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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Non ci resta che piangere?

In Politica Italiana on November 20, 2013 at 10:25 am

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“Chi siete?”
“Cosa portate?”
“Sì, ma quanti siete?”
“Un votino!”

Quando la politica si fa burocrazia; quando gli elettori sono solo nomi e cognomi in un elenco; quando quel che interessa alla macchina partitica è solo portare voti al proprio eletto, dimostrando un assettico interesse per tutti – che poi magari per qualche fedelissimo diventerà particolare – capita di assistere a scene come quella del mitico film.

Ma forse siamo troppo arrendevoli o sfiduciati per prenderci gioco di questa improbabile armata brancaleone, e fuggire via con un sonoro “vaffanculo”, come Benigni e Troisi, facendoci beffe del ruggito di tigri di carta buone solo a spaventare pecorelle impaurite, e conservare intatte la nostra dignità e, soprattutto, la nostra libertà.

Votare per Civati non significa ruggire più forte. Questa strada è quella di Grillo, rivelatosi anche lui ben presto una impotente e ruffiana tigre di carta, politicamente parlando.

Votare per Civati significa dare una possibilità al cambiamento. Lento, ma inesorabile e deciso, e per questo più solido.

Le rivoluzioni annunciate e mai accadute, servono solo ad aumentare la sfiducia, il senso di impotenza, la rassegnazione.

Con Civati segretario non ci sarà nessun Rivoluzionee, mi dispiace. Ma solo buona e onesta politica. Che sarà tanto più determinante, quanto più sostegno decideremo di dargli.

E a ben vedere, la scommessa Civati ci costerà solo un fiorino; che al cambio attuale, fa più o meno due euro.

Non perdiamo l’occasione, l’8 dicembre. Costa meno di un gratta e vinci, e a questo punto della corsa, si vince sempre, come alla pesca delle Feste dell’Unità.

Resta solo da stabilire il premio. Il primo, sarebbe avere Pippo Civati segretario del Partito Democratico.

E sarebbe una Rivoluzione.

Ops, mi è scappato…. 😉

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