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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Economia: la materia oscura.

In Economia e Sviluppo, Idee on April 10, 2013 at 9:29 am

Se dicessi che il 15 aprile 2014 a Roma pioverà, che probabilità avrei di azzeccare la previsione? Ma la domanda è un’altra: che validità scientifica ha quella affermazione, fatta un anno prima, con i mezzi attualmente a disposizione della scienza?

L’economia è come la meteorologia. Allo stato attuale, lo studio di un sistema economico complesso e, peraltro, in continuo mutamento, è impossibile per qualunque modello matematico o scuola di pensiero. Chi afferma il contrario, e sbandiera una conoscenza che non può avere, è un millantatore. Diffidate da costui come da quelli che suonano la domenica mattina al citofono promettendovi la salvezza e la redenzione dai peccati.

Essere monetaristi o keynesiani, liberisti o comunisti, è una fede, non il risultato di una scelta razionale. Semmai il frutto di una convenienza personale.

La verità è che i sistemi economici sono instabili: soggetti a continue trasformazioni per via di leggi che si modificano, attori che cambiano, frontiere che si aprono. Immaginate un biologo che si accinge a studiare un mulo. Ma mentre prepara gli strumenti questo è diventato un cavallo. E, ancora preso dallo stupore, lo vede trasformarsi in uccello, spiegare le ali e volar via dalla finestra del suo studio.

Aggiungeteci cento e più variabili: tassi di cambio tra valute diverse, tassi di interesse, leve monetarie e finanziarie in mano ai governi, decisioni di acquisto, di investimento, invenzioni o scoperte scientifiche ecc. ecc. ecc.

E calcolate che la variazione di una sola di queste variabili porta alla modifica di tutte le altre. Ma non linearmente, come in una reazione a catena: tutte insieme, contemporaneamente. E la variazione globale così generata ne porta un’altra ancora, e quindi ancora un’altra, all’infinito.

Una tempesta a New York che provocherà tra un mese un’alluvione a Nuova Delhi.

Perchè questo è, in realtà, l’economia reale. Fatta di miliardi di individui che interagiscono tra loro (imprenditori, dipendenti pubblici, operai, studenti, consumatori, politici…), stringendo contatti e contratti, spingendo per modifiche legislative, creando imprese, spostando masse monetarie. E, come se non bastasse, spesso le decisioni alla base dei loro comportamenti sono aleatorie e irrazionali, quindi non classificabili nemmeno con il più sofisticato software in circolazione.

Basti pensare che ancora non si è giunti ad una conclusione univoca sull’essenza e il significato intrinseco della moneta: bene reale con caratteristiche di fungibilità o semplice unità di misura? Vi risponderanno: dipende dalle scuole di pensiero. Punto e a capo.

In circostanze particolari, con riferimento ad un dato momento storico, è possibile isolare alcune variabili maggiormente significative, per studiarne la consistenza con l’artificio di tener ferme tutte le altre. E alcune tendenze di fondo dei sistemi economici si rivelano piuttosto esatte e comprovate.

Ma è come voler dire che si è scoperto che il sangue trasporta l’ossigeno. Importante, certo, ma ancora insufficiente per portare la medicina ad affermare di aver trovato la cura per il cancro.

Se serve a vendere libri, tenere conferenze, costruirsi una carriera politica, farsi ospitare in TV per esprimere la propria opinione, va bene: si deve pur campare.

Ma che lo Stato, cioè tutti noi, si vada dietro le millanterie di questa o quella scuola di pensiero, alla ricerca di un’illuminazione che non arriverà mai, di un equilibrio perfetto o di un’allocazione ottimale delle risorse che esiste solo nei libri di testo delle Università e che non è verificabile, se non a posteriori, è una cosa che non possiamo permetterci. E’ un’arma di distrazione di massa; ideata per farci perdere di vista l’unico obiettivo che uno Stato moderno deve perseguire: mettere al centro della propria azione i cittadini, i loro bisogni e il loro benessere.

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