Close

Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Non ti confesso più.

In Economia e Sviluppo, Idee, Marketing e Società, Politica Italiana, Politica lucana, Uncategorized on April 7, 2014 at 10:32 am

Capita, a volte capita.

E’ capitato, e capiterà altre cento, e mille volte.

Persone che ti guardano, si congratulano, ti dicono “bel lavoro stai facendo” e ancora “ci vorrebbe più gente come te”. Bene, dico, siamo in tanti, dico, possiamo cambiare, dico. Se basta volerlo, e lo vogliamo, possiamo farcela. Facciamolo.

No, non possiamo. Perchè dopo le strette di mano, le pacche sulle spalle, ti confessano che insomma, i tempi non sono ancora maturi. Qualcuno c’ha famiglia. Qualcuno con la politica indirettamente ci campa, e sai mai… Comunque bravo, mi dicono, tieni duro. Noi siamo onesti e aperti al cambiamento come voi. Però…

Però loro continueranno a sostenere, votare e far votare lo storico capobastone. E nulla cambierà. Mai.

Per fare i soldi in questa società, ci vogliono i soldi. Per avere potere, ci vuole potere. Non c’è niente da fare. E il potere non si costruisce, non si prende. Non qui almeno: se fai il bravo, qualcuno te lo passa.

“Ma è l’ultima volta”.

Certo. E’ sempre l’ultima volta. Ma ci sarà ancora una promessa, un’apertura di prospettiva, un cenno, un occhiolino, che ti terrà attaccato morbosamente al mondo dal quale la tua anima ti chiede di scappare.

Ma tu non l’ascolterai. Hai famiglia. Un lavoro. Temi di perdere tutto. E trovarti, magari, come noi: disoccupato, precario, senza prospettive, a urlare alla luna. Non te lo puoi permettere. E quindi, sarà per un’altra volta. Quando qualcun altro avrà deciso che è il momento, sarà quello il momento.

Vedi caro impavido amico: io non ti confesso più. La strada giusta te l’abbiamo indicata. Sta a te percorrerla. Certo, ci vuole coraggio. Come ogni volta che lasci qualcosa di certo per incontrare l’incerto. Forse perderai qualcosa, ma più probabilmente ne guadagnerai.

No, non è una promessa. Non è la stessa musica con la quale sei stato allattato e cresciuto. E’ solo lo spietato e cinico calcolo che si fa quando capisci che le nostre risorse, moltiplicate per mille se la politica si toglie di mezzo e libera le energie – che già ci sono, non dobbiamo inventarci nulla – divise con uguaglianza e merito, sono sufficienti a farci dire: “io sto bene”.

Io sto bene. Non me ne vado. Questo vorrei sentir dire alle migliaia di ragazzi che ogni anno lasciano la loro terra per non tornare più.

E a te, mio poco coraggioso amico, o compagno: io non ti confesso più.

I tuoi peccati, le tue millemila scuse per conservare tutto com’è, d’ora in poi vai a raccontarli a qualcun altro.

Un abbraccio.

NC

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *