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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Il punto sulle elezioni comunali a Matera, ad una settimana dalla presentazione delle liste.

In #MT2015 - #MT2019 on April 26, 2015 at 10:46 am

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Mi pare che il quadro si vada sufficientemente delineando, ed è quindi possibile poter cominciare a fare alcune considerazioni, se pur parziali, e ovviamente soggettive.

1) Nonostante le lacune, la timidezza, diciamolo pure: l’inadeguatezza del PD locale nel guidare efficacemente la politica, frutto di una classe dirigente diffusamente incapace di elevarsi e di rigenerarsi, salvo rare ma comunque presenti eccezioni (e comunque più numerose qui che in ogni altra area politica locale), lo schieramento a sostegno della riconferma di Salvatore Adduce alla guida del Comune di Matera, disegna un quadro sufficientemente chiaro ed identitario. Pur rinnovato grazie all’allontanamento dei molti negazionisti, che in questa consiliatura ormai al termine
hanno ostacolato più che agevolato il lavoro dell’amministrazione comunale, alcune volte con merito, molte altre per puro spirito di contraddizione e di piccolo interesse di bottega, affidare la guida del Comune alla stessa compagine che ha di fatto creato le condizioni per una clamorosa e definitiva svolta economica della nostra città, appare cosa saggia. Il rischio di riazzerare tutto, di assalire il carro del 2019 per trasformarlo in carrozzone, è molto maggiore dei possibili ed eventuali benefici. Anche perché, a conti fatti, questa amministrazione ha messo a segno molti punti, soprattutto nell’ultima fase, nella quale si è assistito ad una vera e propria accelerata, con molti progetti (viabilità, capitale europea della cultura, rilancio del trasporto pubblico, mercato) che sono andati finalmente e con successo in porto. Con altri (rifiuti, discarica, verde pubblico, strutture sportive, ztl, gestione dei grandi eventi, parcheggi) in parte avviati e in parte da completare. Alcuni nodi, pensiamo ai quartieri periferici, pensiamo ai Sassi e al loro ruolo e identità, necessitano invece di una spinta che vogliamo imprimere noi per primi.

Non secondariamente, e qui so di non essere in linea con il sentiment della Nazione, ma chi se ne frega: chi sta con Adduce prova a difendere un’idea di politica mediata, ragionata, identitaria con i valori di quel centrosinistra ormai scomparso dai radar della politica nazionale, stretta dall’abbraccio mortale di Renzi a Berlusconi. Scusate se è poco (piuttosto, qualcuno glielo dice a Civati e ai suoi colonnelli? Grazie).

2) dall’altra parte, e parlo del carrozzone Matera 2020, si assiste invece all’assalto all’arma bianca al sesto piano. Talmente disperato, da arruolare chiunque abbia nel mirino Adduce. Talmente imbarazzante, che pare saranno costretti a nascondere i simboli dei partiti di centrodestra dietro finte liste civiche per non turbare gli ex piddini (si parla di Viti, Santochirico e di alcuni – ex? – civatiani materani) che hanno trovato largo posto nel carrozzone. Peraltro, l’odio personale verso la persona del sindaco pare essere la sola cosa che li tiene insieme. Facile prevedere che, in caso di vittoria elettorale, imploderebbero nel giro di pochi mesi, mettendo a repentaglio tutto quanto finora faticosamente conquistato dalla città. Oppure si paralizzerebbero in un immobilismo ancora più pericoloso, proprio ora che tanti passi in avanti sono stati incontestabilmente fatti. Emblematica la vicenda del più grande teatro materano, il Duni. Appena chiuso dai suoi proprietari, che non riescono a trovare una linea comune per la sua gestione, in Matera 2020 sul problema si procede in ordine sparso, con alcuni che da tempo puntano al recupero delle strutture esistenti, mentre altri – compreso il candidato sindaco – che vorrebbero al contrario costruire teatri e strutture nuove… E se a loro il rischio paralisi sembra non interessare granché, a noi interessa eccome: non vogliamo ritornare indietro di cinque anni; vogliamo ripartire dal punto in cui siamo, oggi, e provare ad andare ancora più avanti.

3) Tortorelli ha messo su un comitato elettorale di tutto rispetto. A parte l’epic fail sul mercato, a parte i brutti manifesti con il pollice alzato (che sembra voler minacciosamente sostituire l’ombrello di Cipputi), a parte una identità “politica” di non primissimo pelo, la sua candidatura sembra rispondere a logiche personali o di “corrente” troppo evidenti per impensierire i due principali contendenti. Il classico terzo incomodo che punta a fare l’ago della bilancia. Vedremo se avrà modo e maniera di esercitare questo ruolo, e come, al ballottagio.

4) Stesso discorso vale per i velleitari ma pur sempre rispettabili tentativi di Materdomini e Vespe, a cui vanno i nostri auguri per una serena e proficua opposizione, alla quale sembrano rassegnatamente puntare ed inevitabilmente destinati.

Insomma, le truppe sono ormai quasi tutte schierate. Disegnano una situazione di sostanziale equilibrio. E forse allora per la prima volta la differenza la faranno le migliaia di elettori liberi. Quel voto di opinione finora sempre snobbato e sottovalutato. Vincerà, forse, chi saprà parlare non alla testa o alla pancia delle persone, ma al loro cuore. Sono loro – giustamente – sempre più lontani da una politica che li ha considerati nel migliore dei casi una rogna ed un ingombro di cui liberarsi, che saranno chiamati a sciogliere il nodo, e a decidere quale futuro meritano.

Un appunto infine su Matera2019.
Il discorso sul merito del risultato è davvero vuoto e provinciale: gli amici del sindaco esaltano il suo ruolo e merito nella vicenda; i suoi nemici lo assegnano invece tutto alla mobilitazione della città, alla sua bellezza, alla sua storia. La verità è evidentemente da qualche parte là in mezzo, tra i due estremi. E, comunque, non ci interessa granché.

Ci interessa invece notare e far notare il senso del percorso che Adduce ha voluto mettere in campo per conseguire questa vittoria, e che, cambiando cavallo, rischiamo definitivamente di perdere. La candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura ha coinvolto davvero tutta la città. Anzi la Regione, anzi tutto il Meridione. E ora l’intera Italia. Adduce è stato su questo realmente e intelligentemente aperto ed inclusivo. E non vi è dubbio alcuno che continuerebbe ad esserlo anche qualora venisse confermato.

Talmente inclusivo, che non ha avuto remore ad includere anche i suoi attuali avversari ed oppositori: De Ruggieri e Tortorelli sedevano infatti entrambi nel Consiglio di Amministrazione del Comitato di Matera 2019; Tosto (patron di Trm) ha strappato generosi contratti come media partner dell’evento.

Siamo sicuri che a parti invertite si garantirebbe altrettanta apertura e inclusione?

Scusate se, su questo, abbiamo i nostri seri, profondi e, dico anche, fondati dubbi.

Matera 2019 rischia di essere di nuovo un vantaggio per pochi, soliti noti.

E invece deve continuare ad essere di tutti.

[Continua…]

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