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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Tanto vince Renzi.

In Politica Italiana on November 21, 2013 at 10:10 am

Scrivo questo post per legittima difesa. È lungo, lo so, ma ieri ho dovuto passare, come altri, l’intera giornata a difendere Pippo da attacchi di ogni genere sulla vicenda Cancellieri, tra falsità e ricostruzioni parziali, cercando di ristabilire un minimo di verità storica che i media tendono a distorcere spostando una parola o semplificando eccessivamente.

Ad esempio, tre giorni fa laRepubblica, spudoratamente schierata per l’elezione di Matteuccio a segretario PD (con la nobile motivazione che un giorno Scalfari lo incontrò, e non lo trovò affatto antipatico come pensava – giuro, l’ha scritto) titolava in prima pagina qualcosa del tipo: Renzi sfiducia la Cancellieri, anche Civati si accoda.

Posso solo immaginare cos’abbia provato Pippo che in quelle stesse ore scriveva la mozione di sfiducia e cercava le firme in Parlamento e nel gruppo PD col lumicino, mentre Renzi solennemente e solamente dichiarava: “Se fossi la Cancellieri, mi dimetterei”. Beh, non è proprio la stessa cosa.

Passa un giorno, e Pippo decide che se i quattro candidati segretari, tra i quali vi è certamente il prossimo, hanno tutti dichiarato più o meno convintamente che la Cancellieri dovrebbe andar via dal governo, vi sono i margini per passare dalle parole ai fatti, e propone al PD di presentare una mozione di sfiducia individuale.

Mi è subito evidente il tentativo di provocare una discussione su una linea politica all’interno del partito, dopo otto mesi di decisioni calate dall’alto e ratificate da 400 parlamentari pagati per cercare soluzioni ai problemi, e di fatto invece utilizzati solo per alzare la mano e prendere atto di qualcosa.

I fatti che seguono sono noti. Vista la mal parata, Letta piomba in Assemblea e blinda il Ministro, dicendo che se il PD sfiducia la Cancellieri, di fatto si sfiducia anche il governo. Apriti cielo.

Cuperlo, che era il meno convinto dei quattro, coglie la palla al balzo e dice che non se ne fa più niente perchè la stabilità del governo viene prima di tutto, anche dello schianto di un meteorite sulla Terra. Renzi (per bocca dei renziani della prima ora) si dice imbarazzato ma se le cose stanno così, non si può mica far cadere Letta, che sta facendo tanto tanto bene. Sempre Renzi (per bocca dei renziani della seconda ora, ovvero franceschiniani, fassiniani ecc.) la pensa invece come Cuperlo, e sbotta contro chi vuol fare della discussione un polverone da utilizzare in maniera strumentale per una campagna elettorale. Infine Renzi (quello vero, per bocca sua medesima) si limita a dichiarare: “se fossi Letta, non mi intrometterei”. E se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carriola, aggiungo io.

Civati invece, al quale Speranza aveva chiesto di non parlare, per non turbare le già fragili coscienze dei poveri parlamentari piddini (nota la leggenda per la quale 200 anime si fecere intimidire da cinguettìi e stati facebook sparati dai social network contro l’elezione di Marini al Quirinale), prende invece la parola. L’intervento non è agli atti, ma posso solo immaginare che abbia fatto notare non solo la debolezza del ricatto di Letta (sfiduciando un ministro, il governo non cade, a termini di legge), che appare piuttosto come una ripicca adolescenziale (se offendi lei offendete pure me, ecco! – e via col broncio), ma anche l’ennesimo errore comunicativo del PD che dopo essersi sperticato a dire che la Cancellieri non si è comportata proprio bene, non riesce ancora una volta a far seguire alle parole i fatti e dare all’Italia il messaggio che abbiamo un partito, non solo un premier, con le palle d’acciaio. Il tutto, peraltro, alla vigilia delle primarie. Sai che spot.

Tra mugugni e risatine, Civati finisce il suo intervento a testa bassa. Evidentemente al risultato ci credeva. La Cancellieri sarebbe stata dimessa, e a vincere, prima che lui, sarebbe stato il Partito Democratico. Naturalmente laRepubblica avrebbe titolato “Ha vinto Renzi”, ma questa è un’altra storia.

E’ finita, direte voi. Ennò. Ora siamo al solito bivio e alla solita domanda: cosa farà Civati? Come già tante altre volte in passato (fiducia al governo, mozione Giachetti, F35, sfiducia ad Alfano…) il gruppo si muove in direzione ostinata e contraria (#albuonsenso) al pensiero civatiano. Che fare?

Se ci si adegua, le campane diranno “si è adeguato, è tutta fuffa”. Se non si adegua, come già altre volte le campane dindonderanno “ma che ci fa ancora in questo partito se non è mai d’accordo?”. Il che, per uno che se ne candida alla segreteria, non è proprio il massimo della lucidità comunicativa.

Questo è. Civati decide di adeguarsi alla disciplina di partito, e fa bene, secondo me. Qualcuno dice che ha sbagliato: poteva non adeguarsi. E avrebbe fatto bene lo stesso, ma qualcun’altro avrebbe chiosato che se sei in un partito devi prendere atto delle decisioni della maggioranza, se no è anarchia.

Non se ne esce. Il problema non è Civati. Il problema è un partito sclerotizzato, impantanato nel ricatto perenne delle larghe intese, del si deve governare, pàrdon, stare al governo, che governare è un’altra cosa, a tutti i costi. Questo è il problema. Non Civati.

Che di questa stagione è l’unico testimone credibile. E non un testimone da salotto. Non un politico televisivo, che va da Vespa a dire: “non sono d’accordo” e poi tratta con i vertici la sua resa per un posto al sole perenne della politica italiana. Non un rivoluzionario con le calze di cachemire e la erre moscia. No. Un politico. Uno sincero e leale, vivaddio, che ce ne sono. Che pensa quel che dice e dice quel che pensa. C’è solo da augurarsi che continui così, e che non si abbandoni prima o poi, sfiancato, alla logica del “tengo famiglia” seguendo la considerazione “ma chi me lo fa fare”.

Avercene di Civati in questo cazzo di Paese, pensate che saremmo ridotti così? Svegliamoci per favore.

Avanti. Datemi del tifoso, perchè tanto lo so che finisce così. Liberi tutti di pensarlo. Io intanto l’8 dicembre prendo una moneta da due euro e invece che tirarla in faccia alla politica che non mi piace, o acquistare un gratta e vinci per comprarmi qualche secondo di illusioni, li uso per votare Pippo Civati e dargli forza contrattuale.

Voi, fate un po’ come vi pare. Tanto vince Renzi. L’ha detto laRepubblica.

  1. Un ritratto decisamente di parte, che lascia l’immagine (immaginata) di Civati che esce a testa bassa, sguardo triste, spalle insaccate, dal dibattito dopo aver perorato la causa della giustizia…. Melenso
    E quel “matteuccio” che proprio non si può sentire.
    Un po’ di rispetto per tutti e di attenzione ai fatti, per cortesia, lasciamo stare i toni da romanzo ottocentesco agli appassionati del genere.
    Personalmente la cosa che mi ha dato più fastidio di Civati non è che abbia perso, non abbia trovato l’appoggio per la sua mozione, che ci sta pure, è solo contro i mulini a vento, contro un partito che obbedisce ai ricatti di Letta. La cosa insopportabile è che abbia usato strumentalmente la cosa ai fini comunicativi nei giorni delle votazioni al circolo, che abbia detto a tutti i giornali e le tv che presentava la mozione, omettendo di dire che c’era bisogno di firme e che la cosa non era certo scontata. Una persona più lucida e trasparente, avrebbe detto “mi farò portavoce di una mozione all’interno del partito cercando voti perché venga presentata”. Ma certo capisco che in un momento in cui si stava giù palesando il risultato tra gli iscritti, che penalizza un personaggio con ben altre aspirazioni, ogni mezzo era lecito.

    • Grazie. Mi dispiace non ti sia piaciuto il tono dell’articolo, purtroppo sebbene io faccia sul serio, tendo a non prendermi troppo sul serio. Ovvio che sono di parte, da qualche parte ci sta pure scritto, nel blog. Ciò premesso, cominciamo:
      1) Che Civati sia uscito malconcio dal dibattito non l’ho inventato, certo non l’ho visto, ma l’ha raccontato lui stesso, e non stento a crederci.
      2) Il discorso che fai mi pare piuttosto dietrologico. Il caso Cancellieri non l’ha messo in calendario Civati facendolo coincidere con le riunioni dei circoli che, ti ricordo, sono terminate DOMENICA. E guarda caso fino a DOMENICA TUTTI i leader, compreso Pittella, hanno dichiarato che la Cancellieri doveva dimettersi. Ieri era MERCOLEDI’, e quando si è trattato di passare dalle parole ai fatti, l’unico rimasto coerente con la posizione dichiarata a CIRCOLI APERTI è stato Civati. Gli altri, non hanno ritenuto che convenisse più. Evidentemente.
      3) Peraltro l’idea di presentare una mozione all’assemblea è stata esattamente riportata come auspicavi tu: ed è avvenuto, appunto DOMENICA, come puoi leggere dalla data, ultimo giorno di riunioni dei circoli, già svolti al 90%. Se poi i giornali e le TV riportano le cose sommariamente, ed è quella l’unica fonte dalla quale ci abbeveriamo, non credo possiamo farne una colpa a Civati.
      Ti ringrazio in ogni caso per l’intervento, e ti sollecito a rispondere, così ricostruiamo uno spaccato di verità. Poi ciascuno vota chi gli pare, ovviamente. Io voto Civati. A presto.

  2. Salve, sono intenzionata a votare Civati alle primarie, nonostante i miei familiari attivisti 5S mi considerino stupida o ingenua. Infatti danno per scontato che Civati sia solo un opportunista, uno “specchietto per le allodole”, che non vincerà ma sarà pronto a fare da “stampella” al PD di Renzi. Questa cosa che è successa mi fa pensare che potrebbero aver ragione: vista la delusione di molti sostenitori come me dopo il caso Cancellieri, Civati perderà molti voti. Quindi mi chiedo, è stato un errore in buona fede, o lo ha fatto apposta per perdere le primarie, far vincere Renzi e poi cercare di allearsi o ottenere favori da lui? Può sembrare un ragionamento contorto, ma dopo quel che è successo nel PD mi aspetto di tutto.

    • Ciao Sara. Credo che il problema sia che in Italia siamo abituati a ragionare per dietrologie. Chi dice una cosa, deve avere un interesse dietro. Probabilmente Civati è ambizioso, ma pensare che lo sia perché vuole cambiare le cose, non ci passa nemmeno per l’anticamera? Se uno ha 15 parlamentari su 400, credi gli convenga starsene buonino a fare il salottista in TV, o tentare una difficile battaglia per dare alle parole il senso che hanno? Se tutti dicono “dimissioni” —> sfiduciamola!
      Civati ha fatto una battaglia, l’ha persa (non per colpa sua, ma perchè è stato isolato) e ci ha anche messo la faccia e chiesto scusa. E noi invece di prendercela con i voltagabbana di turno, ce la prendiamo con Civati? Eddai…
      Civati ha voluto dimostrare ancora una volta l’ipocrisia della politica, e dei dirigenti del PD, che raccontano chiacchiere a uso delle telecamere e poi materialmente fanno il contrario di quel che dicono. E’ successo sugli F35, sul governissimo, speriamo non succeda su Berlusconi….
      Non riesco quindi a capire la delusione. Questa operazione, ancora più che la sfiducia solitaria al governo Letta, dovrebbe dare impulso a chi vuole cambiare le cose, di sostenere l’UNICO che sta tentando di farlo. Non credi che chi vuol far carriera politica debba utilizzare altre strade, all’interno del Partito? Quindi: capisco il tuo tentennamento, ma che alternative abbiamo?
      Spero tu possa alla fine riuscire a prendere una decisione, qualunque essa sia.
      Un saluto. 🙂

  3. L’ha ribloggato su Amolanoiae ha commentato:
    Perchè dare due euro al pd e votare civati

  4. […] La Repubblica, quella che ha già, anzitempo, incoronato Matteo Renzi alle primarie. “L’ha detto laRepubblica” è il refrain da sfatare secondo il blogger di Democrazia e […]

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