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Se Civati a Renzi votasse sì, chi se ne frega…

In Politica Italiana on February 21, 2014 at 2:02 pm

Il malessere di Civati dentro questo PD, che mente, complotta, scala il potere, fa accordi col diavolo, è reale. Non è tattico, non è orgoglio ferito. Ed è il nostro.

Ora però, occorre essere pragmatici: votare contro il segretario significa arrendersi alla sua forza, abbandonare il campo, e lasciare che ex comunisti ed ex democristiani portino a compimento il loro progetto: rifare la DC, e umiliare quegli scampoli di VERA sinistra ancora presenti, spacciando e vendendo per sinistra una insipida minestra riscaldata.

Ok, se così fosse, ci sarebbero praterie da cavalcare. Ma non è questo il tempo, non è ancora il momento; restare e dimostrare che un partito con la P e la D maiuscola è possibile, comunque si chiami, è un dovere. Lo hanno capito in tanti, ma non ancora tutti, cosa sarebbe un PD civatiano.

Quindi andrò (andremo) a Bologna a chiedere a Pippo di restare nel PD. Di non disperdere le energie che abbiamo messo in campo finora, e il progetto al quale abbiamo creduto. Portarlo fuori è sempre possibile, e Renzi non mancherà di darcene occasione.

E se questo significa votare sì al suo governo, chi se ne frega. Lo hanno voluto quasi due milioni di italiani, dopotutto.

Certo, sarebbe una liberazione, una soddisfazione. Ma noi siamo più importanti.

Non lasciamo il PD a questa gente qua: ce la possiamo ancora fare.

Crederci e soffrire. Siamo di sinistra, dopotutto.

  1. Comprendo il tuo malessere, che poi è comune a tutti coloro che hanno condiviso il progetto di Civati e a Civati stesso. Se restiamo dentro, riusciremo a smuovere qualcosa? Si può recuperare terreno, laddove ora ci sono solo spostamenti di massa verso il segretario? Queste sono le domande cruciali. A volte sono scoraggiata da ciò che vedo e da come in realtà non ci siano idee e progetti che tengano: nel PD ci si muove verso il cavallo vincente, con una disinvoltura impressionante. Oggi leggendo il post “L’Oleandro” sul Blog di Pippo, mi sono commossa. Ecco il punto: le minoranze. Dentro o fuori? Per carattere non mi piace mollare e alla fine, per molti versi, è meglio essere minoranza, si è più liberi di esprimere le proprie idee. Al massimo ti bollano come l’idealista o ti accusano di eccessivo “purismo”.

  2. Magari l’obiettivo intermedio non è cambiare tutto e subito, ma costruire l’alternativa. E per farlo: o hai tanti soldi e mezzi, o hai tempo. A noi non rimane che il tempo.

  3. certo che siete forti… per una volta che Civati finalmente sembra avere le palle , voi gliele volete tagliare così?
    Ancora una volta dimostrate che per voi non conta la coerenza con se stessi e il rispetto al vostro elettorato
    E più importante mantenere la poltroncina vero?

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