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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

#Contiamoci.

In Idee, Politica Italiana on October 24, 2013 at 9:40 am

civ

Sento dire qualche volta che la maggioranza di questo Paese, di questo partito, è composto da gente perbene. Gente che paga le tasse, va al lavoro ogni giorno, paga le rate della macchina, emette sempre fattura o scontrino fiscale, dà un bacio ai bambini mettendoli a letto, dorme con la propria moglie praticamente ogni notte. Mettendo a dura prova i luoghi comuni che ci vorrebbero invece corrotti e propensi a delinquere per conseguire vantaggi personali, avendone l’occasione.

Sento invece dire spesso che i partiti sono invece preda di una minoranza corrotta, affarista, complottistica, senza alcun rapporto con i propri elettori, pronta a saltare da una poltrona all’altra con la stessa velocità con la quale cambia sfacciatamente idea e valori di riferimento.

Sulla base dell’incrocio di queste due considerazione, è probabilmente nato e prosperato il Movimento 5 Stelle, brillante operazione di marketing politico che però, al di là forse delle stesse intenzioni dei suoi creatori, come spesso accade per i prodotti di larga diffusione, ha dato impulso ad un diffuso movimento di rinnovamento che coinvolge e coinvolgerà trasversalmente tutti i partiti di qui a breve.

Molti ex elettori ed ex iscritti del Partito Democratico, stanchi di prestare consenso ad un partito che ignora questo lapalissiano assunto, hanno infatti votato per il Movimento, o lo faranno la prossima volta. Oppure sono rimasti e rimarranno a casa, sempre più sfiduciati e sempre più numerosi, in attesa che il tanto chiacchierato e sbandierato rinnovamento prenda finalmente una piega evidente.

Questo Congresso è l’occasione per dare il nostro attivo contributo all’accelerazione di un percorso di rinnovamento comunque alle porte, sconfiggendo i reflussi di resistenza del sistema alle forze nuove che vogliono occuparlo per indirizzarlo diversamente. Nel PD abbiamo (finalmente) un candidato indipendente, forte, di sinistra, pulito, onesto, un progetto politico che coinvolge la base, che mira a dare maggiore potere di indirizzo e di controllo alla militanza attiva.

Quanti con lui? Contiamoci.

#Contiamoci: nel senso di capire se siamo davvero la maggioranza di questo Paese, magari sfiduciata, magari schifata, probabilmente disillusa. Ma con un ultimo scatto di orgoglio proviamo a cambiare le cose. L’occasione è questa, potrebbe non essercene un’altra, anche se, naturalmente, l’impegno di tanti di noi comincia con il Congresso, non si esaurisce lì.

#Contiamoci: nel senso di “fidiamoci”; contiamo su Civati, sul suo progetto di una classe dirigente diffusa, di una partecipazione consapevole, di una leadership che viene dal basso e che non è invece nominata dall’alto, in spregio alle minime competenze richieste per assolvere ruoli pubblici così delicati.

#Contiamoci: nel senso di “raccontiamoci”. L’Italia che vorremmo, le scelte giuste, il partito del futuro; un nuovo percorso di crescita economica che non sia solo quantitativa, un nuovo riassetto e una nuova ridistribuzione della spesa pubblica; l’apertura dei mercati lì dove sono protezionisticamente chiusi, e una loro diversa regolamentazione in quei settori dove invece la privatizzazione selvaggia di questi ultimi anni ha prodotto evidenti disequilibri.

#Contiamoci: nel senso di aver fiducia in noi stessi. Fiducia che, insieme, supereremo le barriere clientelari, proromperemo nel partito, ne cambieremo modi e modelli di gestione, ci prepareremo ad una nuova stagione per l’Italia e gli Italiani.

E vinceremo. Comunque, noi vinceremo.

Io ci conto. #Contiamoci tutti.

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