Democrazia e Sviluppo - Il Blog

ESERCIZI PREELETTORALI PER L’ELETTORE LUCANO DI CENTRO-SINISTRA

In Regionali Basilicata on February 22, 2019 at 11:45 am

1. Non trattenete la risposta: “E allora i 5 stelle?!?!?” alle obiezioni: “Il Pd candida uno di destra” o “Trerotola non ha competenze” o rischierete di farvi scoppiare le vene delle tempie.

DIFFICOLTÀ: **

2. Convicersi che sul profilo del candidato Trerotola, rimosso da facebook il giorno della candidatura, fossero pubblicate solo foto gattini, e condivisi unicamente articoli per il corretto uso del clistere.

DIFFICOLTÀ: ***

2. Ripetete tre volte al giorno che anche se ogni lista collegata al candidato Governatore sta presentando un proprio autonomo programma, il problema sono Grillo e Salvini, e il centro-sinistra si è unito coraggiosamente per salvarci da loro, e che dopo le elezioni non torneranno a litigare per le poltrone come negli ultimi 8 anni, ma faranno solo ed esclusivamente il bene della nostra terra. Come negli ultimi 8 anni.

DIFFICOLTÀ: *********

3. Il voto di scambio non esiste. Ripeto: il voto di scambio non esiste.

DIFFICOLTÀ: *

4. Convincetevi che quel contributo di 1000 euro alla vostra associazione/attività, ottenuto per intercessione di xxxx, valga molto di più dei posti di lavoro creabili con il buon governo, della qualità delle infrastrutture, della vostra salute e del futuro dei vostri figli. Se non ci riuscite, tornate al punto precedente e riprovate.

DIFFICOLTÀ: *******************

5. Dal 25 marzo potrete tornare su Facebook a parlar male di Pittella, tanto non conterà più nulla. Se vi torna difficile crederlo, tornare al punto 1. e riprovate.

DIFFICOLTÀ: MISSION IMPOSSIBLE

Matera 2019: chi mal comincia

In Uncategorized on February 15, 2019 at 9:00 am

Ieri sera il primo evento di Matera2019 (a quasi un mese dall’apertura dell’anno culturale!) ha scatenato feroci polemiche.

Non tanto per lo spettacolo in sé, di elevato livello, ma per la gestione della comunicazione istituzionale, che ha indotto in errore molti spettatori: lo dichiari adatto a tutti, lo etichetti come “circo”, lo fai sotto un tendone colorato, lo descrivi in maniera fuffosa ed eterea, ed ecco servito l’incidente, su un ampio vassoio d’argento. Uno spettacolo che non era adatto nemmeno a molti adulti, è stato invece mostrato a minori trascinati incolpevolmente sotto la tenda, a causa della confusa comunicazione ufficiale.

Spiace per il sacrificio di tanti “operai”, che sputano sangue ogni giorno per garantire un cartellone che solo un anno e mezzo fa sembrava un’utopia, data la palude in cui ci avevano affondato le machiavelliche trame elettorali pittelliane, e che si sentono immotivatamente colpiti dalle polemiche.

Ma è ormai evidente, all’ennesima, imperdonabile ed evitabilissima cappellata, che la testa della Fondazione, lottizzata con le solite logiche politiche, è chiaramente sclerotizzata e inebetita, assolutamente incapace di garantire il pur minimo servizio di orientamento richiesto. E la cosa non potrà che peggiorare, se non si pone subito ordine e rimedio, con l’aumentare della complessità, all’avvicinarsi della stagione estiva.

Una testa troppo impegnata a stringere mani, distribuire prebende, soffocare il dissenso, partecipare a convegni “quanto so’ bravo, quanto so’ bello”, appuntarsi spillette e coccarde, continuare a mitizzare il passato ed evocare il futuro, invece di limitarsi a organizzare il presente.

Il lavoro dovrebbe essere altro.

Non è mai tardi, ma cominciamo a disperare che si possa iniziare proprio adesso. Ampia è stata l’apertura di credito, per molti versi dovuta, dopo la clamorosa nomina a Capitale Europea della Cultura. Ma ora vogliamo i risultati, e li misureremo senza sconti.

Anche perché nel mezzo, stritolata tra passato e futuro, tra aspettative e disillusione, c’è una intera comunità impotente e stordita, impaurita dalle conseguenze di tanta approssimazione, che chiede solo trasparenza e reale partecipazione, e un tangibile riscontro dei 50 milioni di euro che evaporeranno entro l’anno.

Un fatturato che molti imprenditori medi di queste parti metterebbero insieme solo lavorando almeno cinque vite.

E se non capite questo, abbiamo un problema assai più grande, di uno spettacolo andato storto.

BIBLIOTECA DI MATERA: I CITTADINI SFIDANO LA POLITICA

In #CronacheCapitali, #MT2015 - #MT2019, Politica lucana on March 16, 2017 at 9:39 am

Una provocazione. Così il TGR di Basilicata definisce l’iniziativa di 9 cittadini materani sulla Biblioteca di Matera. Ma se fosse invece qualcosa di più?

Problema semplice, risposta semplice.

La biblioteca non ha abbastanza personale? E la Provincia (o la Regione?) non ha abbastanza soldi per assumere chi la tenga aperta? Risposta: ci pensiamo noi. Perdincibacco: siamo o non siamo la Capitale della Cultura?

Questa commedia, già senza teatro, rischia (com’è noto) di rimanere anche senza il luogo emblematico universalmente associato alla parola “cultura”: la biblioteca.

E allora ecco la soluzione: cittadini volontari, affidabili, si offrono di dedicare parte del loro tempo a tenere aperte le porte della cultura; permettendo che il patrimonio di conoscenza contenuto nella biblioteca di Matera, rimanga a disposizione della collettività, e dei tanti studenti che quotidianamente l’affollano.

Facile, rapido indolore. Se il problema è questo, è già risolto.

A meno che non ci sia sotto qualcos’altro. Chessòio: qualcuno magari vorrebbe costruirci un alberghetto, nel prestigioso palazzo dell’Annunziata? Si sa che in tanti continuano a sostenere che a Matera c’è bisogno di altri posti letto, nonostante le oltre 500 strutture ed un turismo che non conosce più i tassi di crescita esponenziali dello scorso anno…

Malpensanti!

In ogni caso, i cittadini lanciano la provocazione: siamo pronti a risolvere, gratis, problemi che la politica, con tutti i milioni a disposizione frutto delle tasse pagate dai cittadini, finora non è riuscita a risolvere.

Quel che balza agli occhi, però, è che si fa più politica intorno a un tavolino di un bar, tra un tramezzino e uno spritz, che sulle scrivane di via Verrastro.

E allora non suona più come una provocazione.

 

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