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L'olio di LoRenzi

In Politica Italiana on November 13, 2014 at 8:01 pm

L’estrazione di petrolio in zone densamente popolate, e con altre risorse in gioco che rischiano di essere fagocitate e annullate dal mostro nero (penso prima di tutto all’acqua), non è tema che possa essere lasciato ai diktat del Presidente di turno, o agli umori della piazza.

Ma è evidente che i timori della piazza vanno raccolti; così come i temi del Presidente vanno ascoltati.

E’ vero infatti che finora la classe dirigente lucana è parsa svolgere piu che altro un ruolo da “piazzista”, in cui il migliore è chi resce a vendere meglio la risorsa petrolio. E solo su questo pensa che il proprio lavoro sarà giudicato.

Invece questo rivela l’inadeguatezza di chi (da una parte o dall’altra) non ha capito che la partita si gioca soprattutto sull’analisi costi benefici a lungo termine, che non può essere svolta esclusivamente in termini monetari; o, come credo io, lo si è capito fin troppo bene, ma ci si è scioccamente lasciati convincere che l’unico ruolo giocabile sia appunto quello del bravo venditore, non anche invece del saggio regolatore.

Ed è questo, credo, che manca di più: manca il coraggio alla nostra classe dirigente; manca l’autorevolezza per esercitare quel ruolo di “padre” di cui fidarsi, anche se non si condividono opinioni e decisioni; manca la determinazione di prendere per mano una Regione e dire che salute ambiente vengono prima di qualunque cifra si fosse disposti a pagare, sbattendo se serve anche i pugni sul tavolo.

Quel tavolo che, peraltro, con l’articolo 38 dello Sblocca Italia ormai legge, adesso non c’è nemmeno più.

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