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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Tutti pazzi per Don Matteo. Noi sulla Locomotiva.

In Politica Italiana on September 4, 2013 at 10:07 am

don matteo
Qualche giorno fa avevo scritto un criptico articolo a denunciare l’inutilità dei proclami contro le correnti del PD. Un paio di giorni dopo il buon Matteo fa discutere l’Italia intera della sua nuova idea: rottamare le correnti.

Sono riuscito nell’incredibile intento di confutare la boutade del nostro, prima ancora che la proferisse; non l’aveva ancora scritta, aleggiava leggera nei suoi pensieri, e già mi pareva ‘na cazzata.

Ragazzi: se non è talento questo, non so proprio cosa lo sia.

Invece il vero talento ce l’hanno i saltimbanchi della politica nostrana. Tutti pronti a saltare da un treno all’altro, pur di arrivare a destinazione. Anzi, pur di rimanere sempre in viaggio. Quei treni infatti, solitamente non arrivano mai da nessuna parte. Viaggiano, viaggiano, si fermano di tanto in tanto a caricare a bordo orde di cameramen e reggimicrofono, con il compito di sparare nell’etere il botto del messaggio del capotreno. Si fermano per caricare a bordo qualche vip, qualche capobastone locale con la sua truppa militare pronta all’azione. E se non si fermano nessun problema: in tanti sono pronti a rischiare il collo pur di saltare sul treno in corsa. Le ferite verranno amorevolmente curate una volta a bordo.

Sulla gucciniana locomotiva a vapore, invece, lenta, viaggia chi ha scelto dove andare, e si gode il viaggio. Niente Eurostar per noi. Niente “Itali”. Solo una locomotiva vecchio stampo. Una di quelle che come le FAL si ferma ad ogni stazioncina. Il capotreno scende, si intrattiene con i passeggeri che devono salire, dice cose rivoluzionarie tipo gli “uomini son tutti uguali” (e decadono dopo il terzo grado di giudizio, urla qualcuno dal finestrino, sorridendo sornione). Si riparte. Sulla locomotiva non c’è rabbia in corpo: c’è gioia, c’è la voglia di godersi il viaggio, la compagnia. Di parlare di politica, e di farla. Ad ogni stazione sempre più gente scende, discute, e poi risale. Tutti insieme verso la meta.

Sappiamo che da qualche parte c’è chi sta tramando per deviare il viaggio lungo una linea morta. Di isolare un gruppo di pragmatici sognatori, di sani visionari che si illuminano al pensiero di un’Italia giusta, libera dalla corruzione e dalla malavita. E’ possibile, ci diciamo, basta volerlo. Le cose si cambiano, cambiandole.

Guarda quanta ricchezza, guarda quante risorse, quante opportunità, dice qualcuno scrutando fuori dai finestroni. Una volta a destinazione sapremo coglierle, sapremo distribuirle equamente. I nostri ragazzi non saranno più costretti ad emigrare. I giovani sposi non dovranno più temere di mettere al mondo un figlio destinato ad una perenne e sleale competizione: il merito verrà riconosciuto e premiato. Senza sforzi, senza bisogno di farsi pubblicità ingannevoli. Basteranno i risultati del proprio vivere e del proprio lavoro.

Alla locomotiva vengono aggiunti ogni giorno nuovi vagoni; il treno si allunga, che non si riesce a tenere tutti. Ma inspiegabilmente prende sempre maggiore velocità.

Siamo diretti verso un’Italia nuova. Giunti alla meta, presto o tardi, ci saranno milioni di persone in attesa di quella locomotiva, lanciata a bomba contro l’ingiustizia.

 

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