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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

E @tommasolabate no no no.

In Politica Italiana on February 14, 2014 at 12:50 am

Devo riconoscere a Tommaso Labate una certa onestà intellettuale. A differenza dei pennivendoli nostrani, le cui opinioni vanno un tanto al chilo, capita spesso di trovarsi d’accordo con le riflessioni del nostro. Per questo non riesco a capire il senso delle uscite odierne.

Nel suo post di oggi spara questa frase, per dimostrare che Renzi, porello, è stato costretto suo malgrado ad assumersi la grave responsabilità di guidare il nuovo governo:

A quelli che “mica ora, Matteo doveva aspettare l’approvazione dell’Italicum e solo dopo andare al voto” non vorrei neanche rispondere. Ma, se proprio si deve rispondere, lo si può fare con una domanda. Ma davvero pensate che Berlusconi confezioni una qualsiasi riforma che mandi Renzi a Palazzo Chigi? Davvero pensate che il Cavaliere, che ha alle spalle una quindicennale esperienza di tavoli imbastiti e poi fatti saltare, – per citare Enrico Letta – “ci abbia scritto in testa Jo Condor”?

Non vorrebbe rispondere, dice. E dovrebbe invece. E quando abbozza una risposta, si arrampica su superfici riflettenti e scivolose. Renzi, sintetizzo, non poteva aspettare l’approvazione della legge elettorale perché Berlusconi avrebbe fatto saltare il piatto. Embè? Tutto qua? Questo è il massimo della riflessione che riusciamo a tirar fuori per sbarrare la strada all’unica soluzione sensata per questa legislatura nata sbilenca, che non può essere raddrizzata se non dal voto popolare?

Mah, io ci metterei un po’ più impegno. Perché, per dire: se non ci si fida di Berlusconi per una legge elettorale, la cui possibilità di essere o meno approvata può essere verificata in poche settimane, andarsi a mettere nelle sue mani, o nelle manine di Alfano, andandoci (anzi continuando)  a fare un Governo insieme, non mi sembra una gran furbata. Tanto più che la solidità della costruzione sulla quale si poggia il futuro governo potrà essere giudicata solo fra diversi mesi. Facendo perdere al Paese, se le cose non andassero per il verso giusto, ulteriore tempo. Fra diversi mesi per modo di dire, ovviamente: soltanto un orbo potrebbe far finta di non vedere che nell’ultimo anno solo per miracolo la maggioranza non è franata almeno una volta al mese.

Per concludere, una postilla su un apparente innocuo tweet del nostro:
tweet

Per non essere un commentatore politico di primo pelo, Labate dovrebbe ben sapere che dietro quell’apparente voto bulgaro ci sono distiguo, ma e se, che sono tutti da verificare. E che sono potenziali micce di altrettanti crisi che Matteo Renzi, diventato premier, si troverà a dover affrontare.

Insomma Tommaso: capisco il tuo entusiasmo: con Renzi avrai parecchio lavoro da sbrigare, i retroscena non mancheranno di certo; si moltiplicheranno articoli e ospitate. Ma non lo condividiamo.

A parte Civati, questo “nuovo” PD targato Renzi è vittima della stessa identica ipocrisia di fondo che ha spazzato via il buon Bersani dalla segreteria. Delle stesse lotte di potere che hanno fatto emergere i 101. Delle stesse identiche cose che abbiamo avversato e combattuto dallo scorso aprile in poi, mettendoci faccia, gambe e cervelli.

E che, presto o tardi, falcerà anche Renzi, c’è da scommetterci.

Povero lui ma, soprattutto, poveri noi.

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