Close

Democrazia e Sviluppo - Il Blog

La battaglia sta per cominciare

In Politica Italiana on May 17, 2013 at 11:21 am

Ma la battaglia non è ancora cominciata.

Decine di ragazzi fuori dall’Assemblea e, prima ancora, ad occupare simbolicamente le sedi locali del Partito Democratico, segnano solo l’inizio dell’azione di un Movimento che mi auguro forte e radicale, che miri a tagliare definitivamente la testa di una classe politica che, direttamente o indirettamente, per mezzo dei suoi mille tentacoli, governa da vent’anni il Paese (in combutta con un impresentabile centrodestra), le regioni, le provincie, le città.

E che ha tradito il nostro sentirci diversi, moralmente rispettosi delle regole, solidalmente vicini agli ultimi e ai penultimi, indifferenti ai temi dominanti dell’agenda politica nazionale (giustizia, intercettazioni e quant’altro deciso dal dominus berlusconiano) e contrari ad una visione egoistica della società, che vede i cittadini avulsi dalla comunità nella quale vivono, rinchiusi nelle proprie case a consumare voracemente quel che sono riusciti a produrre. In poche parole: hanno tradito il nostro essere e sentirci di sinistra.

Vergogna, incredulità, frustrazione, sono questi i sentimenti prevalenti che leggo nelle parole, magari riassunte in 140 caratteri, di chi ci ha creduto, di chi si è impegnato, di chi vi ha votato.

Ora basta.

Un’altra Italia è possibile. Un altro partito è possibile. E se non sarà possibile cambiare questo, arroccato a difesa dei propri privilegi, ne costruiremo un altro.

Ma al di là del sentimento a mio avviso prevalente nell’elettorato residuo del Partito Democratico, e di quanti già fuoriusciti non possono far altro che dirci “ve l’avevamo detto”, comincio già a veder scricchiolare alcune certezze. Il Partito è lì, apparentemente troppo in alto per essere raggiunto da noi formichine. Troppo granitico per essere consumato dalle nostre, instancabili ma deboli, mandibole. E qualcuno dice già “sono con voi, ma è una battaglia persa”.

Sì, lo so. Non abbiamo realisticamente molte possibilità di vincere. Ma questa non è una battaglia di attacco. E’ una lotta di difesa. E’ la Resistenza. A difesa dei valori in cui crediamo, delle regole che rispettiamo, del Partito che avevamo costruito e voluto.

E la lotta di Resistenza non si fa a seconda delle possibilità di vincere o di perdere. Se invadono il tuo spazio, se ti senti sotto assedio, hai il diritto, anzi il dovere di scendere in trincea e combattere. Qui la battaglia non si fa imbracciando armi. Le nostre armi sono quelle delle regole democratiche di partecipazione alla formazione della volontà collettiva di un moderno partito di massa, e di una classe dirigente all’altezza, che abbia gli strumenti per portare quella volontà ad un reale compimento.

Il nostro partito è, in Italia, l’unico che non abbia nome e cognome di un proprietario sul proprio simbolo.

Perchè il partito siamo noi. Apriamolo, invadiamolo, conquistiamolo.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *