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Il decreto lavoro all'italiana.

In Economia e Sviluppo, Politica Italiana on June 26, 2013 at 3:55 pm

E arrivò il giorno del Decreto Lavoro.

Dopo tanto democristiano rimandare: Imu, Iva, F35, finalmente si cominciano ad affrontare le questioni più spinose. Lavoro!

Ecco dunque che il Governo vara un provvedimento che consentirà a 200.000 giovani di trovare un posto di lavoro stabile e sicuro. Un bonus di 650 euro mensili alle aziende che assumeranno. Beh ma se la coperta è corta, bisogna definire i criteri. Giusto.

Allora abbiamo detto giovani. Ok. Sotto i 29 anni va bene? Sì: per lavorare, sopra i trent’anni si è troppo vecchi. Per fare politica no, si è troppo giovani, ma che c’entra.

“Quanti sono i disoccupati sotto i 29 anni?” “Una milionata dottò” Troppi, maledizione. Allora individuiamo un altro criterio: disoccupati, sotto i 29 anni, indipendenti e/o con figli a carico. Ci dovremmo essere. “Ce siamo quasi dottò, ma quarcuno sempre c’è! Se famo male. Che i soldi mica ce li avemo pe davero!”

Giusto. Giusto. Allora facciamo così: disoccupati, sotto i 29 anni, indipendenti, e … con al massimo la terza media. “Bingo dottò! Lo diceva Bilden Berg che ravate un genio! Si ce li chiedino in trenta le pago ‘na pizza!”

Perfetto. Scrivi allora: <<Comunicato stampa. A tutte le agenzie. Il Governo, preso atto della grave crisi economica, vara il Decreto Lavoro, per sollevare i giovani italiani dal fardello della disoccupazione…>>

Quando si dice provvedimenti a costo zero.

  1. guarda che la logica dovrebbe essere in OR e non in AND. Una delle tre situazioni e non tutte

    • Ciao grazie, il post in effetti era stato scritto sulle prime notizie. In ogni caso lo lascio perchè la logica non cambia: si destinano risorse ad cazzum senza affrontare (e come potrebbe una maggioranza siffatta?) il vero problema della crisi italiana: una visione nuova del sistema, del tessuto industriale, delle relazioni sociali, un nuovo patto generazionale, un nuovo stato sociale, la definizione del nostro ruolo in Europa e nel sistema globalizzato. Temi difficili, certo, ma che non si sono nemmeno incominciati a discutere. E comunque gli over trenta sono tagliati fuori dalle misure intraprese. Sarebbe stato troppo dispendioso? I trentenni, magari laureati e disoccupati, non “c’hanno famiglia”? Che speranza avranno di trovare lavoro domani con una domanda a zero e la concorrenza di duecentomila giovani col bonus? Siamo condannati e rassegnati a scannarci tra poveri come i capponi del Manzoni senza capire che andando avanti così finiremo tutti ugualmente arrostiti.

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