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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

#Renzi non lo fare.

In Politica Italiana on February 12, 2014 at 9:58 am

repubblica

La stampa dà per scontato quello che il solo Civati denunciava senza ipocrisie nei giorni scorsi, e che tutta Italia aveva intuito che sarebbe successo prima o poi, già dal 9/12. Ma ipotizzando libere elezioni, nelle quali Renzi avrebbe potuto legittimamente misurare il proprio consenso ed arrivare trionfalmente dove ambisce arrivare.

La vicenda sta invece prendendo in queste ore una strana piega: Renzi pensa di arrivare a guidare il governo saltando le elezioni. Nessuno poteva prendere in considerazione un’ipotesi del genere per una banale considerazione: lui l’ha sempre escluso. A parte un paio di giorni lo scorso anno, quando il suo nome fu in ballottaggio con quello di Letta, e ci rimase fino a quando qualcun altro non lo depennò, non certo per sua esplicita esclusione.

Renzi ha passato gli ultimi due anni a raccontare di essere il nuovo e il meglio, e gli ultimi due mesi a fabbricare un percorso che potesse confermare agli italiani che in effetti era proprio così. Quest’ultima parte non dev’essergli riuscita granché bene, o magari s’è accorto che così continuando, anche grazie alla legge elettorale che ha tirato fuori dal cappello, la strada per Palazzo Chigi potrebbe essergli sbarrata per sempre. A questo punto: meglio l’uovo oggi o la gallina domani?

Caro Matteo: scegliere la scorciatoia e farsi consigliare dal proprio ego, non è mai una buona cosa. Questo governo che ti appresti a guidare nasce sotto i peggiori auspici. Lo so, a te piacciono le sfide. Ma andare a sbattere a duecento all’ora contro un muro di cemento armato non è una sfida pericolosa che mette i brividi: è una cazzata.

Dimentichi (o fai finta di non ricordare) una cosa fondamentale: il Parlamento resta il medesimo dell’anno scorso. Stessi numeri, stesse facce, stessa spiaggia stesso mare, dove pensi di andare? Nessuno mette in dubbio le tue potenzialità, ma perchè sprecarle così?

Questo è lo stesso Parlamento dei 101. E’ lo stesso Parlamento dove se devi cercare una maggioranza, devi chiedere il permesso a Berlusconi. O a Berluschino (Alfano), se ti accontenti di vivacchiare. E’ lo stesso parlamento in cui i grillini saltano sui banchi pronti a fare propaganda sul nulla. Ed in un Paese con il mal di pancia sempre più forte, rischi di farti fregare, se non hai la certezza di portare a casa qualche risultato utile, ed in brevissimo tempo. E quindi: #Renzipremier sì. Ma prima fai pulizia, e punta a mutarne le condizioni di fondo.

Caro Matteo, non accontentarti delle briciole. Non accontentarti dell’uovo oggi, immaginando che covandolo abbastanza a lungo, possa venirne fuori un fiero galletto domani. Il giochino era già stato tentato da D’Alema tempo fa. Con miseri risultati. E pure partiva con un vento anche più favorevole. Sono stanco di vedere il mio partito che gioca sempre in difesa, e di rimessa. Ti sei presentato come un grande goleador, e ora ti metti a fare il terzino? Non si può proprio sentire…

Caro Matteo, lascia perdere. Fai l’unica cosa sensata: prendi atto che in questo Parlamento non ci sono le condizioni per fare riforme e per trovare una strada chiara e netta per questo Paese alla quale dedicarsi per una intera, o anche due legislature (l’unica alternativa teoricamente possibile, una collaborazione con il Movimento, si è rivelata di fatto impraticabile – anche per errori ed orrori del PD). Disegna una mappa per ritornare al voto e ridare la parola agli italiani.

Lo diciamo da un anno, e abbiamo perso anche troppo tempo a immaginare e sognare percorsi alternativi, ma alternative non ce ne sono. E il fallimento di un #RenziPremier non ce lo possiamo proprio permettere.

Non puoi permettertelo tu, ovviamente. Ma non può permetterselo il PD, che dopo la sbornia delle primarie, si risveglierebbe con un tremendo mal di testa.

E non può permetterselo il Paese. Perché se un PD in piena forma fatica a contenere la destra, siamo sicuri che un PD stordito glielo consegnerebbe con un fiocchetto rosso.

E’ questo il film al quale stiamo assistendo.

E sappiamo già come va a finire.

 

  1. Lo ha fatto… io sempre più lontano dal PD e vicino al partito del non-voto… Ciao.

  2. Non ti biasimo. Ci vuole fegato per restare. Ma bisogna restare. Ciao.

  3. è gusto quello che scrivi. Renzi si prende un rischio enorme e rischia di arrivare alle prossime elezioni logorato…. tuttavia mi sembra che Renzi abbia il coraggio che Letta non ha avuto e che gli potrebbe consentire di impugnare il coltello dalla parte del manico ed invertire i ruoli degli attuali protagonisti della scena poltica. Letta ha subito il diktat di berlusconi e del NCD (vedi IMU su tutto) e, per paura di perdere la poltrona, si è (quasi) sempre piegato, di fatto paralizzando l’ azione di governo. Alfano ha detto che non voterà politiche di sinistra. Renzi allora potrebbe evitare di prendere provvedimenti chiarimenti politici e proporre un pacchetto di riforme forte sulla corruzione e l’inefficienza della pubblica amministrazione e magari anche una piccola rimodulazione delle tasse. Se va bene si accrediterà come l’uomo delle riforme e sa va male potrà dire di averci provato e agli altri non resterà che prendersi la colpa del fallimento.

    • Ma il problema non è di responsabilità. E’ chiaro che Renzi se ne prende; ma intanto, dividendole con l’intero partito: se il segretario ha una linea, e sbaglia, sbaglia tutto il PD (e ne pagheremo le conseguenze… con un passaggio elettorale sarebbe stato divers)o.
      Poi: l’impianto del governo resta lo stesso, ed è quello che criticavamo a Bersani un anno fa. Io non credo che Renzi sia meglio di Letta, o di Bersani; anzi. Ma anche se lo fosse, sono le condizioni a rendere impossibile portare a termine le riforme che servono a questo Paese.
      Il problema degli italiani è sempre questo: pensiamo che a risolvere tutto ci penserà superman. Se ti va bene, ti becchi un Renzi; se ti va male un Berlusconi; se ti va malissimo ti tieni un Mussolini.
      Se la finissimo di aspettare un deus ex-machina e capissimo che tutto si risolve banalmente con la POLITICA ( che non è il tetrino che va in onda nei tiggì, sia chiaro) cambiamo il mondo nel giro di 5 anni. Mica solo il verso.

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