopo aver quantificato il dazio, prevede pure che i soci inadempienti saranno immediatamente e senza appello dichiarati decaduti, se non versano nelle casse quanto promesso (vedi immagine sopra).

Cosa che infatti avviene dopo qualche anno. Non sappiamo perché (qualcuno sussurra che l’associazione Zétema, guidata dal giovane cinquantenne avvocato De Ruggieri, a parte acquistare BOT e CCT con i soldi incassati, stenti a fare attività di rilievo), ad un certo punto gli Enti fondatori cessano di versare le quote. Decadendo quindi automaticamente da soci, e lasciando il solo De Ruggieri a gestire il qualche miliardo di lire (qualche milione di oggi, sempre rivalutato) nel frattempo raccolto e che non può essere restituito. Quanto, esattamente, non sappiamo dire; dal momento che, tradendo i principi della trasparenza, sul sito della fondazione non c’è traccia di bilanci pubblicati per desumerne l’esatto ammontare del patrimonio della Fondazione

Ma il colpo di genio arriva nel 1998, a dieci anni dalla costituzione. Con i conti correnti zeppi di milioni, e con una semplice delibera dei soci sopravvissuti dopo la decadenza dei soggetti pubblici, si trasforma nottetempo l’associazione in fondazione. E Zétema comincia finalmente e magicamente a vivere. Solo che, nel frattempo, i soggetti che la guidano sono ovviamente molto cambiati.

Il nuovo Statuto prevede infatti che i membri del consiglio di amministrazione sono 5: il sindaco di Matera, e un delegato del Ministero dei Beni Culturali; e poi 3 membri (la maggioranza, quindi) che sono: un membro designato dall’associazione “Amici di Ortega”, un membro designato dal circolo “La Scaletta” e il sig. Raffaello De Ruggieri.

Qualcuno potrebbe obiettare che insomma, i tre membri di maggioranza siano molti vicini a De Ruggieri. Ma per togliere ogni dubbio, lo statuto indica direttamente lui come membro a vita. E peraltro, come si può leggere sullo statuto nel sito della fondazione, al momento della successione potrà ereditare la carica qualcuno indicato nel testamento di De Ruggieri. Quindi anche un membro della sua famiglia, non essendo quella poltrona occupata in rappresentanza di nulla, se non di sé stesso.

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Insomma, una vicenda piuttosto strana, sulla quale attendiamo chiarimenti.

Stando alla lettera, sembrerebbe leggere di una Fondazione “di famiglia” messa su con soldi pubblici. Storie della prima Repubblica, si dirà, morte e sepolte in un passato ormai lontano.
Un passato che però si sta risvegliando, e bussa ancora alla nostra porta.

Il nostro blog è aperto per ospitare eventuali repliche.

AGGIORNAMENTO DEL 09.06.2015
Oggi viene pubblicata una nota che vi riportiamo integralmente. Una nota che però a nostro avviso gira intorno al cuore dell’argomento, che riguarda la trasparenza della gestione. Le nostre domande, pertanto, rimangono le stesse:

5 domande

  1. inquietante..ora è intuibile tutta questa attenzione per mettere le mani nella marmellata di 2019..

    • Saranno puliti cifarelli e addux che schifo il pd e davvero ridotto alle pezze. Viviamo in una città al collasso e vogliamo ancora difendere addux tanto per stare bene ai materani basta il Coderdojo o quella farsa di opendata dove come open hanno messo tutti dati di pubblica inutilita’ Apriamo gli occhi o saremo vittime di Open Future e tutte queste bojate paravento per sporchi giochi politici

      • mai che questo enzo neanche tanto sconosciuto sia capace di rispondere nel merito. Ha l’ossessione di Adduce e di Cifarelli. Evidentemente non è piu abituato a stare ai piani alti e così si spiega tutto questo livore.

        • De Ruggeri e sinonimo di cultura quella cultura che manca a cert lestofanti del pd con un curriculum lavorativo in bianco e che campano solo con i nostri soldi e che sanza la politica sarebbero dei disoccupati visto che hanno competenze pari a zero. Mascherando tutto con questa formula dell’innovazione innovazione inutile che non porta vantaggi ai cittadini. Parlano difficile con parole di cui nemmeno conoscono il significato- Coderdojo docet !!

          • rispondere nel merito, Enzo, nel merito! ti devo fare un disegnino?

          • Carella cosa in tende per merito. Per zetema non vedo nulla di illegittimo o illecito. Alzare polveroni inutili per coprire scheletri targati pd mi sembra un gioco davvero sporco vogliamo parlare del mulino alvino o del tanto decantato bike sharing di addux mai entrato in funzione. Fiumi di soldi pibblici buttati senza cavarne nulla. E poi i cattivi e gli eretici sono quelli che vedendo lo sporco del pd hanno preferito candidarsi con altra lista. Prima di sollevare polveroni accertatevi di quello che scrivete

          • Anche i Rolex del figlio di Lupi non sono illeggittimi. Ma si è dimesso per una questione che si chiama “morale”. Riguarda anche altri? Sicuramente. Ma non si risponde come Craxi: così fan tutti. Fece una brutta fine con quella risposta.

          • Non mi sembra intelligente da parte tua rispondere parlando di soldi pubblici gestiti privatamente, visto il contenuto dell’articolo.

  2. Brividi…

  3. A proposito di cultura: ma vogliamo mettere l’accento sulla e?

  4. Fino a prova contraria, Roberto Cifarelli ha una assoluzione (richiesta persino dal PM) completa per il reato più grave e, essendo gli altri reati minori riconducibili al primo (per cui è stato assolto), il giudice ha dichiarato prescritti gli altri sei capi d’accusa. Roberto ha atteso quasi dieci anni prima di riaffacciarsi alle elezioni, che ha vinto con il maggior suffragio tra i candidati in Basilicata. Il Sindaco Adduce non mi risulta che sia coinvolto in faccende giudiziarie. Chiedete, piuttosto, ai vari Viti, Santochirico, Mastosimone, Tosto & Co. se risultano coinvolti e/o condannati in faccende giudiziarie.

  5. Vi meritate Grillo. Anzi, no: Adduce.

  6. […] senza contare che, al di là di come se la raccontano, da quella parte c’è qualche scheletro nell’armadio di troppo. E loro unico obiettivo sembra essere ritornare ad avere il monopolio della gestione del […]

  7. […] Ha costretto quindi Adduce a scendere dai temi, per dimostrare che insomma, De Ruggieri tanto tanto bene come si auto-dipinge poi non è, e che pure lui ha fatto attività politica […]

  8. […] e collaborazioni esterne che riguardano la “nostra” (si fa per dire) fondazione Zetema, già nota ai lettori di questo blog, e certamente a tutti i cittadini materani, essendo la fondazione […]

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