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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Gli Amici di Renzi. La sinistra deve essere Pop?

In Politica Italiana on April 9, 2013 at 10:07 pm

A Renzi non ho risparmiato critiche, soprattutto in merito ai tempi e ai modi della sua rinnovata candidatura alle scelte di politica nazionale dopo la sconfitta alle primarie.

Tuttavia non posso tacere di fronte alla netta ma inetta presa di posizione di alcune personalità, tweet-star ed elettori sulla partecipazione di Renzi alla trasmissione “Amici”.

Sulla trasmissione in sé c’è poco da dire: un contenitore di spettacolo nazionalpopolare che tiene abbabbiati milioni di persone, soprattutto di giovane età, mettendo in piazza non tanto il presunto talento dei partecipanti, quanto le dinamiche emotive che ne fanno da corollario (liti tra ragazzi, tra ragazzi e professori, delusioni/gioia per prova superata ecc.). Insomma una versione edulcorata della TV del dolore della quale la Maria Nazionale è bandiera inamovibile.

La decisione di un politico nazionale di partecipare ad una simile trasmissione ha scatenato polemiche ed ironie.

Eppure io ritengo che con questa mentalità non si vada lontano. Gli spettatori di amici sono elettori anch’essi. Hanno diritto di voto come gli altri, quegli altri che dall’alto dei loro pulpiti giudicano e condannano, in nome di una presunta superiorità morale data, secondo loro, dall’aver letto qualche libro o assistito a tribune politiche o seguito trasmissione ad alto contenuto “culturale”. E hanno diritto di essere rappresentati. Nel vuoto, colpevolmente lasciato da una sinistra spocchiosa e oligarchica, saranno, e lo sono stati, facile preda di populisti e demagoghi dal sorriso ammaliante o dalla parolaccia giusta detta al momento giusto.

Non entro nel merito del discorso che Renzi ha tenuto in trasmissione. Ovviamente era simbolica ed importante la presenza, non le parole pronunciate. Ma il fatto che per cinque minuti quelle persone abituate a leggere riviste patinate, impazzire per i plastici di Bruno Vespa, che ridono se il comico cade sulla buccia di banana, per cinque minuti della loro vita abbiano ascoltato un discorso di un politico, abbiano ascoltato per una volta il nome di Brunelleschi al posto di quello di Belen, è per me un passo avanti della politica. Un passo avanti VERSO quella parte della popolazione, purtroppo maggioritaria in Italia, che non ha mai visto una tribuna politica, sbuffa di fronte alle teorie di politici o economisti, non legge giornali, non usa internet se non per scovare l’ultimo ritrovato in fatto di make-up o l’ultima notizia gossippara.

La partecipazione di Renzi è stata certo opportunistica quanto si vuole. Ma io mi auguro che occasioni del genere si moltiplichino, non si riducano: se si vuole dare una voce di rappresentanza a questa gente, occorre che sia la politica, specie la Sinistra, vada loro incontro, anziché aspettare presuntuosamente che le masse si muovano a loro in nome di una presunta superiorità morale o, peggio ancora, intellettuale.

E che ci condannerà alla sconfitta eterna, ed a subire un sistema frivolo e distante che si autoalimenta.

  1. D’accordo per lo più, Mr Nino Carella. Ma oltre all’ andare incontro alla gente, là dove sul fondo del grattato fondo del barile giace, aggiungerei il desiderio di una sinistra propositiva, ergo pop-prop, non ci raccontiamo da anni che un mondo diverso e altro è possibile? Buon lavoro.

    • Desiderio senz’altro condivisibile; andare incontro alla gente e non avere niente da dire, non porta da nessuna parte, certamente non in un mondo migliore.
      Qui mi sono soffermato a riflettere sulla superficie, sulla forma della comunicazione, dove spesso si ferma la critica dei soloni. Quanto ai contenuti, mi permetterò di dare anche dietro il suo giusto sollecito, il mio piccolo contributo in un prossimo futuro.

      Grazie e cordiali saluti,

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