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Democrazia e Sviluppo - Il Blog

Matteo, perchè sbagli tempi e modi

In Politica Italiana on April 4, 2013 at 11:00 am

Caro Matteo,

come saprai sono stato un tuo sostenitore della prima ora. Ho salutato la tua candidatura come la necessaria novità per dare a questo paese una chance. Ti ho sostenuto durante le primarie, dandoti personale disponibilità a continuare a fornire sostegno alla tua candidatura, anche dopo averle perse.

La tua lunga esperienza politica ti avrà certamente insegnato che non si può essere il fidanzatino d’Italia troppo a lungo; capisco quindi l’ambizione e, mi auguro, anche la convinzione di capitalizzare il consenso prima che si sgonfi.

Tuttavia non credo nei salvatori della Patria.

Avevi promesso che, persa la battaglia delle primarie, saresti tornato a fare il sindaco. Mi sembra, invece, che tu non abbia mai smesso i panni del candidato. Il che è legittimo e per quanto mi riguarda, anche auspicabile.

La realtà però è ben più complessa. Il Parlamento è immobilizzato; il Governo, anche se non formalmente, è sfiduciato di fatto; e anche il Presidente della Repubblica dimostra di non sapere cosa fare per risolvere.

Le tue ultime uscite cozzano contro l’idea che si possa costruire senza necessariamente demolire tutto, perché non è vero che l’Italia è tutta da buttare. Ci sono imprenditori che lavorano 16 ore al giorno, e chi evade le tasse; ci sono politici che rubano e politici che si impegnano; ci sono dipendenti pubblici che lavorano e lavoratori che nicchiano; ci sono professori che insegnano e insegnanti che si sforzano di continuare ad imparare.

Sono convinto che dare una mano accrescerà la tua visibilità, e il contributo che certamente saprai dare sarà apprezzato e, alla prossima occasione, che certamente non tarderà a presentarsi, potrà essere valutato dagli elettori.

Credo insomma che, in un momento delicato della nostra Storia,  bisogna mettere da parte le ambizioni personali, e la convinzione di essere l’uomo giusto al posto giusto, per partecipare alla Ricostruzione del Paese con ciò che si ha a disposizione: questo Parlamento, questi uomini, queste idee.

Con affetto.

N.C.

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